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F.Cantu': 10 anni di illusioni e delusioni .
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Scritto da Franco Calamida, 04-10-2018 14:10

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Pubblicato in : Lavoro, Lavoro / Stato Sociale

Fernando Cantù fu uno degli animatori del Gruppo di studio Philips
e poi attivo nel CDF .
Di seguito la sua narrazione .

 

 

Come si sia accesa la scintilla (ISKRA, direbbe Antonio con la nonchalance di un solido autodidatta, citando ed intanto iniettando i primi elementi di leninismo). Tutto congiurava contro: infanzia da ‘albero degli zoccoli ‘ in un piccolo paese della Brianza agricola di nord-est, famiglia poverissima numerosa e precocemente orfana di padre, religiosa e molto impegnata nel sociale tipico di una zona bianca.  In casa arrivavano l’Italia (l’attuale ‘Avvenire’) e il Vittorioso (settimanale cattolico per ragazzi alternativo al Corriere dei Piccoli). Casa, scuola e Oratorio (calcio, catechismo e cinema alla domenica). Passato quasi indenne  dai primi qualunquistici sussulti studenteschi alle superiori, metà anni sessanta, poi studente lavoratore iscritto alla Cattolica serale e ufficiale di complemento durante il servizio militare (per non pesare sulla famiglia). Arrivato in Philips a 21 anni (terzo posto di lavoro, per dire com’era facile trovarne, allora) vi sono rimasto per oltre 33 anni partendo casualmente (ovviamente da junior) in un reparto d’élite amministrativa. Questo comportava un certo distacco dai colleghi di altri reparti con i quali veniva suggerito di non familiarizzare troppo. Allo scoppio del ‘caso Morozzo’ anche noi seguimmo  l’onda nelle assemblee e nei primi scioperi, più per curiosità e giovanile  incoscienza che per convinzione.

Nel mio caso galeotta fu la (non) frequentazione  dei corsi serali all’università, che mi tratteneva la sera  in città: cominciai a frequentare in alternativa le riunioni del Gruppo di Studio ancora ‘clandestine’, molto partecipate, che dettero vita alla prima Commissione Interna (trasformata in Consiglio di Fabbrica negli anni successivi). Poi i gruppi di lavoro, il ciclostile, i volantini, il bollettino, gli scioperi e i picchetti e le discussioni (quante!!), i cortei sindacali e le prime manifestazioni ‘politiche’ (eravamo in pieno 1969!!). E i gruppi (domenicali, ospiti dei  salesiani!!) di approfondimento teorico-politico su Marx, Lenin, Mao Tse Tung, Guevara, Ho Chi Minh. E la lettura quotidiana dell’Unità (che emozione le prime volte all’edicola), del Manifesto, del Quotidiano dei Lavoratori e anche di Lotta Continua (se non altro per Gasparazzo).

Furono dieci anni di lotte, di conquiste e di sconfitte, di illusioni e delusioni:  nessuno di noi, neanche il più pessimista o scaramantico, avrebbe però mai potuto immaginare che, dopo tante battaglie,  saremmo finiti così in basso . E vagonate dei nostri passati di là, convinti o comprati.     I nostri  ‘nostri’  (quelli del GdS Philips) sembra si siano salvati quasi tutti, per fortuna, da quel che appare nei raduni gastronomici quinquennali: merito anche del tirocinio e della dura selezione sul campo?

Uno dei nostri ‘nostri’

 

Ferdinando Cantu'

 

Ultimo aggiornamento : 11-10-2018 17:52

   
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