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Il dopo assemblea del 21 aprile....
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Scritto da Franco Calamida, 22-04-2015 14:46

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Pubblicato in : La costruzione della sinistra, La costruzione della sinistra


in conclusione dell' assemblea del 21 aprile sono stati letti stralci di questa proposta di discussione , il cui testo riportiamo integralmente. E' stata fatta la proposta di avviare un confronto esteso a quanti erano presenti all' assemblea per produrre un "documentino" con le proposte sul come dare continuità a quanto espresso dagli iterventi in assemblea.

MILANO EXPO’ 2015:

LA SOVRANITA’ ALIMENTARE COME ALTERNATIVA PRATICABILE

 

Questa Expo 2015 non può “Nutrire il pianeta”, può solo essere la vetrina di un modello basato sull'ingiustizia alimentare, che separa il Nord e il Sud del mondo, i ricchi e i poveri. Il 73% del mercato delle sementi è in mano a 5 multinazionali, che coi loro brevetti impediscono di conservare e ripiantare i semi; delle multinazionali che parlano di libero mercato e concorrenza ma godono di un'enorme mole di finanziamenti pubblici a discapito di un politica di rilancio agricolo. Ciò contribuisce a enormi esodi migratori di disperati dal Sud al Nord del pianeta, dalle campagne funestate dallo scippo delle terre alle città. Uno squilibrio che non può che generare guerre e ingiustizie.

 

La sovranità alimentare è una necessità per affrontare e risolvere i problemi della malnutrizione e della fame di un numero crescente di popolazione mondiale, la strada per l'autodeterminazione dell'agricoltura come autodeterminazione dei popoli del Sud e del Nord del mondo. La biodiversità, il diritto alla terra e all'acqua, il rispetto dei diritti del lavoro bracciantile, la democratizzazione del progresso tecnologico in agricoltura, è la premessa per godere di cibo sano e non avvelenato e omologato. E’ tempo di prendere nuova coscienza del nostro futuro e del futuro delle giovani generazioni. 

 

Non si costruisce sovranità alimentare a livello globale, se non la si pratica a partire dai luoghi in cui viviamo. Milano della moda, della tecnologia e della comunicazione, ha la possibilità di mostrare al mondo una via concreta e possibile di sovranità: Il Parco Agricolo Sud con i suoi processi di riavvicinamento tra città e campagna. Numerose sono le esperienze di pratiche facenti capo all’economia solidale e ai concetti di filiera corta e Km 0, insieme al raccordo con le elaborazioni delle università milanesi sulla riqualificazione dell’agricoltura e la sua priorità nell’economia più in generale, e sulla difesa del territorio dal consumo sfrenato di suolo che il liberismo pratica ormai senza razionalità.

 

Proponiamo quindi ai cittadini, alle associazioni, alle forze politiche e sociali disponibili, di avviare una vera e concreta azione vertenziale nei confronti delle amministrazioni comunali e della Città Metropolitana. UN PIANO E UNA VERTENZA PER LA SOVRANITA’ALIMENTARE DELL’AREA METROPOLITANA MILANESE. La base è l’assoluta e radicale difesa del suolo agricolo e del Parco Agricolo sud Milano. Pensiamo necessario l’eliminazione ogni norma di PGT che assegna valore immobiliare alle aree agricole del PASM (Parco Agricolo Sud Milano) dentro il territorio comunale, per scambiarle obligatoriamente con possibilità di costruire in siti diversi e dismessi nella città. Il PASM deve essere considerato non solo il fondamentale polmone verde di Milano, ma il bacino alimentare per nutrirla, modificandone anche le attuali caratteristiche produttive, oggi basate sulle monocolture e gli allevamenti intensivi improntati all’uso massiccio della chimica, con tutto il loro portato di impatto ambientale negativo, di problemi per la salute e di progressiva riduzione delle aziende agricole.

 

Il Comune di Milano e la Città Metropolitana devono farsi promotori di una domanda di produzione agricola qualificata e sostenibile, capace di sostenere l’agricoltura periurbana, ma anche di favorirne la progressiva agrobiodiversità, in alternativa ai modelli agroindustriali monoculturali. Per nutrire una città e un popolo in termini di sovranità alimentare occorre poterne soddisfare la domanda agrobiodiversa, che oggi viene soddisfatta importando dall’estero, spesso a scapito della sicurezza alimentare dei Paesi esportatori. Per fare questo è necessario quindi modificare il ruolo della società Milano Ristorazione, che coi suoi 80/90.000 pasti giornalieri, potrebbe determinare una svolta decisiva nel tipo di alimentazione, nel supporto all’agricoltura sostenibile locale e per una cultura alimentare nelle scuole e nella società coerente con la sovranità alimentare e la difesa del territorio agricolo. In un’ottica metropolitana, collocare anche la domanda di ristorazione ospedaliera e ristorazione collettiva pubblica in generale possono essere trainate da questo percorso. Importante è quindi anche ridefinire il ruolo strategico della So.Ge.Mi./Ortomercato in relazione ai temi della produzione ortofrutticola sostenibile e piattaforme logistiche.

 

La realizzazione a Milano di costruzione delle municipalità milanesi e la costituzione della Città Metropolitana, rendono possibile lo sviluppo di una diversa partecipazione dei cittadini mettendo a disposizione spazi e luoghi che favoriscano l’incontro da domanda qualificata e produzione agricola sostenibile e locale, favorendo le associazioni, i GAS e i GASP nella città di Milano ed in ogni comune dell’area metropolitana. E’ quindi importante che in ogni municipalità milanese, come i comuni dell’area metropolitana, valorizzino le reti di Gas e cittadini, mettendo a disposizione spazi per la loro autorganizzazione (riunioni, stoccaggi, formazione ed informazione, ecc) e supporti la loro attività, nel rispetto della loro autonomia. L’esempio del Buon Mercato di Corsico può essere da esempio per l’intera rete dei comuni della Città Metropolitana.

 

Allo stesso tempo Milano può avviare un vero piano di valorizzazione e riqualificazione di spazi già destinati a funzioni commerciali tradizionali, come i mercati comunali coperti, sostenendo anche le esperienze di mercati scoperti di produzioni locali e sostenibili. Si va dalla messa a disposizione di corner nei mercati attuali a ipotesi più coraggiose di interi spazi destinati all’incontro tra domanda e offerta, cioè tra cittadini milanesi e contadini di prossimità, anche sulla scorta di analoghe e funzionati esperienze in atto nell’hinterland. Qui pensiamo necessario superare la logica del “dare in gestione”, che si scontra con le attuali scarse possibilità finanziarie di questa nuova economia agricola, pensando invece a percorsi di copromozione, utilizzando anche finanziamenti da parte di enti e fondazioni in tal senso orientati in alcuni loro settori di attività.

 

Và ripensato e riposizionato il campo delle cascine di città, oggi in buona parte ancora in dismissione o in degrado, oppure sottoposte alla logica del “bando”, che nella sua rigidità impedisce ai soggetti della società civile di apportare il proprio contributo al recupero e riuso. Vanno attivati processi di collaborazione con la società civile (anche in questo caso poggiando su esperienze in atto) perché questi luoghi diventino “vetrine” del parco Sud per la città, sia in termini commerciali, sia in termini culturali e di conoscenza, di formazione e informazione, di attivazione di percorsi ricreativo-culturale attraverso una nuova idea di turismo responsabile, che possa anche sostenere il reddito da multifunzionalità delle cascine, consentendo quindi loro di rimanere sul territorio in funzione di presidio. Dove le cascine di proprietà comunale abbiano conservato attività produttive con gestioni di affittuari, esse vanno sostenute al pari delle altre nei termini soprarichiamati, favorendone possibilmente la conversione ad agricoltura sostenibile e biodiversa, in funzione di progetti pilota anche per il privato. Il primo sostegno è quello dei contratti di affitto, che, contrariamente a quello che succede da parte dei proprietari privati, debbono essere lunghi e dare respiro alle attività produttive ed agli investimenti che si rendono necessari.

 

L’avvio della Città Metropolitana consente di meglio definire l’azione a tutela del PASM dei 60 comuni coinvolti. Il Parco Sud va considerato una necessità agricola, ambientale, turistica e che quindi va difeso cm su cm, contro la logica delle perequazioni urbanistiche o della ricerca di oneri di urbanizzazione da parte dei Comuni. La neoagricoltura va concepita come la vera infrastruttura necessaria nel PASM, valorizzando vie d’acqua e ferrovia per l’economia agricola e non solo che vi si sviluppa o si potrebbe sviluppare, con destinazioni di città riqualificate (darsena, verzieri), contro le inutili e devastanti autostrade in progetto. Comuni virtuosi, comitati, reti di economia solidale possono oggi unificarsi in un unico movimento civile contro le politiche infrastrutturali distruttive ed inutili a favore di un diverso modello di mobilità delle persone e delle merci e di una nuova economia.

 

Ci rivolgiamo alla sensibilità di ogni cittadino, associazione, sindacato, forza politica, per costruire insieme una coalizione di idee, proposte e pratiche, che rimetta al centro la SOVRANITA’ ALIMENTARE DELL’AREA METROPOLITANA MILANESE, cambiando i paradigmi dei consumi, dello sfruttamento intensivo del suolo e per la tutela ambientale dei beni comuni di tutti: la terra, l’acqua, il cibo.

 

 

 

 

 

 

 

 


Ultimo aggiornamento : 22-04-2015 14:46

   
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