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Ester Prestini : contributo al Congresso PRC
(2 voti)
 

Scritto da Franco Calamida, 06-11-2011 15:38

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Pubblicato in : PRC Zona 3, PRC Zona 3


Il contributo di Ester Prestini è assai utile. Abbiamo ritenuto di chiedere contributi anche ad compagn* esterni al PRC , militanti di altri partiti , della sinistra ovviamente, o anche non iscritti ad alcun partito ,certi che il confronto trasversale sia condizione necessaria per la definizione di un progetto unitario . E questo riguarda tutti , soppratutto quanti sono presenti sul territorio.

Rincorriamo la storia. Affannosamente. Questa è , io credo, la percezione del tempo e della nostra vita che in molti condividiamo nel misurarci, ormai quotidianamente, con la rapidità degli eventi politici e sociali messi in atto dal dilagare della crisi indotta dal finanzcapitalismo. Di fronte a quello che viene ormai definito il “declino dell’Occidente”,  la fine di un modello di sviluppo, le forme tradizionali della rappresentanza e dell’organizzazione politica hanno perso ogni credibilità e i partiti di Sinistra ( intesa in senso lato), che avrebbero dovuto intravedere i segnali del disastro e anticipare le risposte di cambiamento,  arrancano, pagano il prezzo dei loro diversi errori ( accettazione e condivisione acritica del modello dominante/settarismo elitario),i deficit d’analisi, le semplificazioni dogmatiche o banalizzanti, il deficit progettuale.  E’ dunque evidente ai più che la crisi del sistema economico è nel contempo gravissima crisi democratica  e istituzionale e quindi foriera di pericolose derive autoritarie se non si mettono in atto da subito gli anticorpi necessari. Populismo e  liturgie dell’antipolitica s’inscrivono in questo stesso processo. Dal secondo dopoguerra ad oggi mai è stata così profonda la frattura tra politica e società civile; la rabbia e la giustissima frustrazione delle giovani generazione che più di tutti vivono la condizione di precarietà, di sfruttamento, di immiserimento crescente, rifiuta ormai anche l’interlocuzione con un sistema politico che salva banche e potentati finanziari immiserendo la propria popolazione. Del resto  di quale democrazia è possibile parlare in un sistema che in questi anni ha visto aumentare in modo esponenziale le differenze di reddito tra il 99% e l’1% dei suoi cittadini, dove la liquidità, che può acquistare tutto il patrimonio pubblico che gli stati stanno mettendo all’asta per risanare il debito, è in mano soprattutto alle organizzazioni criminali e alle diverse mafie, dove il malgoverno ha permesso abusi e lasciati impuniti reati come l’evasione fiscale ( in Italia quasi 300 miliardi di euro il valore totale dell’evasione e dell’economia sommersa , secondo le stime ufficiali del 2010, ma dicono gli esperti che le cifre reali sono molto più alte), dove i soldi dei contribuenti vengono sperperati attraverso un complesso sistema di appalti che distribuisce denaro pubblico a società di comodo gestite da amici e compari delle élites politiche ( vedi l’interminabile lista degli scandali immobiliari in Spagna e Italia). E queste sono solo alcune delle punte dell’iceberg. Il movimento degli Indignados iniziato in Spagna e ben preso diffusosi in molti paesi occidentali, le tendopoli israeliane, i fermenti che attraversano la società civile che in diverso modo e in diversi ambiti si organizza, non casualmente cercano forme e pratiche di democrazia diretta e sostanziale, di condivisione dei processi decisionali, di confronto aperto sulle contraddizioni del sistema, sulle  cause e le conseguenze personali e collettive della sofferenza sociale per individuare obiettivi concreti, per  cominciare a definire il progetto di cambiamento, per prendere decisioni. Il movimento non vuole leader, non produce mozioni o documenti, forse vaccinato dalle precedenti esperienze che hanno esaurito la loro energia nei conflitti interni, nello scontro correntizio, nei nominalismi vuoti, nelle defatiganti lotte di potere. La piazza, che sia piazzale Aldo Moro a Roma o plaza De Cataluna a Barcellona o le strade attorno a Wall Street, non si limita a dare voce alla propria indignazione, ricorda che i poteri forti della globalizzazione hanno sequestrato la democrazia e che le scelte dell’Amministrazione USA e dell’Europa stanno ancora una volta a dimostrarlo. Ma quelle piazze,  di cui il movimento del 15 ottobre è stato portavoce globale, indicano che c’è un’alternativa al disastro incombente e che l’alternativa è un nuovo modello di sviluppo , la conversione ecologica del sistema produttivo e dei consumi, la sola che può salvare il pianeta dall’ aspetto più esiziale e meno evidente della crisi che è il surriscaldamento globale del clima , la ricerca di forme di democrazia partecipativa e di autogoverno dell’economia. Piazze reali e piazze virtuali, perché fondamentali si sono dimostrati nell’organizzazione della protesta e nella demistificazione del pensiero unico e dei suoi corifei mediatici i social network, le parole che viaggiano su  Twitter, le immagini che affollano You-tube; piazze che segnano una forte ripresa della vita societaria sbeffeggiando globalmente il mantra iniziato da e con la signora Thatcher e condiviso da quasi tutti i governi in carica in questi ultimi vent’anni in Europa e negli USA: la società non esiste più, esiste l’individuo, o meglio il consumatore e, di conseguenza, il dio denaro è il valore supremo nel cui nome mercificare l’intera esistenza e i beni comuni. Il movimento esiste e resiste, tutto bene, dunque? O utopia? Per esperienza sappiamo che ogni movimento necessita prima o poi di definire una propria rappresentanza istituzionale, di concretizzare  i suoi obiettivi in scelte politiche che abbiano vincolo e valore di legge. Che fare, dunque? Prendere in mano, seriamente le concrete proposte che in questi anni sono state elaborate da economisti, ricercatori, intellettuali, forze sociali, sindacati, associazioni per delineare  strategie possibili di trasformazione. Penso, ad esempio alla Controfinanziaria messa a punto da “ Sbilanciamoci”, penso alle proposte di Luciano  Gallino, di Piergiovanni Alleva, di Guido Viale, della FIOM ,di Mario Agostinelli, di Stefano Rodotà e di molti altri, la cui elaborazione sta a dimostrare che l’alternativa è possibile, che per certi versi sarebbe già qui se vi fosse una forza politica capace di dare ad essa voce e rappresentanza. Sono convinta che, come è accaduto per il referendum sull’Acqua pubblica, tale programma sarebbe vincente. Penso che sia questa la strada maestra per ricompattare le forze di sinistra, confrontarsi su un che fare concreto, un che fare che risponda in fretta a bisogni reali e che s’inscriva in un radicale processo di trasformazione. Se le risposte tardano c’è il rischio che paura e disperazione, che sono la faccia della stessa medaglia, possano accelerare possibili soluzioni autoritarie e conflitti ancora più devastanti di quelli fino ad oggi conosciuti, perché stiamo parlando di un nuovo Medioevo, per certi versi peggiore del precedente, perché oggi non vi può essere alcun vincolo di solidarietà tra proprietario e sottoposto. Non è più tempo di identitarismi, di difesa ad oltranza delle proprie ragioni,  bisogna saper navigare in mare aperto, ascoltare e progettare insieme come si è fatto a Milano, a Napoli e a Cagliari per l’elezione dei sindaci. E l’unità ha pagato. Hanno pagato  la forza delle idee e il metodo di lavoro che ha trovato la sua ragion d’essere e la sua forza nel coinvolgimento della società civile che su molte questioni è più avanti dei partiti, perché ha antenne più sensibili e legami più diretti con il territorio. La crisi, nella sua durezza, può aprire inedite possibilità, può rigenerare la politica ridandole il suo significato originario ovvero  quello del coinvolgimento di una collettività convivente in attività d’interesse comune. E oggi interesse comune è la ricerca condivisa e testarda del nuovo modello di sviluppo.

 


Ultimo aggiornamento : 06-11-2011 15:38

   
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GxHJmhrA

Scritto da: Gump (Invitato) 12-07-2012 21:55

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Scritto da: vcqdbgl (Invitato) 14-12-2011 09:40

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Scritto da: vcqdbgl (Invitato IP 190.16.52.75) 14-12-2011 09:40

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BxjSyKtCSXaBBnOj

Scritto da: binovcb (Invitato) 13-12-2011 09:15

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Scritto da: binovcb (Invitato IP 217.21.12.83) 13-12-2011 09:15

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iAAcWNAXpYvC

Scritto da: Rose (Invitato) 13-12-2011 01:11

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Scritto da: Rose (Invitato IP 109.230.216.60) 13-12-2011 01:11

BION I'm ipmresesd! Cool post!

 

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