Home arrow La costruzione della sinistra arrow Ma con Sala NO . Intervento di Basilio Rizzo all' assemblea post expo.

logo

Ma con Sala NO . Intervento di Basilio Rizzo all' assemblea post expo.
(2 voti)
 

Scritto da Franco Calamida, 29-01-2016 16:03

Pagina vista : 2059

Favoriti : 265

Pubblicato in : La costruzione della sinistra, La costruzione della sinistra


Questo è un articolo redatto da Beppe Caravita per il giornale on line   z3xmi   .  Leggetelo , poi decidete se voterete Sala come Sindaco . O se invece non sia il tempo giusto per aprire un' altra prospettiva  . Se Sala vincerà le primarie anche per chi vi ha participato si porrà il problema della lealtà : a Sala , con il ritorno al passato , inquietante e corrotto, o alle persone ,alla città ,  a Milano ? E' pensabile   una lista o coalizione  alternativa , della solidarietà e della giusizia sociale , che raccolga il voto  dei  tanti e tante che dicono : MA CON SALA NO ? Anche il M5S dovrebbe ragionare su questa ipotesi. Difficile , certo , ma ragionevole se si ponesse il bene delle persone e le prospettive della città come priorità su tutto. franco calamida .


rizzo2

Sala Alessi (piena), Palazzo Marino, martedì scorso. Organizza Costituzione e Beni comuni, l’associazione creata da esponenti storici della sinistra milanese, da Franco Calamida a Vittorio Agnoletto, a Emilio Molinari. Il tema: il bilancio di Expo e il suo dopo. E, manco a farlo apposta, sotto la lente va proprio la gestione di Beppe Sala, che di Expo è stato l’artefice e ora si appresta a correre, in pole position, per la poltrona di sindaco di Milano.

Principale relatore, com’era prevedibile, Basilio Rizzo. Oppositore puntuto in consiglio comunale fin dal 1983, quando contestava la Milano da bere e i suoi infausti corifei.  Fresco dalla movimentata audizione di Sala del giorno prima, in cui il commissario Expo ha cominciato a esporre ai consiglieri comunali le prime cifre a consuntivo dell’evento, Rizzo fin da subito le ha contestate in pieno. .

Secondo alcune stime il totale dei fondi pubblici messi dentro Expo supererebbe il miliardo, a fronte di soli 14 milioni di patrimonio netto restante.

Al termine di tutto questo discorso ci hanno detto che il successo sta nei 21 milioni di visitatori. Ma 5 milioni sono stati i visitatori serali. Tra cui tanti milanesi che hanno scelto l’Expo come meta gastronomica. Insomma: un grande ristorante, in cui abbiamo speso quello che abbiamo speso.  Denari pubblici, di tutti. Per favorire ristoratori e simili>.

E si tratta di quattrini pubblici non solo del Comune. Ma della Regione e dello Stato centrale. Tutti salvo una, la Camera di Commercio, presieduta da Diana Bracco che ha assunto anche la presidenza della società Expo. .

La gestione di Expo come, di fatto, grande ristorante ha una conseguenza precisa, secondo Rizzo: .

Purtroppo però la gestione di Expo 2015 ha completamente disatteso la sua impostazione iniziale. Nutrire il pianeta e energia per la vita è rimasto uno slogan. Poche le occasioni di approfondimento, pochi gli sviluppi tematici, nessun coinvolgimento sulla decarbonizzazione e le energie alternative – rileva Mario Agostinelli – e del tutto marginali quelle sulle filiere agricole sostenibili – spiega Vincenzo Vasciaveo dell’associazione per il parco Sud. In sintesi. Un grande evento a cui le ruote sono state cambiate in corsa, a favore di quelle più facili e scontate delle gastronomie.

.

Il percorso di Expo, con la sua catena di litigi e poi emergenziale ha generato un altro frutto avvelenato.

Qui l'autorità nazionale anticorruzione ha espresso pesanti dubbi sulla mancata osservanza della disciplina degli appalti quando è stato affidato in modo diretto ad Oscar Farinelli il servizio pubblico di ristorazione per due edifici del decumano, a condizioni particolarmente vantaggiose e di maggior favore, se paragonate a quelle più rigorose per altri. .

I giudici però hanno deciso di non procedere. Manca l’elemento psicologico, intenzionale, richiesto dal reato di abuso d’ufficio. Anche se però il vantaggio concesso a Eataly è indiscutibile.

E poi il confuso capitolo delle due società pubbliche Expo. L’Arexpo, che detiene la proprietà dell’area. E Expo spa che ha gestito l’evento. La seconda ha pagato le bonifiche, 72 milioni, e poi richiede alla prima 75 milioni come incremento di valore (infrastrutture…) delle aree. .

Ma il peggio potrebbe venire tra qualche mese, quando verrà definitivamente votato il bilancio di Expo. Questo verrà messo sotto scrutinio, in un (normale) dibattito consiliare per l’uso degli ingenti contributi comunali e pubblici ottenuti.< Ma se fosse Sala il sindaco? Si metterebbe davanti allo specchio la mattina, Sala-sindaco a chiedere conto a Sala-commissario expo del suo operato? E di converso Sala-commissario rivendicherà allo specchio le cifre mancanti ad Arexpo, di cui è azionista-sindaco? Pensate che potrà reggere una situazione di questo genere, che in italiano si chiama conflitto di interessi?>. Una situazione abnorme.

. Si metterà la spazzatura sotto il tappeto.

Ma il deus ex machina finale sarà Cassa depositi e Prestiti. Dove Sala ha pure un seggio in consiglio di amministrazione. Quindi quando si discuterà di Expo, Sala uscirà dalla stanza>. Oppure si dimetterà, come ha annunciato.

.

Essenziale, per Rizzo, un referendum consultivo (che può essere chiesto da tre consigli di zona) sulla destinazione delle aree del post-expo.  .

 


Ultimo aggiornamento : 29-01-2016 16:06

   
Cita questo articolo nel tuo sito web
Preferiti
Stampa
Invia ad un amico
Articoli correlati
Salva in del.icio.us

Commenti utenti  File RSS dei commenti
 

Valuazione utenti

 


Aggiungi il tuo commento
Solo gli utenti possono commentare un'articolo.

Nessun commento postato



mXcomment 1.0.9 © 2007-2018 - visualclinic.fr
License Creative Commons - Some rights reserved
< Prec.   Pros. >
Notizie - La costruzione della sinistra

Newsletter

Tieniti aggiornato con le news della Sinistra di Milano
La Sinistra in Zona - Milano


Ricevi HTML?

Feed RSS

Come fruire di un feed RSS
Sottoscriviti a questo Feed