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Su questo sito l'ottimo articolo di Calamida sulla tragedia accaduta alla Thyssen ha provocato numerosi interventi, che si possono ritrovare nella sezione materiali e nei commenti.
Ne sono scaturite numerose proposte di lavoro, tutte ampiamente condivisibili.Questo articolo vuole informare su ciò che sta accadendo in Parlamento, che ha di recente licenziato la seconda bozza di testo unico sulla sicurezza del lavoro. Si capirà allora come, nel mentre cerchiamo di rimettere al centro la questione della difesa della salute, le proposte governative non sono sempre condivisibili, e rischiano di vanificare i nostri sforzi.
Nella sezione materiali potete leggere la bozza di testo unico sottoposta a CGIL-CISL e UIL e la loro risposta.
Il documento è stato consegnato ai sindacati concedendo un giorno di tempo per i commenti. Ciò la dice lunga su come i nostri governanti intendano la partecipazione. A parte ciò, il contenuto delle osservazioni,nonostante tutto inviate è un grido di allarme che va raccolto: la bozza è bocciata e rinviata al mittente, con le motivazioni che potete ritrovare nel documento alla sezione materiali.
Voglio qui mettere in evidenza altri aspetti della bozza, toccati anche dalla critica sindacale, che ritengo di fondamentale importanza, perché illustrano lo spirito nel quale si muove la legge; il fatto ci interessa perché, se non viene modificato, (anche con la nostra pressione, spero) le nostre buone intenzioni cozzeranno contro un muro.
La bozza ipotizza la creazione di due strutture nazionali che si occuperanno di infortuni e tutela della salute nei luoghi di lavoro: un comitato e una commisione.
Il comitato rappresenta due ministeri-lavoro e salute-supportati da tecnici INAIL e ISPESL. Ha il compito di stilare i programmi di lavoro, stabilire gli obiettivi, otimizzare le risorse,organizzare la ricerca nel campo. Presenta il piano di lavoro che viene sottoposto al parere della commisione permanente, che è formata da rappresentanti di ben sette ministri, più un rappresentante del presidente del consiglio. I magnifici otto vengono affiancati (per simmetria) da otto tecnici di nomina sindacale, otto tecnici di nomina padronale e otto rappresentanti delle Regioni.
Vista la composizione, delle due strutture la più importante è la seconda, che infatti ha il compito di emettere parere sul piano di lavoro presentato dal comitato, e quello di proporre leggi, emanare finanziamenti (soprattutto per le buone pratiche attuate dalle ditte , ma anche per la formazione,ecc.).
Come si può comprendere dalla lettura del testo, NESSUNA PARTECIPAZIONE DIRETTA E' PREVISTA PER I LAVORATORI E LE LORO RAPPRESENTANZE, che sono ridotti al ruolo meramente passivo di recepitori di programmi elaborati da altri, con la possibilità(se andrà bene) di esprimere un parere a posteriori in tempi non più lunghi di una settimana.
D'altro canto, nessuna meraviglia, si tratta della prosecuzione di una linea politica che ha radici lontane, per esempio nella tanto lodata Legge 626.
E' con questa legge infatti, derivata dalla Comunità europea, che si è messa la parola fine al metodo di indagine precedente, basato sullo statuto dei lavoratori, che stabiliva la possibilità per essi di fare indagini indipendenti, servendosi anche di tecnici di loro fiducia.
Per la 626 la valutazione dei rischi è fatta dal Responsabile della Sicurezza e dal datore di lavoro. Il rappresentante dei lavoratori viene 'informato', o al massimo'formato', oppure 'consultato.' Tutti coloro che intervengono in fabrica sanno cosa è successo: l'Rls è del tutto indifeso di fronte alla struttura tecnica dell'azienda ben più informata di lui e con capacità di intervento incomparabili.
Chi si aspettava che il testo unico, vista la presenza della 'sinistra' al governo, recuperasse terreno per l'azione autonoma dei lavoratori o delle loro rappresentanze, è rimasto deluso.
Ma c'è di più; le due strutture nazionali così concepite paiono voler dire:sicurezza e salute debbono essere compatibili con le esigenze di sette ministeri: lavoro, salute, opere pubbliche, agricoltura, trasporti, infrastrutture, e via cantando.
Pasticciaccio ingestibile; per fortuna di tutti la commissione sembra proprio costituita per non funzionare. Meglio sarebbe stato affidare ad una commissione tecnica il compito di confrontarsi con le parti sociali(in primo luogo con i lavoratori) e di stabilire con loro programmi ed obiettivi. Che i politici poi si assumessero la responsabilità di approvare o bocciare le proposte della commissione, con l'obbligo di chiarirne i motivi.
Ultimo aggiornamento : 15-01-2008 11:07
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