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La posizione del PRC z3 su città Studi
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Scritto da Franco Calamida, 18-04-2017 11:10

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Pubblicato in : PRC Zona 3, PRC Zona 3


Contro lo spostamento dei Dipartimenti Scientifici dell’Università degli Studi di Milano nell’area ex-Expo!

Tre per uno!

Da alcuni mesi si discute molto del possibile trasferimento dei Dipartimenti Scientifici dell’Università degli Studi di Milano, dalla sede attuale di Città Studi all’area ex-Expo.

Noi crediamo che quest’argomento vada affrontato con la dovuta serietà, tenendo conto che tre sono i soggetti direttamente interessati dalla questione:

·       Gli Studenti dell’Università

·       I lavoratori dell’Università

·       I cittadini della Zona.

Gli studenti hanno già espresso tutta la loro contrarietà allo spostamento, con argomentazioni talmente ragionate e puntuali che basta leggerle per convincersi della loro serietà! La loro necessità primaria è quella di avere un’Università capace di rispondere sia alle loro aspettative e speranze sia alle necessità del paese. Un paese che da loro si deve aspettare un importante contributo per la costruzione di una società migliore.

E’ sotto gli occhi di tutti che queste necessità siano in aperto ed evidente contrasto con un progetto destinato a comprimere non solo gli spazi fisici, basti pensare alla drastica riduzione dei metri quadri a disposizione degli studenti prevista nell’area ex – Expo, ma anche le possibilità di avere una didattica al passo con i tempi ed una ricerca libera da condizionamenti esterni, quindi di base, come prevede una delle missioni proprie di una struttura universitaria pubblica. Oltretutto l’attuale sede dei Dipartimenti è certamente ancora in grado di rispondere ai bisogni degli studenti: basterebbe impiegare le risorse economiche per interventi sia di risanamento delle attuali strutture presenti in Città Studi che nel loro possibile ampliamento.

I lavoratori dell’Università, sia docenti che tecnici/amministrativi, sono l’altro aspetto della complessità universitaria, dei quali forse non si è parlato a sufficienza. Anche il loro trasferimento, al momento fondato più su promesse che su certezze, rappresenterebbe un immotivato sradicamento di una realtà, la comunità dei lavoratori dell’Università, che da decenni è parte integrante e integrata della Zona. Inoltre le strutture esistenti, come già scritto, sono certamente da sistemare e migliorare, prevendendo un progetto di espansione, basti pensare al possibile utilizzo di tutte le aree dismesse presenti in Zona,  così da renderle adeguate alla domanda che viene dagli studenti. L’impiego dei fondi disponibili e stanziati per il trasferimento, andrebbero invece utilizzati per ottimizzare l’esistente invece di spenderli in una operazione dall’incerto futuro.

I cittadini della Zona sono il terzo elemento del quale tener conto quando si parla di Università e Città Studi. E’ persino difficile dire se sia nata prima la Zona o l’Università, come per l’uovo e la gallina! Di certo sono le due facce di una situazione che ha visto negli anni consolidarsi un rapporto reciproco di convivenza e  vicinanza, che ha visto svilupparsi rapporti importanti fra i due soggetti. Cultura e vita quotidiana hanno marciato assieme e interrompere questo rapporto sarebbe veramente molto negativo. Certo vi è stato chi, negli anni, ha speculato sulle difficoltà abitative degli studenti, ma è altrettanto vero che i cittadini della Zona hanno saputo costruire una serie d’iniziative ed attività che sono risultate molto utili agli stessi studenti. Ora, a chi sostiene queste critiche, è risposto che la Zona manterrà la sua “vocazione universitaria”: a quest’affermazione è veramente difficile rispondere senza ridere! Se questa è veramente l’intenzione, non è più semplice fare quel che è richiesto e cioè lasciare dov’è chi oggi c’è e migliorarne le condizioni e la qualità della vita lavorativa e di studio? Non è che ci vogliono prendere in giro?

In conclusione, la complessità della vicenda, e la specificità dei diversi soggetti coinvolti, devono portare alla creazione di un fronte unitario, che rispetti le esigenze di tutti e faccia tesoro delle elaborazioni raggiunte da chi, in questo periodo, se ne è occupato; un fronte unitario che possa diventare l’interlocutore privilegiato nel confronto con chi sta perseguendo un progetto del quale gli aspetti negativi e la sostanziale inutilità sono state ampiamente illustrate. Gli studenti dovranno certamente essere l’elemento fondamentale di questo impegno comune di tutti contro lo spostamento dell’Università da Città Studi all’area ex- Expo; si dovranno prevedere momenti pubblici per portare la loro voce tra i cittadini della nostra Zona, per sensibilizzare tutta la cittadinanza su quello che potrebbe accadere e per spiegare la vera portata del problema.

Tre soggetti per un unico obiettivo! No al trasferimento dell’Università!

Circolo P. Impastato – Zona tre - Partito della Rifondazione Comunista


Ultimo aggiornamento : 18-04-2017 11:10

   
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