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Da Berlusconi a Monti - Umberto Tabarelli
(3 voti)
 

Scritto da Franco Calamida, 04-02-2012 15:20

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Pubblicato in : ADESSO BASTA!, ADESSO BASTA!


Una riflessione sulla quale pensiamo sia utile riflettere .
 
 
 

Il rotolarsi piacevolmente nel fango appartiene alla “pelle” umana, alle sensazioni più superficiali e immediate; e, dalla fine degli anni 70 (omicidio Moro) è stato un’alternativa vincente rispetto ai fallimenti della rivoluzione democratica del Pci (la democrazia progressiva di Togliatti e il compromesso storico di Berlinguer). Su quei fallimenti mi pare che non esista ancora un’analisi soddisfacente né sia stato condotto un ragionamento utile (penso che dovremo invece ripartire dall’approfondimento di quella stagione per ritrovare un filo d’Arianna). Al rotolarsi nel fango è risultata alternativa la pulizia di Monti, il suo normale farsi la doccia ogni giorno. Dopo l’orgia craxiana-berlusconiana a base di sogni e vino cattivo c’è la voglia di snebbiarsi, di tornare a usare il cervello; per questo il consenso a Monti è “strano”, strabico: un occhio vede il cambiamento rispetto a Berlusconi, l’altro vede che la vita sta peggiorando, che mancano prospettive credibili, che la speranza è basata su class action, quando sia possibile, e non su diritti riconosciuti e rispettati. Il secondo occhio vuole vedere più lavoro, redditi più alti; in vari settori si sta creando un clima di ribellione (che chiamerei “progressista” rispetto alla ribellione di gruppi conservatori –in qualche caso reazionari- che non vogliono cedere nessun privilegio). C’è –finalmente- nei ceti più deboli un livello di consapevolezza maggiore di prima; io spero però che il livello di consapevolezza dei problemi più vicini, quotidiani, urgenti si alzi: è altrettanto urgente considerare quelli causati dal capitalismo selvaggio, cosiddetto globale: l’aria, l’acqua, l’energia, il cibo, lo sfruttamento non possono migliorare accettando un lavoro qualunque purché continuo e pagato decentemente; c’è una contraddizione tragica fra il bisogno di lavoro e il lavoro che inquina, produce cancro, avvelena terra, fiumi, mare e continua uno sfruttamento millenario. Bisogna fermare questa notte di Valpurga, in cui alcune migliaia di matti ballano sulle vite di miliardi di persone. Bisogna cambiare rotta: dall’Isola-che-non-c’è alla Terra che è di tutti.

Umberto Tabarelli

Non è affatto strano il mutamento di consenso per Berlusconi: il mondo di illusioni promesso –e attuato, come mondo di illusioni: dalle soap-opera all’isola dei famosi- mostra la sua inconsistenza nella realtà quotidiana dei licenziamenti e dei redditi bassi; nella sperequazione –non più tollerata- fra ricchi e poveri.

Ultimo aggiornamento : 04-02-2012 15:20

   
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