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Smog : la risposta di G.Leghissa a E.Fedreghini
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Scritto da Franco Calamida, 29-11-2011 14:21

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Pubblicato in : ADESSO BASTA!, ADESSO BASTA!


Riportiamo la risposta di Giulio Leghissa in difesa delle scelte della Giunta e dell'unità  a Enrico Fedreghini , critico rispetto alla revoca del blocco del traffico in nome del popolo inquinato.
 
 
 
 

 


Oggetto:  Senza parole, con lo smog alla gola .

La replica di Giulio Leghissa 
Io credo che oltre a utilizzare l’istinto un uomo che ama la politica debba anche usare la testa. Allora questa, come tante altre mail  lette in questi giorni a proposito di Boeri, sbrodolata “di sinistra”, rappresenta proprio il limite principale che la sinistra in Italia ha avuto in questi ultimi 40 anni: farsi del male perché bisogna sempre dimostrare di essere più bravi, più a sinistra, più vicini ai problemi della gente. C’è una questione di merito e c’è, prima di tutto una questione di metodo.

Per quanto riguarda il merito siamo sempre pronti a criticare, a dire che non si sta facendo abbastanza, che si sta “tradendo” il mandato popolare ecc. Ma qualcuno ha provato a pensare cosa si sono trovati ad affrontare gli amici e i compagni che hanno preso in mano Milano? Con un comune senza una lira, pieno di debiti, con scelte economiche e politiche che hanno fatto a pezzi la struttura sociale ed il wellfare della città, con intorno provincia, regione e governo che hanno come unico obiettivo quello di far fallire l’esperienza nuova di Milano… Con un Expo ereditato dalla incapacità, furberia, cialtroneria dei precedenti che hanno portato al rischio concreto di non poterlo realizzare (immaginiamoci le conseguenze per Milano…). Questa giunta di segnali nuovi ne ha dati tanti: dalla rimozione dei dirigenti dell’ATM, delle mense scolastiche alle scelte anche morali di riduzione delle spese ecc.

Soprattutto ha cercato di prendere decisioni coinvolgendo la gente interessata e ascoltando.

Forse qualcuno ha dimenticato che la Moratti è andata in consiglio 3 o 4 volte in tutto il suo mandato, e qui abbiamo un sindaco che non si risparmia e una giunta che lavora a tappe forzate. Eppure immediatamente, se le cose non vanno come si sperava o come si desiderava, parte la critica più o meno feroce.

E qui si innesca la questione di metodo: siamo sempre pronti, con il piccone in mano, a picchiare sui nostri.

Per venti anni abbiamo avuto la vergogna, l’insulto quotidiano alla vita della gente, lo sfregio degli ideali della Resistenza, lo sberleffo della dignità e del vivere civile, la ruberia più sfrenata, e solo pochi hanno avuto la costanza di mobilitarsi, gridare il loro NO, lavorare per cambiare. Adesso, appena cambiato, dagli all’errore…  Dobbiamo imparare che prima di tutto esiste l’unità, sopra ai nostri desideri, alle nostre ambizioni, alle nostre posizioni personali…c’è l’unità. Questo non vuol dire che non si può criticare. Si può e si deve esprimere il proprio dissenso, le proprie speranze, ma sempre nell’ambito della consapevolezza che di là, in agguato, c’è la destra, c’è l’abisso dal quale siamo appena usciti.

Le parole hanno un peso. E le parole pronunciate da chi si è battuto e ha contribuito hanno un peso doppio. Iniziare con: “davvero non pensavo che saremmo arrivati a questo punto…” per continuare con
...“
E’ stata invece scelta, a questo punto non so da chi, una strada diversa: la navigazione a vista…” da il segno dello sfacelo, dello sbando.
 
Così non va, non siamo proprio d’accordo. Spariamo sulla croce rossa e poi?  La prima cosa da fare, SEMPRE, è evidenziare il buono, il positivo, l’impegno, la volontà di proseguire insieme la strada intrapresa, la differenza con il passato e poi, solo poi, valutare le critiche e le proposte. E non facciamo la battuta idiota che è uguale a prima perché c’è il dovere di essere seri quando si parla di politica.

Giulio C. Leghissa

 

 

 

 

 

La posizione di Enrico Fedreghini :

La lotta allo smog e al traffico rappresentava, per la nuova amministrazione, un banco di prova decisivo per mostrare consistenza, competenza, coraggio e capacità di passare dagli slogan dei manifesti elettorali (“l’aria sarà piu’ pulita”…) alle scelte concrete.

Nessuna persona ragionevole e in buona fede poteva pretendere che la nuova Amministrazione risolvesse in pochi mesi quello che, nei precedenti 20 anni, varie amministrazioni di centrodestra non erano riuscite a fare per incapacità e improvvisazione. Nessuno chiedeva miracoli. Semplicemente, ci si aspettava dal nuovo governo cittadino – agevolato dal risultato straordinario dei cinque referendum sull’ambiente urbano – un  cambio di metodo e di sostanza rispetto agli anni dell’incapacità e dell’improvvisazione davanti alla rituale “emergenza smog”. Facendo quello che da un normale amministratore locale ci si aspetterebbe: elaborare un piano d’azione, con un programma di interventi articolati nel breve, medio e lungo periodo; predisporre in anticipo un pacchetto di misure strutturali aggiuntive da attivare nella stagione critica, che arriva ogni anno (ottobre-marzo); coinvolgere la cittadinanza, recapitando a ogni abitante una comunicazione per spiegare le misure previste e la necessità di scelte anche impopolari per tutelare la salute collettiva. Nessuna improvvisazione, nessuna sorpresa: “siano in una situazione critica, questa è la strada intrapresa per migliorare le cose”.Pianificare e attuare gli interventi avendo individuato le risorse disponibili e  una gerarchia di priorità: da chi viene pagato col denaro dei cittadini per governare ci si aspetterebbe questo, niente di più e niente di meno. 

E’ stata invece scelta, a questo punto non so da chi, una strada diversa: la navigazione a vista. Maledettamente complicata perché presuppone un grande timoniere e una bussola funzionante. E’ stata rimessa in vigore l’inefficace ordinanza antismog della giunta Moratti, con qualche cambiamento di facciata. E’ stato aumentato (secondo me inevitabilmente e correttamente) il costo del biglietto ATM ma (questo è il vero problema) senza contestualmente indicare un piano di investimento delle risorse per il potenziamento del servizio di trasporto pubblico. Si è rinunciato a rafforzare subito Ecopass, rimandando a gennaio l’introduzione della congestion charge (esclusivamente grazie al risultato dei referendum, questo ormai è chiaro anche ai sassi) con però due sostanziali modifiche peggiorative: da un lato si penalizzano i milanesi residenti in centro, dall’altro si agevolano i veicoli commerciali (furgoni e camion) senza limiti né regolamentazione di orari.

Lo smog è un problema sanitario” annuncia il sindaco Pisapia: scoperta interessante, ma allora perché a trattare su Ecopass manda l’assessore al Commercio, anzichè quello alla Salute? Si introduce il “bus by night” nel week end, mentre il “bus by day” in periferia assume sempre più le sembianze di carro-bestiame. Intanto lo smog sale, la danza della pioggia non funziona. Si annuncia il blocco del traffico in centro, per tutelare la salute dei milanesi: finalmente, bravo sindaco, bravo assessore! Come non detto, blocco revocato... Quale è la misura meno efficace per ridurre traffico e smog, in base dei dati in possesso dell’Agenzia Mobilità e Territorio? Le targhe alterne: l’elevatissimo tasso di motorizzazione nell’area metropolitana ne vanifica ogni effetto (l’ultima volta che sono state introdotte, l’aria è addirittura peggiorata). Quale misura si pensa di attivare in sostituzione del blocco del traffico? Le targhe alterne.

In vista del blocco del traffico (poi saltato) ATM aggiorna l’Amministrazione comunale sulla situazione: “Tutti i mezzi sono già operativi, il servizio urbano può essere potenziato al massimo con 6 autobus in più nelle ore di punta (in tutta Milano) e qualche treno di metropolitana in più negli orari di morbida, stop”. In quali condizioni di servizio di trasporto pubblico si pensa di attivare a gennaio 2012 la congestion charge? 

Regione e Provincia, come avviene da anni, parlano criticano e annunciano senza fare nulla. Nessuno si aspetta qualcosa da loro: le parole non risolvono i problemi.

Ma dal nostro sindaco si, ci aspettiamo molto: perché lo abbiamo votato per cambiare Milano, e perché spetta a lui tutelare la salute dei cittadini, trasformando gli impegni presi in azioni conseguenti.

Questa spinta verso il cambiamento ha bisogno di scelte coraggiose e di persone competenti in grado di guidarle. Non ha bisogno di pasticci, tentennamenti, annunci e improvvisate marce indietro.

Perché è un cambiamento che può avvenire solo se i cittadini collaborano e si sentono partecipi di un grande progetto di interesse comune.

E i cittadini partecipano e accettano anche scelte difficili e impopolari se sono perseguite in modo serio e chiaro. Non accettano le prese per i fondelli. 

Dobbiamo ragionare, tutti insieme, su cosa fare per fare arrivare nel palazzo la voce del popolo inquinato.

Prima che sia troppo tardi. 

Enrico Fedrighini

Verdi Milano

Portavoce Comitato Referendum MilanoSiMuove


Ultimo aggiornamento : 29-11-2011 14:21

   
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