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Assemblea 21 giugno - intervento di Leghissa
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Scritto da Franco Calamida, 29-06-2011 22:19

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Pubblicato in : ADESSO BASTA!, ADESSO BASTA!


Intervento di Giulio Leghissa .

Lo scopo di questa serata è di stare insieme, ridere, essere felici dei risultati ottenuti, ma anche di riflettere su ciò che è successo.

Lo scopo di questa serata è di stare insieme, ridere, essere felici dei risultati ottenuti, ma anche di riflettere su ciò che è successo.

1)      Nelle città  i cittadini hanno “sentito” che si proponeva un modo nuovo di fare politica, che si cercava di essere tra la gente, con la gente, a discutere dei loro problemi, ad ascoltare le loro proposte, a suggerire nuove ipotesi. E lo si faceva senza volgarità, senza insulti, senza gridare. Lo si faceva parlando e ascoltando. Alla ignoranza volgare del centro destra si contrapponeva la capacità di fare proposte e di essere unitari sui temi che interessano la città intera. Alla politica della paura e dell’aggressione si contrapponeva la politica della accoglienza e della solidarietà.  Quanta miseria nelle parole di Salvini, che ancora pochi giorni fa diceva: “e adesso venga Vendola ad abbracciare i suoi amici rom che hanno ammazzato fuggendo in auto”.  Né Vendola né nessuno vuole abbracciare gli assassini e i criminali. Ma i criminali e gli assassini ci sono tra i rom e tra gli italiani, tra i neri e i bianchi, tra i cattolici e i mussulmani. Basta con questa politica miserabile che cerca consensi nella paura e nell’odio per il diverso. Basta con le proibizioni e i divieti. Compreso il divieto di costruire la moschea a Milano. Ma non si vergognano? E poi magari vanno in chiesa a pregare il loro Dio e non permettono a chi ha una religione diversa di avere un posto per pregare in pace? Con Borghezio che, in preda a delirio, grida: “Al Queeda e i fondamentalisti islamici sarebbero felicissimi se a Milano Pisapia diventasse sindaco. Come se sul Duomo sventolasse una bandiera islamica”. Non può naturalmente mancare la Santanchè che nella sua dialettica raffinata e acuta dichiara: “Eleggere Pisapia significherebbe portare il Leoncavallo a Palazzo Marino. Sarebbe una cosa bestiale. Sarebbe come portare la droga in Comune.”E, per concludere, l’opinione del cainano che brilla di pratica lungimiranza: “Quest’uomo vuole fare di Milano la Stalingrado d’Italia”

La campagna elettorale di Pisapia è invece in grado di convincere, trascinare gente di sinistra e cattolici, lavoratori e borghesia milanese, perché, finalmente si parla di risorse, di cultura, di impegno civile. A un ministro dell’economia che dichiara che: “con la cultura non si mangia” si contrappone l’idea di Milano capitale della cultura europea, di una città che faccia rivivere le sue bellezze e la sua storia, che sappia valorizzare le periferie. Una politica di respiro, che ha dato a tutti un sogno da condividere e che ha portato alla grande vittoria elettorale.

2)      Così come per le elezioni anche per i referendum si sono affrontate due visioni del mondo: quella gretta e miope del liberismo sfrenato, che pur di garantire nuovi guadagni alle multinazionali non esita a sacrificare l’acqua pubblica e a marciare verso il nucleare, e quella dei beni comuni che sono diritto della umanità e non si toccano. L’acqua come bisogno e diritto di tutti, come risorsa del mondo, come patrimonio dell’umanità. E il nucleare come proposta indecente perché questa è la sola terra che abbiamo e abbiamo il dovere di proteggerla. Ma come si fa a proporre il nucleare quando nessuno sa dove mettere le scorie? Come si fa a ipotecare il futuro della terra per decine di migliaia di anni? Che diritto abbiamo di contaminare il pianeta che servirà alle prossime generazioni?

Anche in questo caso ha prevalso un discorso sui beni comuni: l’aria, l’ambiente, la terra sono patrimonio dell’umanità. Nessuno può appropiarsene o rovinarli per l’interesse di oggi. Un grande pensiero, una grande solidarietà con le generazioni future e con tutta l’umanità ha trionfato contro il meschino interesse dell’oggi. Che poi, come tutti gli interessi meschini è anche incapace di vedere quante enormi possibilità sono racchiuse nelle energie rinnovabili, nella geotermia, nella ricerca per il futuro. Sono costi? No! Sono investimenti, sono posti di lavoro, sono ricerca, sono innovazione.

E tutti questi argomenti, queste prospettive, queste idee creative sono venute dal basso,da migliaia e migliaia di comitati che sono nati e hanno lavorato nelle città e nei paesi, che hanno mobilitato un numero enorme di volontari per raccogliere le firme, per spiegare, per organizzare. Un movimento come non si vedeva dagli anni settanta che ha imposto all’agenda politica del paese queste grandi questioni, uscendo dall’agenda del quotidiano, del locale, del settarismo. Un movimento che ha spaccato i partiti di destra, perché ha saputo parlare, non sui loro problemi come suggeriscono coloro che non hanno capito nulla di questo movimento, ma sui problemi dell’umanità e dei diritti di tutti gli uomini del mondo a proteggere i beni comuni, ha saputo parlare a sinistra e a destra, coinvolgendo in modo trasversale il popolo italiano. E voglio qui ringraziare Emilio Molinari, fondatore di “AdessoBasta!” che di questo movimento è stato anima fin dall’inizio, che prima dsi tutti noi aveva capito l’importanza di questa battaglia e che ci ha aiutati a far si che la nostra associazione lavorasse con impegno sul terreno del beni comuni.

3)      E per ultimo il legittimo impedimento. La maggioranza assoluta degli italiani ha gridato: “legittimo un cazzo!” Tutti gli uomini sono uguali davanti alla legge. I principi elementari e basilari che dalla rivoluzione francese e dalla dichiarazione dei diritti dell’uomo sono alla base delle società moderne sono stati ribaditi con una valanga di si! Quanta tristezza vedere che ora, nella disperata difesa del padrone i servi si stanno arrabattando per far passare nuove norme, come il “processo breve e la prescrizione breve”. Colpo di spugna su decine di migliaia di processi, via libera a migliaia di criminali pur di proteggere il padrone. Dopo i referendum hanno dichiarato: “prendiamo atto”. Non è vero. Non hanno preso atto di un bel niente. Non hanno proprio imparato nulla. Pensano che nulla sia cambiato, che l’Italia sia ancora disposta a sopportare leggi vergognose che dividono il paese in padroni e sudditi.

4)      A questo punto ciò che dobbiamo chiederci è cosa possiamo fare. Cosa possiamo fare qui, adesso, perché questa ricchezza di mobilitazione e di partecipazione non vada dispersa. Dobbiamo trasformare in attività concreta, nel comune di Milano e nelle zone, l’impegno per l’acqua pubblica e, su questo, credo sarà importante ascoltare Maurizio Bertasi. Ma credo anche che dovremo riprendere con grande energia la battaglia antifascista, in una Europa che vede un avanzamento preoccupante del partito neofascista in Austria e in Francia, che vede, in Ungheria, la approvazione di cambiamenti della costituzione antidemocratici, repressivi e illiberali.

A dicembre avremo, a Milano, il 42° anniversario della strage di piazza Fontana. Strage che, al pari di tutte le altre, non ha mai trovato una verità processuale chiara e inequivocabile. Eppure sappiamo tutti che le stragi sono state opera dei gruppi fascisti e di parti importanti degli organismi dello stato che dovrebbero essere preposti a difendere la nostra Costituzione e la nostra democrazia. Basta con le buffonate sul terrorismo islamico. Nel nostro paese il terrorismo è  sempre stato nazionale, italianissimo e trova le sue origini nella persistente presenza di organizzazioni criminali strettamente colluse con servizi segreti e organi di controllo dello stato. A Genova, nel 2001, quando la Costituzione della Repubblica è stata sospesa per tre giorni, e i massimi organi responsabili dell’ordine pubblico si sono macchiati di reati vergognosi, quando il terrore è stato strumento sistematico, abbiamo potuto contare solo sulla magistratura che, con grandissimo coraggio, ha cercato e condannato molti dei responsabili. Si legge nella sentenza  d’appello, giunta dopo 9 anni: “L’ordine pubblico fu turbato in conseguenza della carica dei carabinieri, illegittima e arbitraria… Il richiamarsi platealmente al nazismo e al fascismo, al programma sterminatore degli ebrei, alla sopraffazione dell’individuo e alla sua umiliazione…esprime il massimo di disonore di cui può macchiarsi la condotta del pubblico ufficiale…Non solo, questo richiamo ai principi posti a fondamento dei regimi sterminatori e razzisti…costituisce il più infimo grado di abiezione di cui può macchiarsi la condotta del pubblico ufficiale della Repubblica italiana, che ha prestato giuramento di fedeltà alla sua Costituzione”

E con queste motivazioni alla base delle condanne tutti i condannati sono ai loro posti, anzi, promossi, perché questo governo non solo non ha sentito il dovere di rimuoverli, ma li ha anzi protetti e sostenuti.

La cultura fascista dell’uso sistematico della violenza, della oppressione dei diritti, del “me ne frego”, è parte fondamentale della esperienza berlusconiana ed è penetrata, almeno in parte, anche nella mentalità di vasti settori della popolazione. Riprendere la battaglia antifascista è, dunque, necessario e fondamentale, sapendo che prima di tutto è una battaglia culturale e ideologica, che deve coinvolgere tutte le forze antifasciste, i sindacati, le case della cultura, gli intellettuali, gli studenti. Ecco perché “AdessoBasta!” ha fatto bene, in occasione delle iniziative che abbiamo preso fino ad oggi, lavorare per unire, per trovare parole d’ordine che mettessero insieme, grazie alla meravigliosa disponibilità della Camera del Lavoro di Milano e del Segretario generale Rosati. Ecco dunque un impegno concreto e immediato: difendiamo la cultura, difendiamo la libertà di informazione, il diritto di sapere. Partiamo subito con il lavoro per una mobilitazione per la liberazione della RAI, della TV pubblica, dal dominio di Berlusconi e dai suoi editti bulgari

Abbiamo molto da fare ma abbiamo fatto il primo passo. Andiamo avanti.


Ultimo aggiornamento : 29-06-2011 22:19

   
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