Consultazione 22 ottobre
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Scritto da Franco Calamida, 19-09-2017 17:40

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Pubblicato in : La costruzione della sinistra, La costruzione della sinistra


Destra unita , sinistre divise. Questo è il punto : non siamo pronti , a sinistra , per lo scontro politico sulla ambigua ( e non democratica) consultazione che ci sarà , sarà politico e di notevole rilievo . Non è evitabile . Siamo ancora in tempo per portarci all' altezza delle scontro , con argomenti e convergenza a sinistra?

Consultazione del 22 ottobre : non è un referendum , non è democratica. In realtà tutti sanno che non è un referendum , non c’è quorum, anche nel caso della vittoria del si non cambia nulla , non vi sono conseguenze normative di alcun tipo , è una consultazione. Semplicemente una consultazione . Eppure la discussione sul come votare si svolge , almeno in parte , in “forma virtuale” ( come se fosse vero) , cioè come se fosse assimilabile ad un referendum . Il referendum trasferisce un reale , completo , effettivo potere legislativo dal Parlamento ai cittadini . Espletate tutte le procedure previste e raggiunto quorum e maggioranza (50% + 1) l’ esito del referendum è legge. E’ il principale strumento di democrazia diretta. Per la Lombardia la consultazione è promossa con decreto 745 del 24/07/2017, il riferimento è l’ art. 116 Titolo 5° della Costituzione. La motivazione del Presidente Maroni , non presente nel quesito , è : avere più forza nelle trattive con il Governo centrale . Di per se , all’ apparenza , è del tutto legittima , almeno sul piano formale. Non è per nulla inefficace, come politicamente , dal punto di vista dei promotori , anzi ne conseguiranno vantaggi di immagine e consenso elettorale. Dobbiamo trovare buoni argomenti per contrastare la proposta. Non credo infatti che ci si possa dichiarare per principio contrari alla consultazione dei cittadini da parte delle istituzioni , che anzi dovrebbero essere frequenti e tantomeno all’ uso del sistema elettronico di voto. Veniamo alla sostanza , cioè al quesito ( i quesiti contano , non si possono ignorare) . E’ la questione politica . Eccolo : “Volete voi che la Regione Lombardia, in considerazione della sua specialità, nel quadro dell’unità nazionale, intraprenda le iniziative istituzionali necessarie per richiedere allo Stato l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse, ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 116, terzo comma, della Costituzione e con riferimento a ogni materia legislativa per cui tale procedimento sia ammesso in base all’articolo richiamato?” In sostanza : maggiori competenze e , come dichiarato dal Presidente Maroni, la “ possibilità di mantenere sul territorio una parte di tassazione che finisce allo Stato . E come si può votare No ? Perché la Lega è razzista ? o altri argomenti simili ? Perché la trattativa con il governo non richiede la consultazione ? Certo , è vero. Ma la consultazione è comunque il fatto politico. C’è. Stando al contenuto si potrebbe , quasi ,votare si . Invece l’ argomento per il quale penso si debba non partecipare al voto , una volta ben distinto referendum e consultazione, è questo , a mio giudizio : il quesito non risponde a quella che dovrebbe essere la funzione della consultazione , cioè venire a conoscenza di cosa ne pensano gli elettori. Serve infatti alla campagna elettorale del Lega . Il quesito è un ambiguo manifesto elettorale , rivolto agli elettori della Lega e della destra , ma non a tutto l’ elettorato che non condivide le politiche della Lega. altri . Non è democratico , il quesito è indeterminato. Questo è il punto . In cosa consistano le condizioni particolari di autonomia non è definito e inoltre in una consultazione non sempre il pronunciamento è su due opzioni , SI o NO . In particolare in questo caso le opzioni sono più di due , va considerata anche quella di essere favorevoli al decentramento dei poteri sul territorio, e ai Comuni in particolare, ma contrari a tutti gli ordinamenti delle regioni a Statuto speciale , e anche alla “specialità” della Lombardia. Il costo non è accettabile , dal nostro punto di vista , perché la consultazione non è democratica e non perché siamo contrari allo strumento elettronico o alle consultazioni . Dunque mi pare ragionevole la non partecipazione al voto non solo come forma di denuncia , ma sostenuta da una netta scelta di impegno nello scontro politico di ottobre , che tale è e che ci sarà. Ed è rilevante. Basterebbe questa breve sintesi : unità delle destre , che votano si , e assoluta divisione delle sinistre , persino sul si , no , astensione e anche sugli argomenti che motivano l’ astensione . Giusta la definizione di astensione attiva , ma attiva in quale forma? Direi con due obiettivi : 1 il metodo : va proposta la modifica dello Statuto regionale per garantire nelle consultazioni i diritti dell’ opposizione ( non un solo punto di vista , quello della maggioranza e un si o un no, nessuna alternativa) . 2 Il quesito è indeterminato , si potrebbe scegliere una priorità per le risorse : case popolari e riqualificazione delle periferie. 3 Ma ciò che più conta è un’ altra cosa . Semplice a dirsi , difficile a farsi . La convergenza di posizioni delle forze, se non di tutto il centrosinistra almeno di quelle del “Brancaccio” . Verrebbe letta come una scelta responsabile e di unità nel contrastare le destre e difendere la democrazia . Basta una breve dichiarazione : “Noi ecc ecc … non partecipiamo al voto perché … e di seguito alcune frasi chiare , poche , condivise sul metodo e la sostanza .Il cosa vogliamo” con le firme di quanti condividono. Siamo ancora in tempo ? Se ci fossero le volontà politiche , si; è ovvio . Ma mi rendo conto che l unità delle sinistra per contrastare la destra è cosa del passato .Mi spiegano che tutto è cambiato. Ma non mi convince. Franco Calamida.

Ultimo aggiornamento : 19-09-2017 17:40

   
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