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Il sottopasso di via Bassini e i murales antifascisti
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Scritto da Franco Calamida, 21-11-2011 22:19

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Pubblicato in : La costruzione della sinistra, La costruzione della sinistra


Riportiamo una interessante nota di Vincenzo Robustelli , sulla storia del sottopasso di Via Bassini e dei murales. Chi vuol sapere  chi li ha cancellati la legga. E' istruttiva.

L’antifascismo non fa parte del patrimonio politico e culturale dell’assessore Maran.

Mi riferisco alla “ripulitura” del sottopasso ferroviario di via Bassini da quei murales e da quelle scritte considerate “non idonee” alla cultura dominante di pacificazione tra antifascisti e fascisti ad opera di squadre di pulitori del comune evidentemente comandate ed istruite dall’assessore.

Al seguente indirizzo trovate tutte le foto da me scattate: vedi qui

Voglio fare una breve storia del sottopasso di via Bassini.

Il gruppo neofascista di Lambrate Ideopolis (di cui fa o faceva parte Santoro consigliere zonale del PdL) aveva tentato una penetrazione nella zona presentandosi come gruppo apolitico e apartitico e nella sua azione aveva individuato nel degrado del sottopasso un terreno utile per la propria propaganda.

Ma a tale penetrazione si è opposta l’azione del gruppo antifascista di Lambrate e della Panetteria occupata di via Conte Rosso che hanno risposto con una azione concreta di ripulitura del sottopasso (che probabilmente non era mai stato pulito dalla sua costruzione).

Pertanto questi gruppi, con l’ausilio di cittadini della zona, hanno effettuato in 2 Sabati del mese di Luglio la pulitura con color bianco, per dare più luminosità, dei due sottopassi pedonali e inoltre hanno permesso a writers di colorare le pareti con i loro murales (per l’acqua pubblica, contro la bomba atomica, per la No Tav, contro l’occupazione israeliana i Palestina, in ricordo di Carlo Giuliani, sulla Volante Rossa, contro lo sfruttamento sul lavoro, sul precariato, ecc più parecchi disegni fatti da bambini).

Chiaramente quanto realizzato non è piaciuto ai neo fascisti che, attraverso il loro portavoce Santoro ha fatto una mozione in CdZ per richiedere il ripristino della legalità, ed è la stessa persona che, sempre in CdZ, aveva affermato che la Liberazione non è un valore da insegnare e trasmettere ai giovani.

In questi ultimi giorni ci siamo accorti che qualcheduno aveva dipinto di nero in modo selettivo i murales e anche le sole scritte sotto alcuni murales (i murales, ma non le scritte, per l’acqua pubblica e contro l’atomica sono rimasti), e inoltre le oppure semplici scritte che potevano avere un significato “politico” o anche semplicemente sociale o di protesta.

La solerzia dei pulitori è arrivata al punto che hanno dipinto di nero anche un vecchio murales oramai scrostato e illeggibile che avevano evidentemente individuato come portatore di un pericoloso messaggio.

 

Abbiamo pensato tutti che fossero stati i neofascisti per l’uso del colore nero e perché già nel passato avevano deturpato alcuni murales.

Ma dal momento che il lavoro di ripulitura era stato fatto in modo professionale  sarebbero state necessarie attrezzature opportune (come scale) e molto tempo a disposizione e che, a fronte della nuova scritta “il vento cambia ma non la censura”, la ripulitura era sta fatta nel giro di 48 ore abbiamo compreso che solo il comune aveva potuto provvedere..

Infatti abbiamo avuto conferma di questo quando Giovedì 17 un consigliere del Pdl, durante un suo intervento nel CdZ 3, ha elogiato Maran per l’ottimo lavoro svolto e per la tempestività dell’esecuzione.

Che reazione si poteva avere se non di vergogna perché tale azione mi ha offeso e mi ha fatto sentire non rappresentato da tale assessore.

Ora c’è da chiedersi:

·         Perché fare una “pulizia” selettiva di solo quanto poteva sembrare “politico”.

·         Perché fare una “pulitura” con il colore nero che aggiunge ulteriore degrado e toglie la luminosità ai sottopassi.

     Pertanto nessuna volontà di riqualificazione del sottopasso ma solo attività censoria.

·         Perché non avere il coraggio di comunicare al CdZ e alla cittadinanza la propria decisione

·         Perché la stessa solerzia non è utilizzata per coprire le scritte neofasciste e neonaziste presenti in parecchi punti della città

 

Vincenzo Robustelli


Ultimo aggiornamento : 21-11-2011 22:19

   
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