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Vorrei che ... contributo al Congresso di Silvio Manera
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Scritto da Franco Calamida, 26-10-2011 22:07

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Pubblicato in : PRC Zona 3, PRC Zona 3


Il contributo di Silvio Manera al Congresso del PRC.

Verso il Congresso.

Il Congresso, per un Partito, è un momento di grande importanza, Da un lato deve essere l’occasione per un bilancio del recente passato: magari senza necessariamente ripercorrere tutte le tappe del movimento comunista nel nostro Paese, e senza ricercare tutte le possibili critiche a quanto avvenuto. Francamente non ho mai capito perché l’analisi di ciò che è stato debba essere sempre critica, possibilmente autocritica, e mai volta a porre in rilievo le cose positive che ci sono state e che si sono fatte.

Qualche volta avremo pure fatto qualcosa di buono!

Forse, se così facessimo, daremmo ai Compagni e alle Compagne una ragione in più per continuare a militare nel nostro Partito.

L’altro aspetto importante del Congresso è rappresentato dalle prospettive che si possono aprire e la capacità di rispondere alle attese dei Compagni e delle Compagne. Ognuno di noi spera che accadano alcune cose e io proverò a dire cosa vorrei che avvenisse.

Vorrei dal Congresso un Partito: il nostro, secondo me, non lo è mai diventato fino in fondo. Forse il nome scelto (Rifondazione), ha solo avviato un percorso mai concluso. Nonostante siano passati venti anni dalla nascita, siamo ancora lì. Forse è arrivato il momento di decidere cosa vogliamo fare da grandi.

Vorrei dal Congresso un Partito unito, capace di discutere al proprio interno con la dovuta attenzione e serietà,e con il necessario rispetto reciproco,  per poi arrivare a decidere quale debba essere la linea politica e che questa fosse, finalmente, una e soprattutto una per tutti.

Vorrei dal Congresso che la necessaria politica delle alleanze, fosse praticata nel rispetto delle idee di tutti, e senza sacrificare a questa la nostra identità.

Vorrei dal Congresso che fosse tenuto in giusto conto il ruolo degli Iscritti e dei Militanti, dei quali non ci può ricordare solo in occasione dei Congressi, ma con i quali il rapporto deve essere continuo, stretto: questi devono sentirsi parte viva del Partito e poter partecipare attivamente alla vita del Partito stesso, e alle scelte che di volta in volta si rendono necessarie.

Vorrei dal Congresso che ai Circoli fosse pienamente riconosciuto il ruolo importante che questi hanno, o dovrebbero avere, nell’organizzazione. Il rapporto fra centro e periferia deve essere costante e non episodico, magari anch’esso legato a scadenze Congressuali.  Sapere cosa avviene nei Circoli, conoscere le loro aspettative, i loro problemi, parlare con i Compagni e le  Compagne per sapere cosa loro vorrebbero dal Partito, e cosa sarebbero disposti a dare,  secondo me, è fondamentale. Anche per capire cosa succede nel territorio, cosa impossibile senza questo collegamento.

Vorrei dal Congresso un Partito che, se le condizioni lo permettessero, non avesse paura di assumersi anche responsabilità di Governo. Io sono convinto che noi abbiamo la possibilità dare un importante contributo al miglioramento della situazione del nostro  Paese, ovviamente con  le giuste alleanze, le corrette intese programmatiche e con l’impegno necessario. Noi dobbiamo  ritornare ad essere un Partito che venga percepito come “utile”, e quindi in grado non solo di denunciare quello che non va, ma anche di provare a risolvere i problemi che ci vengono posti dalla società. E’ quello che stiamo cercando di fare, e faremo, a Milano e nella nostra Zona.

E già che ci siamo dico anche cosa vorrei dal il nostro Circolo:

Vorrei che il Circolo P. Impastato di Zona 3, continuasse ad essere quello che oggi è: un insieme di Compagni e Compagne che si ritrovano assieme per affrontare i  problemi che di volta in volta si pongono, nel rispetto reciproco e soprattutto uniti.

Vorrei che il Circolo diventasse il luogo in cui Compagni e Compagne si ritrovano anche per il solo piacere di stare assieme.

Vorrei che il Circolo organizzasse occasioni di incontro nelle qualii ci si possa ritrovare per trascorrere il nostro tempo piacevolmente, senza l’ansia del dibattito politico ad ogni costo.

Vorrei che il Circolo organizzasse serate dedicate alla cultura, all’approfondimento di temi che si ritengono importanti, poiezione di film, presentazioni di libri, tutte quelle cose di cui abbiamo già parlato, magari facendole diventare anche occasioni per l’autofinanziamento.

Vorrei che il Circolo continuasse nel suo impegno nei confronti di tutto ciò che accade nella nostra zona: rapporto con i Comitati, i movimenti, con il Consiglio di Zona.

Vorrei che il Circolo aumentasse le sue dimensioni impegnandosi in una Campagna per il Tesseramento per il prossimo anno.

Vorrei che il Circolo, dopo aver assegnato, com’è giusto che sia, la responsabilità della sua gestione ai Compagni e alle Compagne che individueremo al termine del Congresso, continui a considerare come assolutamente indipensabile la partecipazione di tutti perchè ognuno, per quanto può, contribuisca alla vita del Circolo.

Forse voglio troppo?  Voi cosa ne pensate?

Concludendo, credo sia chiaro che la mia attenzione è più rivolta alla nostra realtà di Circolo e dei Compagni e delle Compagne che ne fanno parte,che alle questioni Nazionali. Ecco perché spero che, sia la relazione della Segreteria uscente al Congresso, che il NOSTRO Documento conclusivo vorranno tenere in considerazione il mio contributo. Fraterni saluti, Silvio Manera.

 

 

 

 


Ultimo aggiornamento : 26-10-2011 22:07

   
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