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La lista unica è ancora possibile
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Scritto da Franco Calamida, 16-11-2017 15:48

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Pubblicato in : La costruzione della sinistra, La costruzione della sinistra

Si , forse è possibile . Difficile, ma non impossibile . Dipende da tutti noi :

non più spettatori, ma partecipi attori . Val la pena provarci. franco calamida.

Siamo ad un momento importante , è quello delle scelte e assunzione di responsabilità nella direzione dell’ unità delle forze a sinistra del PD.  Questo si attendono aree vaste della società , da questo dipende la sopravvivenza stessa di prospettive per la sinistra . Diciamolo con chiarezza :della sinistra . E dunque la continuità della nostra stessa storia o meglio di storie e ed esperienze diverse , ma con comuni valori di eguaglianza e giustizia sociale. Si erano espressi in questa direzione esponenti di Mdp, Si, Possibile e i promotori dell’ assemblea del Brancaccio Montanari e Falcone. Montanari giustamente aveva criticato l’ esclusione dal confronto di vertice del PRC . Poi le cose sono precipitate , Falcone e Montanari hanno annullato la convocazione dell’ assemblea del 18 novembre. Non sono certo sia stata una scelta saggia. La prima reazione, emotiva , è stata : “Tutto finito, niente lista unica”. Ora penso  che , sebbene difficile a farsi , non sia impossibile concretizzare l’ obiettivo delle lista unica. Non dobbiamo arrenderci , è troppo importante. Tutti vanno richiamati alle loro responsabilità , compresi Falcone e Montanari. C’e ancora tempo.

 “ Presentare alle prossime elezioni un'unica lista di sinistra autonoma e alternativa rispetto agli altri poli…” è da sempre anche la stella polare delle attività e iniziative che abbiamo promosso o alle quali abbiamo partecipato, come Mic , come CostituzioneBeniComuni , per citarne solo alcune delle associazioni su posizioni unitarie .  Una sola lista . Così dovrà essere. Non rappresento che me stesso e non ho autorità per lanciare appelli . Se l’ avessi ,lo farei . Porto solo alcuni argomenti che possono favorire una “volontà di riscossa dal basso” che abbia come sbocco la convergenza di tutti .

Preciso  subito che, in larga misura, ho condiviso i contenuti programmatici proposti al confronto da Falcone e Montanari e condivido anche quelli proposti dal doc. di Mdp , in particolare : “ progetto politico …  che riafferma la modernità del modello sociale ed economico disegnato dalla nostra carta costituzionale.” Non ci dividono i contenuti.

Mic elaborò il suo programma per le elezioni amministrative a Milano assumendo , punto per punto, la Costituzione come riferimento. Questa impostazione fu coerente con l’elaborazione di Luigi Ferrajoli , principale erede di Norberto Bobbio, e con gli orientamenti emersi nel convegno  organizzato da CostituzioneBeniComuni, che affrontò i nodi della crisi della democrazia , della politica e della sinistra , cioè dei partiti di sinistra. Oggi , scrive Ferrajoli, : “Il crollo della rappresentatività dei sistemi politici e il declino del progetto costituzionale stanno riducendo la democrazia alle sole forme della competizione elettorale”. La possibile risposta e reazione democratica è contenuta in un saggio recente di Ferrajoli , dal titolo : La “Costituzione oltre lo Stato” , che , a mio giudizio, può essere considerato la frontiera di una rinnovata cultura politica della sinistra . Un vero e proprio Manifesto per la rifondazione della democrazia. Vorrei che , una volta discusso , ovviamente, queste posizioni fossero considerate elementi fondanti della progetto unificante le forze della sinistra.

 

Scrive il doc. di Mdp : “riconnettere sinistra e società”  e in precedenza elenca tra i sostenitori e promotori del progetto e della lista unica , oltre ai partiti , i movimenti e le associazioni . Giustissimo.  So che il progetto , complesso e non scontato , va costruito con rapporti e convergenze centrali (piaccia o meno , sono le più importanti ), ma non può affermarsi senza la partecipazione di quanti/e sono attivi sui territori , nei quartieri , sui luoghi di lavoro , nelle aggregazioni sociali  . Lo affermano tutti i documenti , sono buone intenzioni che devono trovare riscontro nella realtà . Così non è stato , fino ad oggi  . Non c’ è stata neppure la necessaria mobilitazione nel sociale , e questa non è solo responsabilità dei vertici.

 

 

A Milano le realtà sociali sono   un tessuto di presenza politica importante : basta segnalare le scuole popolari dell’ Associazione Non uno di meno  , realtà di massa , che ha contribuito a realizzare il recente Convegno su Don Milani , atto di vera , viva e ricca cultura politica , di quelli che motivano la militanza ; e anche i tre Convegni promossi da CostituzioneBeniComuni sulla più importante vicenda politica milanese , Expo, e quelli sull ‘immigrazione e  l ‘assemblea che fece seguito all ‘incontro tra Papa Bergoglio e i movimenti antiglobalizzazione( grande evento , con scarso seguito , purtroppo) . L’elenco è lungo , ciascuno racconti la sua storia e punto di vista ; hanno operato i Comitati referendari . E sempre va tenuta  presente  la giornata straordinaria del 20 maggio a Milano , le centinaia di migliaia di persone , di tutte le parti del mondo e di tutti i colori ; “nessuno è illegale”  è  lo slogan che ci vide tutti uniti. I gruppi attivi nel sociale erano centinaia , ci sono ancora ,sono la società aggregata e solidale. Infine , ma non ultimo per importanza , le molte attività di Mic , l’ organizzazione in Comitati unitari , il recente Convegno internazionale sulla salute promosso con il Gue , ricco di analisi e proposte e le elaborazioni dei tavoli programmatici, su lavoro, emigrazione, casa , sanità . A Milano  abbiamo costruito una esperienza unitaria radicata in realtà sociali. Non può essere sottovalutata o ignorata. Spetta anche a noi valorizzarla .

Tutto questo , la parte viva , con ideali e militanza della sinistra deve far parte del progetto o è comunque un prezioso interlocutore .  La democrazia è anche una pratica.

 Cosa si può fare ? Decine e decine di prese di posizione , rese pubbliche , fatte circolare , dei Comitati di Mic , dei circoli dei partiti , delle associazioni che si sentono partecipi, dei gruppi attivi nei quartieri , della sinistra diffusa possono segnare il passaggio da spettatori ad attori. E cambiare le cose , incidere sulle scelte. Possiamo far sentire la nostra voce . Non rassegniamoci.

Siamo ancora in tempo .

Franco Calamida

Ultimo aggiornamento : 16-11-2017 15:48

   
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