Multiutility - Convegno Cisl
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Scritto da Franco Calamida, 12-03-2012 08:56

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Pubblicato in : Milano metropoli, Provincia di Milano


Riportiamo una sintesi del Convegno Cisl del 9 marzo 2012 , importante per quanti seguono le "vicende multiutility ".


MULTIUTILITY - Convegno Cisl Milano sulla multiutility,  9 marzo 2012

 

Riporto i passaggi più significativi degli interventi.

 

Intanto c'è da dire che la Cisl è sdraiata sul progetto: l’unico problema  che vede (è intervenuto il segretario generale di Milano) è come si armonizzano i contratti e come si risponde ai cittadini. Per il resto, visto che il decreto liberalizzazioni lo mette all'ordine del giorno,  bisogna procedere per essere competitivi anche all'estero e di fronte a grandi gestori stranieri che parteciperanno alle nostre gare. Ci sono in Italia 10.000 aziende che erogano servizi pubblici con 320.000 dipendenti. Frazionamento eccessivo. Bisogna aggregare le imprese. Il servizio idrico ha bisogno di 40 miliardi per aggregare le reti e le infrastrutture.

 

Tabacci (quasi alla lettera): Il Comune di Milano, che aveva poca voce in capitolo, ha dovuto prendere atto di una caduta di valore di A2A nell'ordine del 70%. Questo in parte è dovuto alla crisi, ma non solo, tanto è vero che l'arretramento per Acea, Iren ed Hera è stato intorno al 50%.

Oggi l'indebitamento è di 4 miliardi,  anche per l'acquisto fatto in Montenegro con la  responsabilità di gestione di una centrale senza nessuna possibilità di controllo. Terna doveva addirittura costruire un condotto sotto l'Adriatico per portare l'energia in Italia. Il governo del Montenegro ha poi deciso un taglio netto delle tariffe e questo ha sballato tutti i conti,  oltre al fatto che lì nessuno paga.

Inoltre si è fatto l'accordo su Edipower che a sua volta ha 1,5 miliardi di debito.

Tutto questo significa che per parecchi anni A2A non potrà pagare dividendi, con grave danno per il Comune di  Milano. Bisogna fare qualcosa, ma non ci si può certo rimpicciolire, come qualcuno irresponsabilmente ha ventilato, perché siamo quotati in borsa, non si può scindere A2A per non pagare il dazio, sarebbe una catastrofe, come uscire dall'euro.

La governance duale, se proprio si vuol tenere, deve essere riassestata e vanno diminuiti i consiglieri.

Ma perché vien fuori il discorso multiutility , o chiamiamola pure con un altro nome se questo non piace. A2A e Iren hanno insieme la patata bollente di Edipower, condividono il debito. Per venirne fuori occorre questa operazione con una partecipazione esterna importante, della Cassa Depositi e Prestiti, per es., altrimenti niente dividendi.

Si può pensare a una holding con sotto tre aziende con business specifici: produzione, reti e ambiente.

Occorre una struttura manageriale forte, senza clientele. Si deve andare sul mercato a tutto campo: se c'è un'asta in Australia, per es., ci dobbiamo andare.

Così non si può andare avanti, il debito è tale che non ci saranno dividendi per anni, bisogna rendersene conto, stiamo parlando di gas, elettricità e rifiuti, in queste condizioni non si potranno nemmeno servire i cittadini con efficienza.

Dobbiamo assumere una dimensione che ci consenta di reggere a livello internazionale, non è che gli altri stanno a guardare le nostre beghe, se decidono di muoversi si muovono, non è quindi che queste aziende resteranno sempre automaticamente nostre.

A questo punto chiede al sindacato il sostegno al progetto; sembra che a Brescia ci siano stati degli ordini del giorno che invece della multiutility chiedono il rimpicciolimento.

Non ha mai pronunciato la parola 'acqua', ma a un sindacalista che gli chiede esplicitamente cosa si vuol fare visto che c'è stato il referendum, risponde testualmente: “PER ORA L'ACQUA RESTA IN MM, NON CI VOGLIAMO COMPLICARE LA VITA, ADESSO ABBIAMO ALTRI PROBLEMI, PIU' AVANTI SI VEDRA”.

 

Assessore Lepore del Comune di Bologna: Siamo molto interessati a quello che avviene sui vostri territori, infatti più tardi avrò degli incontri con l'Amministrazione di Milano.

Da Hera abbiamo grossi dividendi, però anche noi dobbiamo parlare di prospettive nazionali e internazionali; sulla multiutility siamo interlocutori per il settore idrico, l'energia e i rifiuti. Stiamo ragionando di area metropolitana bolognese e in questo ambito se ne parlerà. Qualche mese fa i sindaci Pisapia e Merola si sono visti e hanno parlato anche di multiutility.

Milano, Torino e Bologna possono dare una spinta importante a una visione strategica del territorio, questo è il momento da cogliere perché abbiamo un governo credibile.

 

Elefanti, docente della Cattolica (è stato presidente  di Amga se ho capito bene e adesso è consigliere in Iren): Attenzione alle partenze a razzo di queste società su investimenti internazionali o magari planetari: abbiamo visto che ritorni negativi ci sono stati. Iren è ridotta a vendere le sedi perché non ha più liquidità, neanche per le spese di ordinaria amministrazione degli ATO. Lo sviluppo è necessario, ma sono stati fatti investimenti non valutati a fondo, sull'onda delle convinzioni che giravano al momento, così Amga nel 2002 ha messo 800 milioni nel rigasificatore di Livorno, una cifra considerevole, ma andrà a regime forse nel 2013. Poi ha messo una cifra spropositata per avere l'1,qualcosa in Enel.

Credo che per pensare alle 4 aziende (A2A, Iren, Hera, Acea) non sia il momento: sono tutte molto indebitate, con un debito 4 volte superiore al reddito lordo, che è un livello di guardia.

Penso anche che il fronte energia vada bene, ma non quello acqua e rifiuti per grandi operazioni di questo tipo, perché sono servizi per cui il legame con il territorio è troppo importante; con aziende così grandi non si può avere tempestività di risposta ai cittadini.

 


Ultimo aggiornamento : 12-03-2012 08:56

   
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