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Sei malato? Non chiamare il medico....
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Scritto da Franco Calamida, 17-05-2017 10:24

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Pubblicato in : Salute, Salute

 

 

 

 

 

Tuttora la nostra sanità è considerata dall' OMS una delle migliori del mondo . Ma nel mondo la sanità pubblica ancora resiste solo in Europa e in parte in Canada. Il diritto universale secondo il quale ogni persona ad essere curatoa gratiutamente è tra tutti il più importante . Si tratta di una conquista delle lotte dei primi anni 70 ( straordinaria , prima non c'era e nel passato non c'era stata mai, le lotte del 68/69 hanno prodotto risultati sociali rilevantissimi , ma le conquiste vanno difese. E' bene ricordarlo .) . Oggi la sanità pubblica è minacciata . Avanza il privato , le assicurazioni sono pronte a sostituire alla assicurazione collettiva ( tutti per uno , quando ne ha bisogno , perchè questa è la realtà) il loro profitto. Per i cittadini i costi crescono , non sempre sono reggibili , le liste di attesa si allungano ... e si aprono spazi sempre più vasti per il privato. Voglio essere chiaro , con una mia convinzione che ripeto spesso : la sanità pubblica c'è tuttora , ma se non la difendiamo , anche migliorandola, nel giro di pochi anni la perderemo . E cambierà la vita, drammaticamente in peggio , per molti e cambierà la società . Riguarda tutti , riguarda i giovani in particolare. Questo articolo segnala la più grave delle minacce attuali . Non fidatevi della TV che , con voce suadente , vi dice " Preparatevi al futuro" . O resitiamo o sarà futuro non auspicabile . franco calamida .

 

Regione Lombardia: sei malato? Non
chiamare il medico, ora c’è il gestore

articolo di Vittorio Agnoletto
Il titolo, purtroppo, non è uno scherzo, ma è quello che sta avvenendo
in Regione Lombardia.
Per ora riguarda una sola Regione ma, se dovesse realizzarsi, è probabile
che in pochi anni troverà estimatori anche in molte altre parti d’Italia.
E’ una vicenda (volutamente) complicata ma proverò a spiegarla nel
modo più semplice possibile, convinto che ognuno abbia diritto di essere
pienamente informato su quello che riguarda il presente e il futuro della
sua salute.
Con due delibere, la n. 6164 del 3 gennaio e la n. 6551 del 4 maggio 2017, la
giunta regionale lombarda, senza nemmeno una discussione in Consiglio
regionale, sta modificando totalmente l’assistenza sanitaria in Lombardia
e cancellando alcuni dei pilastri fondativi della legge di riforma sanitaria la
n. 833 del ’78.
La non costituzionalità di tali delibere è stata sollevata attraverso un
ricorso al Tar dall’Unione Medici Italiani ed un altro ricorso è in arrivo
da Medicina Democratica. Gli Ordini dei medici di Milano e della
Lombardia sono insorti: la giunta regionale si è limitata ad inserire
qualche modifica di facciata proseguendo a vele spiegate verso una terza
delibera attuativa attesa in questi giorni.
La vicenda riguarda, secondo le stime della Regione, circa 3.350.000
cittadini “pazienti cronici e fragili” che sono stati suddivisi in tre livelli a
seconda della gravità della loro condizione clinica. Costoro riceveranno in
autunno una lettera attraverso la quale la Regione li inviterà a scegliersi un
“gestore” (la delibera usa proprio questo termine) al quale affidare,
attraverso un “Patto di Cura”, un atto formale con validità giuridica, la
gestione della propria salute. Il gestore potrà essere loro consigliato dal
medico di base o scelto autonomamente da uno specifico elenco.
Il gestore, seguendo gli indirizzi dettati dalla Regione, predisporrà il Piano
di Assistenza Individuale (Pai) prevedendo le visite, gli esami e gli
interventi ritenuti da lui necessari; “il medico di medicina generale
(Mmg) può eventualmente integrare il Pai, provvedendo a darne
informativa al Gestore, ma non modificarlo essendo il Pai in capo al
Gestore”.
La Regione ha individuato 65 malattie, per le quali ha stabilito un
corrispettivo economico da attribuire al gestore a secondo della patologia
presentata da ogni persona da lui gestita. Se il gestore riuscirà a spendere
meno della cifra attribuitagli dalla Regione potrà mantenere per sé una
quota dell’avanzo, eventualmente da condividere con il Mmg che ha creato
il contatto. Il gestore non deve per forza essere un medico, può essere un
ente anche privato e deve avere una precisa conformazione giuridica e
societaria e può gestire fino a… 200.000 persone.

E’ facile immaginare che nelle scelte dei gestori conti il possibile guadagno

piuttosto che la piena tutela della salute del paziente,
il quale potrà cambiare gestore ma solo dopo un anno. Scomparirà ogni
personalizzazione del percorso terapeutico e ogni rapporto personale
tipico della relazione con il medico curante. Per una società che gestirà
100/200.000 Pai (Piani di Assistenza) ogni cittadino è un numero asettico
potenziale produttore di guadagno.
Il Mmg viene quindi privato di qualunque ruolo, sostituito da un manager
e da una società; ed è questa una delle ragioni che ha fatto scendere sul
piede di guerra i camici bianchi. Se avesse potuto la Lombardia avrebbe
cancellato la figura dei Mmg, ma per ora una Regione non può modificare
i pilastri di una legge nazionale come la legge 833. Ma all’orizzonte c’è il
referendum sull’autonomia regionale voluto dal presidente leghista, un
referendum consultivo ma che verrà fortemente enfatizzato. Ci sentiremo
dire che l’autonomia da Roma permetterà di rendere pienamente
operativa questa “eccellente riforma regionale”. Di bufale sulla sanità ne
abbiamo già sentite molte, da Renzi alla Lorenzin e questa non sarà
l’ultima.
Una “legge eccezionale”, sosterrà la Regione, perché eviterà che cittadini
malati, in maggioranza anziani, debbano impazzire con le ricette, le
telefonate interminabili ai centralini regionali per fissare le visite, le code
agli sportelli, le liste di attesa ecc. ecc.
La Regione Lombardia non dirà che tutti questi disagi sono stati costruiti
ad arte, prima da Roberto Formigoni e poi da Roberto Maroni, per
spingere i cittadini verso la sanità privata che li aspetta con gioia per
lucrare ulteriormente sulla loro pelle. Se il Tar non cancellerà queste
delibere e se le organizzazione della società civile non si ribelleranno è
forte il rischio che molti nostri concittadini accetteranno quasi con
riconoscenza il piano della Regione; salvo poi accorgersi che ad essere
trascurata sarà proprio la loro salute. Ma allora sarà troppo tardi.
Scritto in collaborazione con Albarosa Raimondi, medico, esperta in
organizzazione sanitaria
http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/05/15/regione-lombardia-

sei-malato-non-chiamare-il-medico-ora-ce-il-gestore/3586471/ 16/05/17, 19E11
 

Ultimo aggiornamento : 17-05-2017 10:24

   
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