Ecco le prime 5 idee . Con l auspicio che altre ne arrivino ... le idee , se sono buone , contano . Salute , aria pulita e traffico, acqua pubblica, la città solare , la sovranità alimentare.

Idea n.1 La salute - art. 42 della Costituzione
Senza salute non c’è qualità della vita . " La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell' individuo..." recita l 'art.42 della Costituzione.
. La speranza di vita sana (cioè senza malattie) è diminuita di cinque anni per gli uomini e addirittura di
dieci per la donne. L’anno peggiore per la mortalità, cresciuta del 10 per
cento rispetto all’anno precedente, è stato il 2015 .
Per noi, l’aumento della povertà e il degrado del servizio sanitario pubblico sono due cause
importanti, ma non le sole. Il resto è causato dal degrado ambientale.

Proponiamo :

1. l’intensificazione dei controlli sulle sostanze chimiche distribuite in agricoltura e nei cibi coi
pesticidi, diffusi in ambiente dai processi di lavoro che utilizzano più di 100.000 sostanze chimiche
e diffondono negli ambienti di vita gli inquinanti con i loro prodotti e i loro rifiuti

2. L’eliminazione delle liste d’ attesa per le analisi e gli interventi urgenti

3.Il contrasto al faraonico progetto ( La città della salute) che prevede il trasferimento
dell’Istituto dei Tumori e del neurologico Besta nell’area dismessa della Falk di Sesto San
Giovanni. Progetto demenziale. Noi sosterremo invece la città della scienza, che inglobi città studi e i due
ospedali, col progetto di trasformare l’area in una zona senza traffico.

4. Il monitoraggio dei tumori di origine
occupazionale. Metodo occam .
A Milano sono state censite più di 100 aziende con la presenza di rischi eccessivi di canro; fra queste l’Alfa Romeo,
e ben 43 aziende con rischio di mesotelioma da amianto. Ma c’è di più: con questo metodo è
possibile controllare il carico di tutte le malattie che comportano un ricovero, e programmare
quindi adeguati interventi. Da più anni ormai la Regione Lombardia, pur avendo assorbito nel
suo programma sanitario il metodo OCCAM, lo tiene bloccato e di fatto ne impedisce l’utilizzo.
Sarà nostro impegno pretendere che questa situazione si chiarisca.

5. Eliminazione dell amianto .
Il piano Amianto regionale precisa gli interventi da effettuare per la eliminazione dell’amianto
dai luoghi di vita e di lavoro. E’ scaduto nel 2015, senza aver raggiunto l’obiettivo che si era
posto, di eliminare completamente l’amianto dalla regione in concomitanza con l’Expo Noi proponiamo la
bonifica completa di tutti gli edifici scolastici, delle aziende sanitarie, dei centri universitari,

6. La bonifica delle aree dismesse industriali e le discariche abbandonate.
In carenza di aree edificabili, a Milano si è aperta la corsa alle aree inquinate, per riutilizzarle, in specie per edifici abitativi e
commerciali. La speculazione opera in spregio a qualsiasi precauzione per tutelare i
cittadini che possono essere esposti agli inquinanti ivi depositati.
Sarà nostro impegno realizzare un piano bonifiche che vincoli la possibilità di interventi
su aree inquinate a regole precise e privilegi interventi con restituzione di dette aree alla
fruizione publlica, dopo la bonifica.

7.L' affermazione del diritto all 'aria pulita . L' inquinamento dell ' aria uccide . Le polveri sottili e ultrasottili sono all 'origine di tumorie e gravi malattie ( lo denuncia l' Ocse) . Proponiamo la drastica riduzione del traffico , il contrasto alla circolazione di Suv e auto diesel , la modernizzazione degli impianti di riscaldamento , un progetto per lo sviluppo e impiego diffuso di energia rinnovabile.

Idea n. 2- Traffico e inquinamento art.32 della Costituzione

L inquinamento dell 'aria uccide. Già a marzo a Milano l' inquinamento dell'aria per 34 volte era risultato oltre i limiti . Il bonus dei 35 giorni concesso dall'Europa per sforare la soglia delle polveri sottili (PM10) era esaurito . Milano è al secondo posto in Italia tra le peggiori città per la concentrazione di polveri sottilissime (PM2,5) . L 'inquinamento dell 'aria è denunciato dall' Organizzazione Mondiale della Sanità come causa di tumori e altre gravi malattie . Il traffico è una delle due principali cause dell' inquinamento. L ‘altra è il riscaldamento e l’emissione dei fumi . A Milano, in centro (zona C ) è migliorata la qualità della vita ed stato ridotto il traffico e di conseguenza l’ inquinamento . Ma non nelle periferie. Nulla è migliorato. Inoltre l' emissione di gas ( anche quelli dovuti al traffico) è un fattore importante del riscaldamento del pianeta. L'Italia , e anche la nostra città , si sta scaldando ad una velocità doppia rispetto a quella del pianeta. Se non si fa nulla a fine secolo l 'aumento della temperatura sarà di 4 o 5 gradi , città come Venezia verrebbero sommerse , avanzerebbero estese desertificazioni e 250 milioni di rifugiati climatici abbandonerebbero le loro invivibili terre. Anche dalle scelte del Comune e dai nostri comportamenti di cittadini dipende la lotta globale contro i rischi climatici. Occorre una svolta radicale, decisa e occorrono misure drastiche . Proporremo dal 2020 nessun suv e nessun diesel possa circolare nella città metropolitana .Non è una proposta provocatoria , ma intendiamo anche provocare l ‘attenzione da parte di tutti su quanto afferma l’ OCSE : per contenere entro i 2 gradi l’aumento della temperatura del pianeta dobbiamo ridurre dell’ 80% le emissioni derivanti dal consumo di carbone , gas e petrolio . Deve dunque radicalmente cambiare ciò che si produce e ciò che si consuma. Una nuova consapevolezza , una nuova cultura , responsabile verso tutta l’umanità e le nuove generazioni. E vi sono cose che si possono fare subito : la detrazione fiscale di 0,25 euro al Km per chi va a lavoro in bicicletta ( è già stato fatto, a Parigi) ; l’estensione dell’ area C a tutte le zone ; la restituzione ai cittadini ( cioè chiusura al traffico) , in tutte le zone, di piazze e vie nella stessa proporzione già realizzata nel centro città ; espansione dei parcheggi di corrispondenza e misure che ne impongano l’utilizzo incentivando l’uso dei mezzi pubblici . Occorre un cambio di mentalità e di rotta , di chi governa ma anche di noi cittadini.
Idea n. 3 Acqua pubblica

Dopo la vittoria del Referendum 2011, i vari governi che si sono succeduti hanno cercato di vanificare la scelta di 27 milioni di italiane/i per l’acqua pubblica, ricordandoci ancora una volta che le conquiste popolari vengono sempre rimesse in discussione. Il governo Renzi ha approvato una serie di norme che favoriscono la PRIVATIZZAZIONE dell’acqua. Queste scelte non sono coerenti con l’art. 41 della Costituzione : “L’ attività economica non può svolgersi i contrasto con l’utilità sociale o arrecare danno… alla libertà e dignita’ della persona….” L’ acqua è vita , il diritto all’acqua è condizione di vita dignitosa .
Con l’istituzione della CITTA' METROPOLITANA di Milano e l’abolizione della Provincia, i due ATO (Ambito Territoriale Ottimale) ai quali era affidato il governo del servizio idrico integrato del Comune e della Provincia sono stati unificati. Ma a chi passerà la gestione? Attualmente quella della città è in mano a MM e quella della ex-provincia a CAP.
L’attuale amministrazione del Comune di Milano ha lasciato le cose come erano senza preoccuparsi dei cambiamenti legislativi introdotti a livello governativo, che portano sulla strada della privatizzazione e che richiederebbero interventi decisi da parte del Comune per mettere al sicuro la nostra acqua pubblica.
In accordo con il Comitato Milanese Acquapubblica chiediamo che la gestione dell’acqua della Città Metropolitana venga affidata ad una NUOVA UNICA AZIENDA PUBBLICA, controllata dai Comuni, in cui sia prevista la PARTECIPAZIONE dei cittadini e dei lavoratori agli organi decisionali, perché possano esprimersi in merito alle scelte che riguardano un bene comune essenziale per la vita.
Chiediamo la costituzione di una nuova azienda pubblica anche per superare l’attuale status giuridico delle due società esistenti che, sebbene di capitale pubblico, sono società per azioni e, quindi, di facile accesso per i privati, qualora l’amministrazione pubblica decidesse di vendere delle quote.

Idea n. 4 : … per una green economy comunale – Art. 41 della Costituzione

Dopo l’Enciclica e dopo la Cop 21 occorre ripensare a Milano come una città solare Città da ridisegnare in funzione dell'alimentazione dal sole e della ricchezza di acqua e non con la dipendenza dalla combustione dei fossili.

Proponiamo una autentica "Green economy comunale", con aziende comunali, aziende private, artigiani, cooperative di giovani che concorrono a produrre soluzioni e cittadini-consumatori che le adottano nelle proprie case sostenute dagli incentivi del comune, fino alle scuole che hanno inserito nei loro programmi l'educazione alla riduzione dei consumi. La decarbonizzazione e la Città solare sono obiettivi coerenti con l’ Art. 41 : La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché ‘ attività economica pubblica e privata possa essere coordinata a fini sociali.

Proposte per efficienza rinnovabili e decarbonizzazione:
• Innovazione dei sistemi decentrati di produzione di energia elettrica.
• Costituzione di sistemi di accumulo di energia prodotta dalle rinnovabili.
• Progettazione e creazione di smart grid in base ad un progetto pilota di rete intelligente, secondo il modello di internet applicato all'energia.
• Realizzazione di nuovi quartieri e ristrutturazione di condomini a nullo o basso impatto ambientale (intervenendo in particolare sulla domanda termica).
• Abbandono del teleriscaldamento e dell’incenerimento come soluzioni al miglioramento dell’efficienza energetica.
• Promozione e costituzione di ESCO (agenzie per l'installazione di pannelli e la
coibentazione degli edifici) che sono fonte di buon lavoro, soprattutto per i
giovani.
• Istituzione di sportelli comunali in tutte le zone per suggerire
ai cittadini gli interventi più idonei nelle loro abitazioni e per offrire
loro progetti gratuiti per massimizzare i vantaggi, con emissione di buoni-servizio e credito agevolato a favore di proprietari di case e di piccole e medie imprese che vogliono adottare tecnologie solari e ridurre i consumi termici.
• Sostegno a soluzioni cooperative per gli inquilini (Gas dell’energia) che adottano pannelli solari installati negli edifici o in luoghi opportuni vicini o di
proprietà di enti o società disponibili all'affitto (tetti di capannoni, di
supermercati, pensiline di stazioni ferroviarie etc.).
• Creazione di veri e propri consorzi per la costruzione di impianti di grossa dimensione, superiore anche a 1MW (e.g. parchi eolici sulle strade di collegamento tra due diversi quartieri centri abitati in consorzio tra loro), per l’acquisto e lo scambio tra diverse comunità piuttosto che nell’esercizio collettivo di un potere contrattuale rilevante per l’acquisto di pannelli e componenti per impianti fotovoltaici. Decisiva al riguardo la ripubblicizzazione di A2A.
• Adozione da parte del Comune di motori ad alta efficienza per tutti gli impianti di condizionamento dell'aria; emanazione di una normativa per la loro obbligatorietà nell'area cittadina (con un risparmio energetico e di
emissioni valutato nell'ordine del 4% del totale!).
• Rifacimento dell’illuminazione con led su pali WI-FI.
• Costituzione dell’Assesorato all’Energia&Clima
° Contrastare la progressiva privatizzazione di A2A che si avvia a diventare la multiutility della Lombardia, assorbendo le storiche municipalizzate e mantenendo una attenzione quasi esclusiva alle fonti fossili.

Idea n.5 : Sovranità alimentare – art. 44 della Costituzione

Il fallimento di Expo rispetto al tema “Nutrire il Pianeta” si declina con gli scarsissimi contenuti in proposito, con la promozione delle grandi multinazionali dell'agrobusiness e con la incapacità di darsi come obiettivo la Sovranità alimentare come percorso per affrontare seriamente il problema della fame e della malnutrizione, sulla scorta di quanto proposto da decenni da Via Campesina.
Milano avrebbe dovuto avere o dovrebbe avere questa ipotesi come vero “dopo Expo”, ma al massimo ci si sta ponendo il problema della riduzione degli sprechi alimentari o poco più, peraltro figli essi stessi del modello di produzione agroindustriale e della mercificazione del cibo.Oggi Milano deve coniugare l'obiettivo della sovranità alimentare col fatto di essere il secondo comune agricolo d'Italia con oltre 3000 ha di territorio agricolo all'interno dei confini comunali .Si tratta innanzitutto di creare le condizioni di una trasformazione dell'attuale modello agricolo industriale che ne costituisce la prevalente caratteristica con le sue monocolture e gli allevamenti intensivi, in direzione di una progressiva agrobiodiversità (condizione ineludibile per praticare la sovranità alimentare), reintroducendo colture abbandonate (a partire dalla frutticoltura e dalla orticoltura, dal frumento, ecc) e allevamenti ecosostenibili.
Siccome il modello agricolo va anche modificato verso la sostenibilità ambientale (il 40% dei cambiamenti climatici sono dovuti al l'agricoltura industriale e alla sua catena indotta), il processo deve essere accompagnato e va iniziato subito, pena il progressivo abbandono delle attività agricole dal territorio con anche la loro funzione di presidio del territorio stesso.Vanno create e sostenute le esperienze autorganizzate del consumo critico, che devono sempre più muovere nella direzione di strutturare le filiere agroalimentari ecosostenibili. Nel rispetto della Costituzione (art.44 : Al fine di conseguire il razionale sfruttamento del territorio e di stabilire equi rapporti sociali la legge impone vincoli e obblighi alla proprietà terriera privata…) proponiamo :

– Una buona pianificazione delle coltivazioni, evitando sovrapproduzioni e sprechi
– Demercificazione del cibo e applicazione di prezzi trasparenti
– Costruzione di relazioni
– L’espansione della sovranità alimentare e la costruzione di filiere strutturate per andare incontro alle richieste di nuovi modelli sociali ed economici (altreconomia)
La domanda di ristorazione pubblica va inoltre indirizzata verso la produzione agricola biologica locale così da essere da incentivo alla trasformazione produttiva (di prodotto e di processo) del modello agricolo, accompagnando altresì questa progressiva mutazione con il sostegno alla cooperazione tra gli agricoltori, incentivando le forme produttive consortili e fornendo le basi per il supporto logistico necessario.