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progetto Sacconi
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Scritto da Maria Grazia Meriggi, 18-10-2008 16:59

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Pubblicato in : Lavoro, Lavoro / Stato Sociale

Cerco di capire dalle anticipazioni di stampa i veri contenuti della minacciata riforma del diritto di sciopero, in particolare che cosa significhino i poteri di "arbitrato e conciliazione" (quando e come esercitati) della commissione apposita che dovrebbe essere nominata. Gravissima l'adesione individuale preventiva, di evidente significato intimidatorio, ma gli aspetti più normativi tenderebbero a cambiare radicalmente il carattere delle relazioni sindacali in Italia, introducendo un modello neocorporativo che nei paesi dove è stato applicato ha dato luogo - nelle fasi migliori del conflitto sociale - a un fiorire di "scioperi selvaggi". Ma in Italia, con il nostro sistema di fabbriche piccole e medie e con la nostra tradizione imprenditoriale, ad essere impegnato, cioè paralizzato, sarebbe solo il sindacato.

Diventano a questo punto vitali il sostegno e la difesa dell'autonomia della Cgil. Discorsi sulla non centralità del lavoro ecc. diventano a questo punto risibili, dato che la controparte questa centralità la vede benissimo. Bisogna a questo punto seguire con estrema attenzione l'attacco e non lasciarlo cadere nel silenzio.

Ultimo aggiornamento: 27-10-2008 09:21

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Mafia a Milano
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Scritto da Redazione, 16-10-2008 09:09

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Pubblicato in : Milano metropoli, Provincia di Milano

Gianni Barbacetto

A CENTO PASSI DAL MUNICIPIO
Milano capitale della mafia

di Gianni Barbacetto - 9 ottobre 2008

I boss stanno a cento passi da Palazzo Marino, dove il sindaco di Milano Letizia Moratti lavora e prepara l'Expo 2015. O li hanno già fatti, quei cento passi che li separano dal palazzo della politica e dell'amministrazione? Certo li hanno fatti nell'hinterland e in altri centri della Lombardia, dove sono già entrati nei municipi.
Comunque, a Milano e fuori, hanno già stretto buoni rapporti con gli uomini dei partiti.

 

Ultimo aggiornamento: 16-10-2008 09:10

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Il fallimento della medicina basata sul mercato
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Scritto da Bai Edoardo, 11-10-2008 16:00

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Pubblicato in : Salute, Salute





Il titolo non è mio; appartiene al dr. Robert Kuttner, che scrive sul New England Journal of Medicine, una delle due riviste mediche più prestigiose del mondo, assieme a Lancet.

Ecco alcuni stralci del suo articolo.

La spesa sanitaria in USA nel 2006 è stata di 2,1 trilioni di dollari, cioè più di 7000 dollari per ogni americano compresi i bambini e i neonati.
Il totale della spesa per la sanità ammonta al 16% del prodotto interno lordo, e le proiezioni lo collocano al 20% entro i prossimi sette anni.
Questa crescita è stata attribuita a molti fattori: l'aumento della popolazione anziana, la proliferazione di nuove tecnologie, cattiva dieta e scarsità di esercizio fisico, tendenza delle strutture a generare domanda,eccetera.
C'è una seconda ipotesi. Il cambiamento demografico e la tecnologia medica sono una sfida per tutte le nazioni, ma il nostro sistema è quello di gran lunga messo peggio. L'incapacità di contenere i costi negli Stati Uniti deriva innanzitutto dalla nostra unica, pervasiva commercializzazione.
Il dominio delle assicurazioni d'affari e delle compagnie farmaceutiche, l'ondata di nuovi ospedali specialistici di proprietà privata, e comportamenti mirati alla massimizzazione dei profitti anche fra le organizzazioni no profit alza i costi e distorce l'allocazione delle risorse.
Si dice che il mercato ottimizza l'efficienza. Ma nonostante la diffusa opinione che la competizione è la chiave del contenimento dei costi, la medicina- pagata da terze parti e con la sua parziale missione sociale- non si adatta alla disciplina di mercato. Perché?
Le tecniche del sistema privato per mantenere bassi i costi sono la selezione del rischio, la limitazione dei servizi assicurati, la costrizione al pagamento delle prestazioni, e lo scaricamento dei costi sui pazienti.
Ma grazie alla frammentazione del sistema e al perverso pagamento degli incentivi, la maggior parte degli interventi con buon rapporto di costi/efficacia sono trascurati e le risorse sono destinate in misura crescente a interventi remunerativi piuttosto che ai veri bisogni di assistenza. Perciò molti traguardi di efficienza non possono essere raggiunti, sono erogati servizi inutili per profitto e somme enormi sono sprecate per avvantaggiarsi a spese del sistema.
Le ricerche sul campo concludono che da un quinto a un terzo della spesa non produce alcun beneficio dal punto di vista sanitario.
Grandi vantaggi potrebbero essere raggiunti da un approccio basato sulla medicina di base e sui bisogni della popolazione. Ma gli imprenditori non prosperano assicurando questo genere di servizi.

Non continuo, l'articolo si dilunga poi su esempi specifici e dettagliati che non aggiungono molto al ragionamento.
Chi scrive è americano, e tutt'altro che socialista, comunista o semplicemente progressista. Riporta le conclusioni di studi, ormai numerosissimi, sul sistema sanitario statunitense e sul modo di contenere i costi. Tutti gli studi di una certa serietà concordano con le conclusioni sopra riassunte.
Perché allora l'enfasi che viene posta in Europa (ma in generale, purtroppo, anche nei paesi in via di sviluppo) sulla migliore efficienza del privato, e sul possibile contenimento dei costi derivante dalla concorrenza?

PERCHE' E' UN IMBROGLIO, come e peggio di tanti altri, e deriva soltanto da una ideologia liberista, che vede l'unica possibilità di rilancio dell'economia nel mercato, nella liberalizzazione del commercio, nella privatizzazione dei beni pubblici e nell'ingresso degli affari nei servizi pubblici, di cui fa parte la sanità, assieme all'acqua, all'energia, alla scuola, eccetera...
In sostanza: non si ricerca un risparmio-si sa già che non lo si ottiene in questa maniera-ma soltanto nuove occasioni di profitto. Ciò comporta l'adozione conseguente di interventi che accollano ai singoli spese crescenti, questo si allo scopo di contenere le spese dello Stato, ma non quelle dei singoli!

Quanto poi questa filosofia sia efficace, anche dal punto di vista dello sviluppo degli affari, lo si è visto in questi giorni, con il crollo delle borse di tutto il mondo.
E' ora di ritornare a rivendicare, senza falsi pudori, il primato del pubblico nel campo dei servizi sociali in generale, e della necessità di uno stato forte ed efficiente che garantisca a tutti diritti fondamentali quali quelli al lavoro, alla salute, all'ambiente, all'istruzione.
Il privato non è affatto migliore o più efficiente; non lasciamoci incantare dalle favole.

Bai Edoardo

Ultimo aggiornamento: 12-10-2008 11:36

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iniziative di zona tre
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Scritto da Franco Calamida, 02-10-2008 15:07

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Pubblicato in : Zona 3, Zona 3


Si è riunito quello che nei mesi scorsi chiamammo il coordinamento di zona tre e propone di agire, assumere iniziative, praticare, per quel che si può, l'opposizione sociale.

Ultimo aggiornamento: 03-10-2008 09:48

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Le case della sinistra
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Scritto da Campolo Luigi, 03-06-2008 23:37

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Pubblicato in : La costruzione della sinistra, La costruzione della sinistra

Tutta la ex-sinistra arcobaleno le vuole, ma nessuno dice esplicitamente come farle e per farne cosa.

Io pensavo che la casa della sinistra dovesse essere un luogo fisico, dove persone fisiche di vari partiti e senza partito dovessero trovarsi per farne una sede di incontro con la cittadinanza, per imparare ad affrontare insieme i problemi pratici che gruppi di cittadini vivono, e diventare quindi luogo di intervento territoriale targato sinistra.

Progetto difficile per carenza di sedi fisiche e di finanziamento, ma decisivo nell'ottica del ri-radicamento sul territorio.

Oggi, poichè di case della sinistra in città non se vede neppure una, mentre tutti i partiti ne parlano, mi viene il sospetto che con questa definizione si intenda una pura etichetta destinata ad essere, tout court, il nuovo soggetto politico plurale in cui tutti possono identificarsi, togliendo così ai partiti il problema doloroso, ma ineluttabile di sciogliersi in qualcosaltro.

Se questo si verificherà sarà come dire che, in pratica, nulla può cambiare e che la sinistra può restare tranquillamente divisa come prima.

Ultimo aggiornamento: 17-06-2008 22:03

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