contro lo strapotere dei grandi supermercati

articolo di Vittorio Agnoletto – segreteria@vittorioagnoletto.it

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439 eurodeputati firmano una dichiarazione per chiedere alla Commissione europea di investigare sulle grandi catene del commercio. Nel mirino dei parlamentari gli effetti negativi sul commercio al dettaglio, sull'agricoltura, sull'occupazione e sul rispetto dell'ambiente. Mentre per i consumatori c'è il rischio crescente di una perdita di diversità dei prodotti, del patrimonio culturale e dei punti vendita al dettaglio.

Nel 2005 è stato stimato che le quattro maggiori catene di supermercati, la francese Carrefour, le tedesche Metro Group e Rewe e l'inglese Tesco detengono oltre la metà dell'intero commercio europeo.

In Italia la quota di mercato della grande distribuzione organizzata è passata, in dieci anni, dal 36% 52%, a scapito dei negozi tradizionali, la cui quota è scesa dal 53% al 35,6%. Sempre nel nostro Paese, nel comparto alimentare i grandi distributori detengono una fetta di mercato pari addirittura al 55%, che sale al 90% in Francia, al 76% in Germania e al 70% nel Regno Unito.

È un segno della globalizzazione neoliberista, un'«americanizzazione» degli stili di consumo sul quale sociologi e intellettuali si sono già espressi. Ma, al di là delle molte riflessioni possibili, questo fenomeno comporta anche vari rischi concreti, sia economici che sociali.

In primo luogo, la posizione dominante dei grandi supermercati significa che sono loro a controllare l'accesso degli agricoltori e degli altri fornitori ai circuiti di vendita. Forti del loro ruolo, sono in grado di mantenere e decidere i prezzi corrisposti ai fornitori, con il pericolo di ricadute sull'occupazione e sulla qualità della produzione.

Ancora, nei confronti dei consumatori, il fenomeno si ripercuote con una perdita di diversità e quindi possibilità di scelta fra prodotti, con la progressiva scomparsa dei negozi più piccoli, che rappresentano un patrimonio culturale importante. Infine, il commercio dei super e ipermercati si basa sul trasporto alimentato con carburanti fossili, sull'agricoltura che usa fertilizzanti e su imballaggi a profusione: per quanto attenti a costruirsi un'immagine "ecologicamente corretta", contribuiscono senza dubbio all'inquinamento.

Per tutte queste ragioni, la grande maggioranza degli eurodeputati (incluso il sottoscritto) ha firmato una dichiarazione scritta per chiedere alla Commissione Europea di verificare gli abusi di potere dei grandi supermercati.

Abbiamo in particolare chiesto: «di avviare uno studio sugli effetti che la concentrazione del settore dei supermercati nell'UE sta avendo sulle piccole aziende, i fornitori, i lavoratori e i consumatori e, in particolare, di valutare le eventuali violazioni di potere d'acquisto che possono derivare da tale concentrazione», di armonizzare le norme europee per scongiurarne le conseguenze negative e proporre azioni adeguate per tutelare queste categorie da eventuali abusi di posizione dominante.

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