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Comitato Pisapia di zona tre : non fermiamoci, restiamo uniti , facciamo cose concrete , visibili .
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Scritto da Franco Calamida, 16-06-2011 09:05

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Pubblicato in : La costruzione della sinistra, La costruzione della sinistra


Due belle , entusiasmanti vittorie , uniti abbiamo vinto . Non torniamo indietro . Tra le questioni di maggior rilievo sull'arena politica milanese si colloca la continuità di iniziativa dei Comitati Pisapia .
Il dibattito è assai vivace e interessante , animato da spirito unitario .
Di seguito due interventi in  zona tre , di Ester Prestini e Franco Calamida .
 
 


Ieri , tardo pomeriggio , alla festa per la vittoria  dei referendum , smise di piovere, uscì il sole , a dare una occhiata, ed eravamo tutti con la felicità negli occhi . Molto è già cambiato , cosa fare non è semplice , anche noi siamo un poco cambiati .
Con la vittoria elettrale e questa recente , è la democrazia diretta , qualcosa di profondo è accaduto , ha modificato le coscienze , ridato tono e vitalità alle coscienze . Mi pare questo un patrimonio da non disperdere.
Su questo punto , in particolare , porto al dibattito sul futuro del Comitato di zona tre ,  un contributo .Nel confronto avviato nell'ultima riunione e per e mail , che trovo tra le cose più interessanti al momento sull'arena politica milanese , condivido quasi tutto , e in particolare quelle posizioni favorevoli ad un ruolo originale del Comitato , ovviamente in rapporto con le istituzioni , Consiglio di Zona e Comune, ma non terminale di queste , semplice osservatorio di quanto accade sul territorio, segnalatore per gli eletti delle urgenze e problemi sociali . Ma con una sua progettualità , culturale ( è stato detto , condivido) , e sociale e politica ( la Polis , è stato detto) che risponda una semplice domanda : quali sono le aspettative dei componenti il Comitato ?  Come realizzarle , con quali pratiche ? Cioè :difendere il collettivo . E farlo vivere .
La prinicipale opzione di potere delle destre , su questa ha costruito la sua egemonia culturale , è stata la sitematica destrutturazione del senso di appartenenza . 
Noi , abbiamo riaffermato , ritrovato , ricomposto il senso di appartenenza . Ricostruito i collettivi , le relazioni anche personali.
Condivido molto gli interventi sulla socialità , la partecipazione , il riconoscersi nel lavorare insieme , per un buon obiettivo , ovviamente . Vincere , che era anche obiettivo inedito , un novità. Per ben due volte .
Siamo passati da una concezione   delle destre , ma non solo , della società come somma di individui , isolati o in competizione , a quella della società insieme di relazioni tra individui .
Questo ha inciso sulle coscienze. Questo ha qualificato l'azione dei Comitati Pisapia . La nascita dei collettivi.
Almeno due cose , credo , hanno distinto i Comitati Pisapia da altre esperienze di comitati elettorali :
1) la volontà unitaria , la capacità di lavorare insieme e la concreta pratica hanno positivamente inciso sull' insieme dell'elettorato , ma anche sui partiti stessi . E' importante .
 2) la ribellione alla volgarità delle destre e del governo , menzogne , cose imbarazzanti , il risveglio  democratico, ha consolidato rapporti ( relazioni , appunto : la nuova società) tra persone ( in larga misura indipendemente dall'appartenenza , o meno , a partiti ) che vanno oltre l 'impegno della scadenza  elettorale stessa. Da qui l'obiettivo della continuità . Come Comitati di cittadini ( così credo di aver capito ). 
Come ? Sono state fatte molte utili proposte .
Anche io penso che la non istituzionalizzazione e l'informalità siano condizioni necessarie per procedere.
Ma un poco di organizzazione serve anche ai movimenti , non verticale , senza personalizzazione dei ruoli , con comunicazione e trasparenza orizzontale , ma che garantisca la collegialità e partecipazione.
Più che strutture stabili ( Commissioni ecc ecc ) , io vorrei proporre di operare per progetti . Si discute tutti , la o le priorità , le cose da fare . Si vede chi è interessato , e il gruppo di lavoro fa . Il fare è decisivo , e poi il ragionare sulle cose fatte , tenendosi sul concreto , sempre sul concreto .
Un esempio di priorità : Milano è malalata di traffico , può guarire , come molte metropoli europee , deve guarire.
In zona tre : chiudere al traffico la domenica Corso Buenos Aires ( restituirlo ai cittadini , eventi diversi ogni giorno di festa , musica , anche classica , gastronomia , giochi e spazi per bambini , letture di poesie ecc ecc ) , definire aree pedonali in proporzione identica al Centro città, piste ciclabili vere , basta box e altre misure che riducano drasticamnte il traffico ( 30 %  ?  di più ?).
Con gli altri Comitati un tema , forse il più importante è comune e occorre coordinamento : il percorso per le municipalità .
Quali primi passi ? Senza la mobilitazione e partecipazione della cittadinaza , con un ruolo decisivo dei Comitati , di proposta e con campagne di consultazione e informazione capillare , ben difficilmente  vedremo nascere le municipalità  : se c'è una cosa che chi ha il potere fa malvolentieri è cedere , poco o tanto , il potere .
 
Spero che questi spunti siano di una qualche utilità , ciascuno fa quel che può.   franco calamida
 
 
 

I comitati devono, secondo me, continuare ad essere laboratori di democrazia diretta, luoghi aperti e plurali che consentano la più ampia partecipazione possibile ai singoli e che raccordino le diverse associazioni e i movimenti presenti sul territorio, quelle realtà insomma che in questi anni hanno costituito sacche di resistenza al pensiero dominante, che hanno raccolto i bisogni e le istanze dei cittadini e che ora hanno la possibilità concreta di andare oltre la fase della rivendicazione per dare al proprio lavoro una capacità progettuale, quindi politica, più ampia. Ha fatto bene Ilaria a ricordare I “Centri di quartiere” indicati nel programma delle Officine, poiché a fronte di una costante erosione del reddito, di un drammatico svuotamento del welfare, della pesante diminuzione delle risorse per i comuni, i comitati potrebbero offrire una serie di servizi volontari per raccordare problemi e bisogni del territorio  alle risorse in esso presenti e, se queste non ci sono, proporne la ricerca e la realizzazione. Penso, ad esempio, ad uno sportello per gli anziani, dei quali più volte durante i volantinaggi abbiamo raccolto sofferenza e domanda di soluzione di problemi, penso ai migranti per i quali in zona non mi pare esistano punti di riferimento, penso ai disoccupati. Questi sono solo spunti. Inoltre i comitati potrebbero svolgere un lavoro capillare sul piano culturale, non solo, come è già stato detto, offrendo spazi di socialità e quindi rompendo solitudine e marginalità, ma offrendo occasioni di produzione creativa e svolgendo un lavoro di in-formazione sulle questioni centrali di questo nostro tempo: la questione ambientale e l’erosione dei diritti. Esiste una mole enorme di conoscenza e di materiali su questi temi che, come ben sappiamo, non riesce ad arrivare ai più dato il sistema dei media,  nel nostro paese in particolare . Le destre in questi anni sono state culturalmente egemoni e tale sottocultura ha inciso e incide sulle vite e sulle coscienze, ne consegue che  il lavoro culturale di controtendenza sarà inevitabilmente di lunga lena. Il rapporto con il Consigli di zona dovrebbe essere uno dei compiti del Comitato per raccordare democrazia diretta e democrazia rappresentativa, compito importante, ma che non potrà esaurirne il  ruolo di agente della trasformazione sociale. Penso inoltre che il comitato non debba né sostituire né demonizzare il ruolo dei partiti dei quali, per esperienza diretta, conosco i limiti e le contraddizioni, ma in una democrazie rappresentativa il loro ruolo è insostituibile,  sta ai militanti svolgere una battaglia interna per eliminarne gli antichi vizi. La società civile su molte questioni è assai più avanti dei partiti, è questa, a mio parere,  la ricchezza dei comitati, la modalità in cui si è realizzata questa campagna elettorale ne è stata segno e le primarie, piaccia o non piaccia, hanno permesso che questo accadesse.

Ciao a tutti

Ester

 


 


Ultimo aggiornamento : 16-06-2011 09:05

   
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Scritto da: eddiaor (Invitato) 27-11-2011 10:19

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