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Peppino Impastato , non solo memoria
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Scritto da Franco Calamida, 29-12-2010 13:41

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Pubblicato in : La costruzione della sinistra, La costruzione della sinistra


Riporto questo articolo , un mio intervento ad un convegno sulla mafia a Milano e in memoria di Peppino Impastato , nella sezione " Costruzione della sinistra " ( è già  presente nella sezione "Immigrazione" ) .
Mi pare infatti che le questioni affrontate in quel Convegno siano assai attuali , per nulla superate . Gli allarmi da più parti lanciati sulla penetrazione della criminalità organizzata al nord e nella nostra città , e le preoccupazioni  sul silenzio e l'omertà della imprese taglieggiate dal raket del pizzo non consentono di restare inerti .
La manifestazione di Ponteranica , dello scorso settembre  , è stata una prima risposta , momento anche di unità della sinistra . Occorre continuità di iniziativa , mantenere rapporti e scambio di informazioni con il centro di Cinisi e con gli organismi impegnati al Nord su questo terreno .
Infine : tutti gli anni preparare e ripetere  la manifestazione di Ponteranica . 



Porterò una testimonianza, un ricordo breve, in memoria del dolce compagno Peppino Impastato. Il 9 di maggio del 1978 ricevetti una telefonata da Roma, dalla direzione di Democrazia Proletaria: “Peppino Impastato è stato assassinato”. Rimasi,credo, almeno un minuto senza avere la forza di parlare. Poi mi dissero: “Domani è previsto a Cinisi il comizio di Peppino Impastato, candidato di Democrazia Proletaria alle elezioni, questo comizio va tenuto, non dobbiamo tacere, non dobbiamo essere succubi di quello che sta accadendo”. Io partii subito, andai a Palermo, vennero all’aeroporto a prendermi i compagni, all’aeroporto di Punta Raisi, di Palermo, e mi dissero due cose: una: “Dobbiamo stare attenti”, il che mi era già del tutto evidente; la seconda: “Devi dire molte volte: Peppino Impastato è stato assassinato da Tano Badalamenti”. Al comizio il giorno successivo lo dissi molte volte, moltissime volte. Era una giornata splendida. C’erano 100 compagni venuti da Palermo, una decina , forse più , di Cinisi, i compagni di Cinisi non erano stati lasciati soli. Il comizio si tenne nella via principale , tutte le finestre erano chiuse; c’era un gruppo di “paesani”, con la coppola, e con gli occhi cattivi; c’era un sentimento di solitudine e di isolamento. Come ha ricordato Emilio, anche io  negli anni successivi, negli anni ’80, quando al nord analizzammo la solitudine operaia, quella che seguì  la sconfitta alla Fiat, ebbene, mi ricordai dell’altra  solitudine, quella di  quei giorni siciliani, ancora più profonda , piena di sgomento . E’ difficile , oggi , cogliere e rivivere   la dimensione della solitudine  che respirammo , noi i ribelli , noi i rivoluzionari , a Cinisi ed a Palermo , in quei giorni. Ha senso dirlo oggi , solo per ricordare il coraggio con cui i compagni di Cinisi e di Palermo seppero reagire. Nacque il comitato Peppino Impastato, l’impegno tenace  di Santino, di Giovanni, di tantissimi altri. La sera, tornati a Palermo, impiegammo una o due ore per telefonare ai giornali, perché tutti i giornali scrivevano che Peppino Impastato era un terrorista. Erano i giorni del rapimento e della morte di Moro, l’attenzione era altrove. Ebbene, io credo , che la prima cosa oggi da ricordare fu questa grande capacità di reazione . E molti anni dopo, quando uscì il film, finalmente quel senso di ingiustizia che noi sentimmo, per mesi ed anni, fu superato. Il film diceva cos’era accaduto. Racconta di un Peppino Impastato che , guardando la sua valle, dice: “Difendiamo la bellezza”. L’idea della politica che aveva Peppino era del tutto particolare, per lui era musica, era poesia. Scriveva le poesie del sorriso e della morte. Era letteratura. Era la politica che dava senso alla vita. Molto diversa da quella che in alcune occasioni viviamo oggi, che è un po’ come andare dal dentista, necessario ma non ci si diverte. C’era allora una passione, un entusiasmo …  dovremmo cercare di capire dove li abbiamo smarriti , chi ce li ha tolti , …o siamo stati noi  ? Se così è . dove ritrovarli se non in noi stessi ?

 

Peppino ci ha offerto  questo insegnamento, : in ogni momento non essere sicuro di tutte le tue convinzioni, è vero che abbiamo  valori, esperienza e storia, ma non abbiamo gioiellini da tenere chiusi nelle casseforti, in ogni momento rimetti in discussione te stesso, cambia te stesso per cambiare gli altri, spingi in avanti la tua idea della politica. Peppino ha un alto rispetto del compagno del PCI, però dice:”ai giovani questa politica non può dire nulla, va ripensata nel linguaggio, nell’immagine, in tutte le sue forme.” Io credo che questo sia vero e valido ancora oggi, oggi che, sappiamo tutti noi – e così concludo – la Sinistra vive una situazione difficile, assai difficile, forse la più difficile da quando abbiamo iniziato e sviluppato  le nostre lotte e vissuto intensamente emozioni e speranze collettive. In quel comizio a Cinisi ,( per inciso : Peppino Impastato fu eletto,)  dissi: “ non ci sentiremo liberi finché tutti i popoli del mondo non saranno liberi”. Lo pensammo allora, fummo allora rivoluzionari, io credo che lo pensiamo ancora adesso, e conclusi: “Non dobbiamo sentirci sconfitti finché noi stessi non decideremo di essere sconfitti”.

 

 Ebbene,è vero anche oggi… e così concludo, senza demagogia alcuna, sapendo, dicevo, delle profonde difficoltà e nostre responsabilità:  è in gioco la sinistra, le esperienze e speranze della sinistra che allora contestò il potere, rivoluzionaria e extraparlamentare, della generazione che tentò la scalata al cielo    è in gioco tutto questo, e  le prospettive del nostro paese, è anche , questo è il punto , in gioco la nostra storia, la nostra storia collettiva, il forte senso del collettivo di allora. Un conto è essere sconfitti, lo siamo stati, un conto è decidere che si è fallito. Ebbene, noi non abbiamo fallito. Io credo che i valori nostri siano vivi ancora, che bisogna saper reagire, diceva Emilio: resistere, resistere, resistere. Se c’è stata una così bella assemblea con così bravi interlocutori, che hanno tutta la fiducia e la passione degli applausi, vuol dire che la Sinistra c’è ed in fondo salvarla e rilanciarla dipende soltanto da noi.

franco calamida

 

Ultimo aggiornamento : 17-11-2008 16:08

   

 

 


Ultimo aggiornamento : 29-12-2010 13:49

   
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