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Contributo di Emiliano Zaniboni al Congresso PRC
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Scritto da Franco Calamida, 25-10-2011 17:39

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Pubblicato in : PRC Zona 3, PRC Zona 3


Riportiamo un importante contributo di Emiliano Zaniboni al Congresso del PRC .

Contributo alla discussione congressuale.

Siamo di fronte ad una crisi economica così grave che sta colpendo a fondo le condizioni di vita di ampi strati sociali. Nessuno si sente più al sicuro e si trova spinto, spesso a suo malgrado,  a mettersi in gioco e a cercare un protagonismo sociale nei movimenti di protesta e di opposizione alle devastanti politiche neoliberiste.

Diceva Landini pochi giorni fa alla CdLM “la gente non ce la fa più o gli dai risposte o finisce per bersi tutto anche le guerre e il razzismo”.

Un monito da far tremare le vene dei polsi e che non possiamo certo lasciare cadere. Quindi  provo a dare un contributo evidenziando una questione fondamentale che, a mio parere, può contribuire a sciogliere  in modo innovativo i nodi principali che questo congresso dovrà affrontare, nel tentativo di dare quelle risposte in modo tempestivo ed efficace.

 Alcuni degli interrogativi da derimere oggi non sono certo da poco:  partecipare o meno al  fronte democratico per cacciare il governo Berlusconi; affrontare la questione delle alleanze e della alquanto contrastata eventuale partecipazione ad un governo di centrosinistra; non solo confermare la scelta strategica dell'unità a sinistra, ma capire come articolare il percorso per renderlo praticabile rilanciando in modo nuovo il ruolo della FdS; rinnovare la forma partito superando il correntismo e la separazione tra la politica, il sociale e i suoi movimenti.

Si tratta di un elenco di questioni di per sè complicate e di difficile soluzione soprattutto se  lasciate ad un confronto e dibattito tra i soli dirigenti della attuale estrema divisione  politica a sinistra tra forze moderate e di alternativa.

Allora proviamo a rovesciare in questo modo la questione:

-         esiste o no un insieme di soggetti sociali, un popolo di sinistra a cui  questo intero arco di forze dice di fare riferimento, che sta subendo un attacco furibondo ai loro diritti sociali e democratici da parte delle politiche neoliberiste e delle destre reazionarie e che sono disponibili mettersi in campo e dare battaglia? Esistono, non solo, ma aumenteranno sempre più spinti da questa crisi ( indignati, fiom e sindacalismo di base, notav, studenti nogelmini, referendum beni comuni, comitati territoriali che hanno permessi le vittorie di MI e NA....);

-         se questo popolo e questa disponibilità esiste si tratta allora di renderli protagonisti veri delle scelte da farsi su questioni così dirimenti. Se vogliamo veramente superare l'attuale separazione tra politica e società, bisogna saper  passare dal dominio incontrastato della democrazia delegata e rappresentativa alla democrazia partecipata che prevede forte dosi di democrazia diretta. Questo può non essere più un ritornello logoro se alle parole si fanno seguire fatti concreti spostando verso il basso i centri decisonali, oggi monopolizzati da ristretti gruppi dirigenti non disposti a mettere in discussione il proprio potere.

 

 

Questa deve diventare la bandiera del nostro partito. Deve essere chiaro a tutti che il PRC oltre a sostenere e ricomporre i diversi movimenti e i conflitti sociali, è impegnato in una battaglia generale e unitaria di cambiamento della società.

 Nel momento in cui  si debbano prendere decisioni dirimenti e soprattutto quando sussistano forti contrapposizioni sia su questioni esterne che su quelle interne, il nostro partito garantirà il sostegno alla necessità di consultare e spostare il potere decisionale verso le istanze di base. Certo si tratterà di costruire platee certificate e non improvvisate, utilizzare strumenti tecnici e informatici adeguati e tempestivi, capaci di derimere eventuali contrapposizioni  in modo particolare su questioni importanti, come nella scelta delle alleanze e dellecoalizioni di governo, del leader, dei programmi e delle priorità e degli accordi finali. Così pure  nel partito dovranno, i coordinamenti dei circoli a livello provinciale e i coordinamenti delle federazioni a livello nazionale, diventare i luoghi dove costruire e verificare le decisioni prese  o redimere i contrasti.

Per non farla lunga mi fermo qui anche se tutto ciò può sembrare solo una premessa, ma a mio parere una premessa fondante.

Emiliano

 

 

 


Ultimo aggiornamento : 25-10-2011 17:39

   
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LptdafRdbpreu

Scritto da: giltonsena (Invitato) 25-11-2011 16:03

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Scritto da: giltonsena (Invitato IP 69.163.240.77) 25-11-2011 16:03

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yJerkwbH

Scritto da: Joeniie (Invitato) 25-11-2011 11:16

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Scritto da: Joeniie (Invitato IP 203.157.159.2) 25-11-2011 11:16

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