Adesione alla lettera aperta su Expo 2015
 

Scritto da Franco Calamida, 25-01-2015 16:15

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Pubblicato in : ADESSO BASTA!, ADESSO BASTA!


Adesso Basta! invita ad  aderire a questa lettera indirizzata a Matteo Renzi . Ovviamente aderisce chi la condivide , e ne riportiamo il testo .
EXPO: LETTERA APERTA
Alle Autorità
e p.c. agli esperti invitati all’incontro istituzionale di Milano.
“Allo stato attuale la produzione agricola mondiale potrebbe facilmente sfamare 12
miliardi di persone……. si potrebbe quindi affermare che ogni bambino che muore per
denutrizione oggi è di fatto ucciso”
Jean Ziegler, già Relatore Speciale delle Nazioni Unite sul diritto al cibo
Signor presidente del Consiglio,
i giornali ci informano che lei sarà a Milano il 7 febbraio per lanciare un Protocollo
mondiale sul Cibo, in occasione dell’avvicinarsi di Expo. Ci risulta che la regia di
tale protocollo, al quale lei ha già aderito, sia stata affidata alla Fondazione
Barilla Center for Food & Nutrition. Una multinazionale molto ben inserita nei
mercati e nella finanza globale, ma che nulla ha da spartire con le politiche di
sovranità alimentare essenziali per poter sfamare con cibo sano tutto il pianeta.
EXPO ha siglato una partnership con Nestlè attraverso la sua controllata
S.Pellegrino per diffondere 150 milioni di bottiglie di acqua con la sigla EXPO in
tutto il mondo. Il Presidente di Nestlé Worldwide già da qualche anno sostiene
l’istituzione di una borsa per l’acqua così come avviene per il petrolio. L’acqua,
senza la quale non potrebbe esserci vita nel nostro pianeta, dovrebbe quindi
essere trasformata in una merce sui mercati internazionali a disposizione solo di
chi ha le risorse per acquistarla.
Questi sono solo due esempi di quanto sta avvenendo in preparazione dell’EXPO.
Scriveva Vandana Shiva: “Expo avrà un senso solo se parteciperà chi s'impegna
per la democrazia del cibo, per la tutela della biodiversità, per la difesa degli
interessi degli agricoltori e delle loro famiglie e di chi il cibo lo mette in tavola.
Solo allora Expo avrà un senso che vada oltre a quello di grande vetrina dello
spreco o, peggio ancora, occasione per vicende di corruzione e di cementificazione
del territorio.”
“Nutrire il Pianeta, Energia per la vita.” recita il logo di Expo. Ma Expo è diventata
una delle tante vetrine per nutrire la multinazionali, non certo il pianeta.
Come si può pensare infatti di garantire cibo e acqua a sette miliardi di persone
affidandosi a coloro che del cibo e dell’acqua hanno fatto la ragione del loro
profitto senza prestare la minima attenzione ai bisogni primari di milioni di
persone?
Expo si presenta come la passerella delle multinazionali agroalimentari, proprio
quelle che detengono il controllo dell'alimentazione di tutto il mondo, che
producono quel cibo globalizzato o spazzatura, che determina
contemporaneamente un miliardo di affamati e un miliardo di obesi. Due facce
dello stesso problema che abitano questo nostro tempo: la povertà, in aumento
non solo nel Sud del mondo ma anche nelle nostre periferie sempre più degradate.
Expo non parla di tutto ciò.
Non parla di diritto all'acqua potabile e di acqua per l'agricoltura familiare.
Non parla di diritto alla terra e all'autodeterminazione a coltivarla.
Non si rivolge e non coinvolge i poveri delle megalopoli di tutto il mondo, non si
interroga su cosa mangiano, non parla ai contadini privati della terra e dell'acqua,
scacciati attraverso il Land e Water grabbing, (la cessione di grandi estensioni di
terreno e di risorse idriche a un paese straniero o ad una multinazionale), espulsi
dalle grandi dighe, dallo sviluppo dell'industria estrattiva ed energetica, dalla
perdita di sovranità sui semi per via degli OGM e costretti quindi a diventare
profughi e migranti.
E non cambia certo la situazione qualche invito a singoli personaggi della cultura
provenienti da ogni angolo della terra e impegnati nella lotta per la giustizia
sociale. Al massimo serve per creare qualche diversivo.
In Expo a fianco della passerella delle multinazionali si dispiega la passerella del
cibo di “eccellenza”. Expo parla solo alle fasce di popolazione ricca dell'occidente
e questo ne fa oggettivamente la vetrina dell'ingiustizia alimentare del mondo,
nella quale la povertà si misurerà nel cibo: in quello spazzatura per le grandi masse
e in quello delle eccedenze e degli scarti per i poveri.
In questi mesi, di fronte a tutto quello che è accaduto nella nostra città,
dall’illegalità allo sperpero di ingenti risorse economiche per l’organizzazione di
Expo in una città dove la povertà cresce quotidianamente e che avrebbe urgenza
di ben altri interventi, noi abbiamo maturato un giudizio negativo su Expo.
Ma come cittadini milanesi non posiamo fuggire la responsabilità di impegnarci
affinché l’obiettivo di “Nutrire il pianeta” possa essere meno lontano.
Per questo avanziamo a lei e alle autorità politiche ed amministrative che stanno
organizzando Expo alcune precise richieste.
Il Protocollo mondiale sulla nutrizione che lei intende lanciare, pur dicendo anche
alcune cose condivisibili, evitando i nodi di fondo, rimane tutto all’interno dei
meccanismi iniqui che hanno generato l’attuale situazione . Noi le chiediamo di
porre al centro la sovranità alimentare e il diritto alla terra negati dallo
strapotere e dal controllo delle multinazionali in particolare quelle dei semi.
Chiediamo che sia affermata una netta contrarietà agli OGM che sono il
paradigma di questa espropriazione della sovranità dei contadini e dei cittadini, il
perno di un modello globalizzato di agricoltura e di produzione di cibo che inquina
con i diserbanti, consuma energia da petrolio, è idrovoro e contribuisce al 50% del
riscaldamento climatico.
Le chiediamo che venga affermato il diritto all'acqua potabile per tutti
attraverso l’approvazione di un Protocollo Mondiale dell’acqua, con il quale si
concretizzi il diritto umano all’acqua e ai servizi igienico sanitari sancito dalla
risoluzione dell’ONU del 2011.
Chiediamo che vengano rimessi in discussione gli accordi di Partnership tra Expo e
le grandi multinazionali, che, lungi dal rappresentare una soluzione, costituiscono
una delle ragioni che impediscono la piena realizzazione del diritto al cibo e
all’acqua.
Chiediamo che si decida fin d'ora il destino delle aree di Expo non lasciandole
unicamente in mano alla speculazione e agli appetiti della criminalità organizzata e
che, su quei terreni, venga indicata una sede per un’istituzione internazionale
finalizzata a tutelare l’acqua, potrebbe essere l’Authority mondiale per l’acqua, e
il cibo come beni comuni a disposizione di tutta l’umanità. Una sede dove i
movimenti sociali come i Sem Terra, Via Campesina, le reti mondiali dell’acqua, le
organizzazioni popolari e i governi locali e nazionali discutano: la politica per la
vita.
Una sede nella quale la Food Policy diventi anche Water Policy, dove si discuta la
costituzione di una rete di città che assumano una Carta dell’acqua e del Cibo,
nella quale si inizi a concretizzare localmente la sovranità alimentare, il diritto
all’acqua, la sua natura pubblica, la non chiusura dei rubinetti a chi non è in grado
di pagare, la costituzione di un fondo per la cooperazione internazionale verso
coloro che non hanno accesso all’acqua potabile nel mondo.
Una sede nella quale alle istituzioni e ai movimenti sociali, venga restituita la
sovranità sulle scelte essenziali che riguardano il futuro dell’umanità.
"La Terra ha abbastanza per i bisogni di tutti, ma non per l'avidità di alcune
persone” affermava Gandhi. E questa verità oggi è più che mai attuale e ci
richiama alla nostra responsabilità, ognuno per il ruolo che svolge.
Moni Ovadia, Vittorio Agnoletto, Mario Agostinelli, Piero Basso, Franco Calamida,
Massimo Gatti, Antonio Lareno, Antonio Lupo, Emilio Molinari, Silvano Piccardi,
Paolo Pinardi, Basilio Rizzo, Erica Rodari, Anita Sonego, Guglielmo Spettante.
Milano 21 gennaio 2015.
Le adesioni alla lettera aperta, sia individuali che collettive, vanno comunicate ad
uno dei seguenti indirizzi mail:
Vittorio Agnoletto Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
Franco Calamida Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
CostituzioneBeniComuni Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

Ultimo aggiornamento : 25-01-2015 16:15

   
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