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Milano : il doporeferndum acqua
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Scritto da Franco Calamida, 03-10-2011 08:41

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Pubblicato in : Ambiente, Ambiente


Come dare continuità al referendum acqua ? alcune proposte a cura del CMA  contratto acqua . 


La situazione post – referendum

 

Milano città

 

La situazione cittadina della gestione del servizio idrico non ha subito significative variazioni rispetto alle normative pre-referendum. Infatti l’affidamento a MM (Società 100% del Comune) era già stato confermato secondo le regole pur estremamente restrittive con una nota all’Autorità sulla concorrenza.

 

Tuttavia l’esito dei referendum consente di formulare con forza una serie di proposte nello spirito della campagna referendaria, per dare piena attuazione alla volontà democraticamente espressa da 27 milioni di cittadini il 12 e 13 giugno:

-         trasformazione da S.p.A. (pur di proprietà pubblica è sempre una società di diritto privato, vendibile in ogni momento) a Ente di diritto pubblico (Azienda speciale o altra forma) con la partecipazione della società civile.;

-         avvio di un percorso di aggregazione che tenga conto del bacino idrico (e non dei confini amministrativi), con la prospettiva di una gestione unitaria tra Ticino, Adda e Po (bacini Olona severo, Lambro).  Con la legge regionale vigente è già possibile stabilire accordi almeno con l’ATO della Provincia, per una semplificazione delle società e la gestione unica del servizio a livello provinciale;

-         valorizzazione dell’acqua di rubinetto con il coinvolgimento del “comitato per l’attuazione dei referendum sull’acqua bene comune” per campagne informative, per il recupero e la mappatura delle fontanelle pubbliche, e per la realizzazione di case dell’acqua sul territorio comunale, in accordo con i Consigli di zona.

-         modulazione della tariffa, introducendo una terza fascia (per consumi oltre una certa soglia) su cui scaricare gli aumenti già approvati;

 

 

Provincia di Milano

 

La situazione provinciale della gestione del servizio idrico, dopo la vittoria dei referendum, vede la necessità di una radicale trasformazione per dare piena attuazione alla volontà democraticamente espressa da 27 milioni di cittadini il 12 e 13 giugno.

Allo stato attuale non è ancora stato soppresso l’ATO (secondo la legga dello Stato scadenza 31/1272011; secondo la legge regionale il termine è scaduto il 30/6/2011).

Sussiste la separazione tra Società patrimoniali “gestori di reti e impianti” (Cap Holding, Tasm, Ianomi, Tam, Idra) e Società di erogazione del servizio (Amiacque, che nel frattempo ha assorbito le piccole realtà come Legnano, Melegnano, San Giuliano);tale separazione è prevista dalla legge regionale, che su questo punto è nuovamente impugnata dal Governo presso la Corte Costituzionale, che dovrebbe pronunciarsi in ottobre.

L’affidamento dell’ATO per il segmento erogazione permane ad Amiacqua per 30 anni, in virtù della delibera dell’ATO del febbraio 2004 (giunta Colli), peraltro mai modificata, come spesso già denunciato, nei 5 anni della giunta Penati; la clausola della privatizzazione parziale è stata più volte prorogata dall’ATO stesso.

 

I provvedimenti che si ipotizzano a livello provinciale sono :

 

-         sospendere qualsiasi provvedimento che porti alla soppressione dell’ATO come stabilito dalla legge regionale, e intervenire presso la Regione per la modifica della legge, in coerenza con l’esito referendario, ridando poteri decisionali ai Comuni.

-         eliminare la separazione tra società patrimoniali di gestione di reti e impianti (CAP Holding, TASM, ecc) e società di erogazione del servizio (Amiacque) attraverso un preciso programma di adempimenti da deliberare entro il 2011, che porti ad una realtà unica, nello spirito della semplificazione, razionalizzazione e riduzione delle spese (unico Consiglio contro i 6 di oggi, unica direzione generale, ecc).

Pur non essendo più in vigore, a seguito dell’esito referendario, la scadenza del 31/1272011, è necessario che l’ATO annulli la vigente delibera del 2004 che prevede tutt’ora la messa in gara del 40% delle azioni del gestore.

-         Trasformare la costituenda Azienda unica del servizio in Ente di diritto pubblico (azienda speciale o altra forma). con la partecipazione della società civile.

-         Avviare un percorso di aggregazione che tenga conto del bacino idrico (e non dei confini amministrativi), con la prospettiva di una gestione unitaria tra Ticino, Adda e Po (bacini Olona severo, Lambro).  Con la legge regionale vigente è già possibile stabilire accordi almeno con l’ATO del Comune di Milano per la gestione unica del servizio a livello provinciale.

-         modulare la tariffa, introducendo una terza fascia (per consumi oltre una certa soglia) su cui scaricare gli aumenti già approvati;

 

 

 

 


Ultimo aggiornamento : 03-10-2011 08:41

   
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