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Report e documenti del Convegno del 7 febbraio
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Scritto da Franco Calamida, 22-03-2015 22:16

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Pubblicato in : La costruzione della sinistra, La costruzione della sinistra


Ancora informazioni sul Convegno " Nutrire il pianeta o nutrire le multinazionali "


Di seguito trovate un ampio resoconto del Convegno del 7 febbraio scorso e la sintesi di alcuni intgerventi scritta da Bianca Dacomo Annoni per il giornale Z3 x MI (giornale di zona 3). 
Dopo il convegno, il 26 febbraio, si sono riunite  numerose associazioni, comitati, gruppi, studiosi e forze politiche con  l'obiettivo di contribuire a colmare lo iato esistente tra i principî ispiratori di Expo, formalmente condivisi da tutti, e la concreta gestione dell'evento. A conclusione dell'incontro si   è  concordato di scambiare informazioni relativamente a tutte le iniziative promosse dalle singole associazioni, e soprattutto di avviare la realizzazione di alcune iniziative promosse e gestite congiuntamente da diverse associazioni. Di seguito trovate un ampio resoconto della riunione preparato da Guglielmo Spettante.



Bianca Dacomo Annoni

Expo: un'analisi critica. Nutrire il pianeta o le multinazionali?

“ … Expo ora c’è… dobbiamo rovesciarne per quanto possibile l’impostazione tutta commerciale e recuperarne i contenuti veri, attraverso analisi e denunce precise e circostanziate, sostenute da un’informazione capillare e azioni concrete”. Questo il senso ultimo e l’obiettivo politico del convegno internazionale che sabato 7 febbraio si è svolto a Palazzo Marino.

Si respira l’aria delle grandi occasioni in Sala Alessi sabato mattina, un pubblico foltissimo già prima delle 9, e infatti si inizia con puntualità svizzera e del tutto inusuale alle 9.30, gremita la sala con tutti posti a sedere occupati e molti in piedi, sotto il palco, ai lati, gremiti di gente in piedi l’atrio che precede la sala e la saletta laterale, dove si può ascoltare ma il video non funziona…

Un pubblico a maggioranza di età medioalta ma anche molti giovani, e classi di studenti che accoccolati ai lati del palco, attenti e silenziosi, prendono appunti.. Non si vedeva da tempo…
Il convegno è trasmesso anche in streaming, si può rivederlo su youtube collegandosi a   http://youtu.be/MRu4_3Ec3_Y , grazie alla collaborazione operativa di Matteo Calise, consigliere 5stelle in consiglio comunale.

Una bella partenza quindi, grande energia trasmessa dai relatori, voglia di riflessione e insieme di testimonianza, non di conflitto sterile ma di ricerca e pratica di alternative ancora possibili:  più volte e quasi in tutti gli interventi si riafferma che “Expo ora c’è, anche se molti di noi avrebbero voluto non ci fosse, dobbiamo stravolgerne per quanto possibile l’impostazione tutta commerciale e recuperarne i contenuti veri, attraverso analisi e denunce precise e circostanziate, sostenute da un’informazione capillare e azioni concrete”.
Questo il senso ultimo, e l’obiettivo politico dell’incontro, ma vengono via via proposti anche obiettivi molto concreti da raggiungere tutti insieme, da qui alla fatidica data del 1° maggio ma anche molto oltre, una battaglia su tematiche che sono quelle del nostro futuro prossimo che quindi ci riguardano tutti.

Un grazie anzitutto a tutti i relatori-organizzatori, perché è andata proprio così: ospiti arrivati da fuori a parte, relatori e coordinatori sul palco sono gli stessi che hanno molto lavorato per rendere possibile questa giornata; in ordine di ‘apparizione’ Franco Calamida, Piero Basso, Curzio Maltese, Anita Sonego, Susan George, Emilio Molinari, Flavio Valente, Vittorio Agnoletto, Basilio Rizzo, Moni Ovadia.
Crediamo che nessuno di loro abbia bisogno di presentazione, ma trovate la loro’qualifica’  di appartenenza nel programma del convegno.

Si procede con ritmi molto serrati, tanto da concludere nei tempi previsti, nonostante le inevitabili lungaggini-pesantezze delle  traduzioni in differita. Nessuno spazio per interventi dal pubblico - ma in questo caso non è possibile altrimenti - però lettura di alcuni contributi scritti (Joao Pedro Stedile, Sem Terra, Brasile – Comitati No Canal – Libera – Giorgio Ferraresi, ne pubblicheremo i testi).
La sensazione comunque è di voglia di ascoltare - e anche molto applaudire - piuttosto che di intervenire; molti i già consapevoli ma anche molti che cercano strumenti per una conoscenza più approfondita, dei temi ma anche di ciò che si sta muovendo dietro le quinte, a livello istituzionale locale ma anche nazionale, europeo e mondiale.

Le tematiche si articolano lungo un percorso molto preciso:
Piero Basso ripercorre la storia di Expo - dalla gara del 2006 e grandi ‘campagne acquisti’ all’estero per l’assegnazione a Milano, passando attraverso promesse disattese , conflitti d’interesse, corruzione, fino a oggi, “…cronaca di otto anni di rincorsa all’Expo. Lotta per le poltrone, speculazione sulle aree, malaffare: con Expo abbiamo visto di tutto, anche al di là delle peggiori previsioni.”, e conclude con amarezza Basso “… la Magistratura interviene a fatti avvenuti, la Politica dovrebbe prevenire…”
Curzio Maltese, parlamentare europeo, tracciaun quadro allarmante dell’ideologia neoliberista dominante in Europa,  che arriva con la gestione Junker a nominare un petroliere commissario all’Ambiente. In tutte le Commissioni l’obiettivo finale è la privatizzazione, preceduta ma solo a parole da dichiarazioni di rispetto dei diritti. Si è costituito però un intergruppo parlamentare dei Beni Comuni, una minoranza politica che ha alle spalle una maggioranza sociale… Parafrasando il titolo del convegno, e collegando le tematiche di Expo con la situazione della Grecia, Maltese chiede: nutrire il popolo greco o le banche?

Dalle malefatte italiane alle politiche europee legate al ‘pianeta da nutrire’ il filo rosso del Convegno si snoda lungo territori più analitici, esaminando e denunciando le contraddizioni di un ‘rapporto contro natura’ di cibo e finanza, le implicazioni del diritto all’acqua come bene comune, il paradosso della sovrapproduzione alimentare a fronte dei milioni di morte per fame.

Susan George, studiosa  nell’ambito delle scienze sociali, membro della direzione del  Transnational Institute di Amsterdam/Parigi, che qui si autodefinisce “attivista per il cibo e la difesa dell’ambiente” , smaschera le false motivazioni addotte dai governi per spiegare la grande crisi alimentare del 2008 che ha provocato rivolte in oltre 30 paesi e centinaia di milioni di nuovi affamati nel mondo.
Tra i veri motivi ricorda la destinazione di 1/3 di tutti i terreni agricoli degli Usa alla produzione di biocarburanti,  gli scarsi investimenti della Banca Mondiale nell’Agricoltura, e soprattutto la speculazione sui Futures, contratti che impegnano ad acquistare o vendere, in una data futura, una determinata quantità di merce o attività finanziaria ad un prezzo prefissato, generando speculazioni finanziarie legate a prodotti alimentari specifici (grano, soja, …) e mercati volatili, che hanno visto nel 2008 crescere del 20% in un solo giorno il prezzo del frumento.
La studiosa ricorda tra le conseguenze della grave crisi alimentare del 2008 il recente accaparramento delle terre in Africa da parte di nuovi soggetti (Cina, Corea del Sud, Arabia Saudita, Emirati), che stravolgono l’identità tradizionale dei contadini che coltivavano le proprie terre trasformandoli in braccianti affamati.
La minaccia più grave oggi sono i TTIP (Trattati di Partenariato Transatlantico su commercio e Investimenti) accordo commerciale di libero scambio tra Usa e Europa in corso di negoziazione dal luglio 2013, negoziato semi-segreto che porterebbe ad una messa in discussione di standard e normative ambientali e sociali, considerate troppo spesso come impedimenti tecnici al libero commercio, e a uno strapotere delle multinazionali che spesso decidono le politiche dei governi; è previsto per questa settimana l’accordo sui mercati alimentari, che darebbe via libera agli Ogm. E’ in corso anche in Italia una campagna di raccolta firme, e Susan George invita tutti i presenti a informarsi e sottoscrivere la petizione.

Denunce e inviti pressanti a far sentire la propria voce in difesa dei diritti più elementari – all’acqua, al cibo – nell’intervento appassionato di Emilio Molinari, voce già arrivata ai nostri lettori con l’intervista pubblicata la scorsa settimana; che incalza: “… se Expo non dà voce ai contadini in lotta, se non capisce che nutrire il pianeta deve tradursi in un recupero di sovranità alimentare …… se non fa i conti con le multinazionali che intendono marginalizzare la politica, stravolgere la democrazia rappresentativa e ogni partecipazione popolare, allora Expo diventa la vetrina dei colpevoli. Se si risponde che Expo non è un evento politico ma solo un’esposizione, allora Expo è un grande imbroglio. Perchè 70 multinazionali partner di Expo sono un fatto politico….”. Molinari conclude il suo intervento indicando come vero successo del Convegno in corso il saper dare continuità alle cose dette.

E le denunce continuano con Flavio Valente, segretario generale di FIAN, organizzazione non governativa per il diritto al cibo, presente in oltre 50 paesi, che ha raccolto in 20 anni di attività oltre 600 casi di violazioni del diritto al cibo, generalmente attraverso l’accaparramento di terre e risorse, spesso ad opera di multinazionali, le grandi protagoniste della fiera Expo. Se ne potrebbe fare un lungo elenco solo con quelle citate in questo Convegno: Nestlè, Monsanto, Bayer, Barilla, Coca Cola, Syngenta, … cui Expo si appresta a offrire una vetrina mondiale.

Il 42% dei poteri mondiali è gestito da multinazionali, segnala Vittorio Agnoletto, tra gli applausi liberatori di un pubblico che mostra di condividere tutta l’indignazione espressa da numeri e percentuali che si susseguono implacabili: una mappa impressionante dei marchi controllati da molte multinazionali, i numeri  del loro controllo di azionisti e di capitali, slide efficacissime – purtroppo non possiamo utilizzarle - che denunciano con chiarezza il dominio totale della finanza sui governi e gli stati. Una concentrazione di ricchezza incompatibile con la democrazia, ha detto  un giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti!
Si interroga Agnoletto: ma il Comune di Milano non poteva gestire Expo in altro modo? Perché siamo noi a dire queste cose?  Almeno, non ha calpestato il nostro diritto a organizzare e svolgere in questa sede il nostro Convegno, e a differenza della grande kermesse con Renzi alla Bicocca sala Alessi è aperta a tutti i cittadini (commenta Basso).

Tocca a Basilio Rizzo, presidente del Consiglio Comunale, rivelare i retroscena e gli intrecci politica/affari che hanno accompagnato e ancora determinano scelte importanti di Expo – da inviti a tutti i paesi a inviti solo ai paesi ricchi, corruzione negli appalti e nella ricerca fondi presso gruppi finanziari, scelta delle aree, poteri affidati a Commissari sottraendoli ai cittadini, vedi il caso della M4 – e Rizzo lo fa con la chiarezza e l’equilibrio che lo contraddistinguono.

A chiudere è Moni Ovadia, sommerso di applausi mentre invoca una cultura di giustizia per una città globale. Uguali diritti per tutti è principio di giustizia, che non è esercitata dalla magistratura, dai tribunali o dalle carceri, ma era contenuto già nei vangeli; e disuguaglianza è fondamento di tutti i mali, dice papa Francesco. Il senso ultimo della politica è costruire, qui e ora, una società di giustizia, dove sia rispettata l’integrità dell’essere umano, e mangiare e bere non siano atti di sopravvivenza ma di vita. Invita a lottare e non arrendersi, perché la forza morale è vincente.

Il messaggio che viene dal convegno è quello che la risposta al dramma della fame nel mondo non può essere affidata a quelle multinazionali dell'alimentare che sono le prime responsabili del disastro, mentre è proprio la la Fondazione Barilla Center for Food and Nutrition (BCFN) che è stata incaricata di preparare il Protocollo, o Carta di Milano, documento-chiave di Expo che propone un “accordo globale sull'Alimentazione e la Nutrizione” da sottoscrivere in chiusura della grande kermesse:
Contro questa impostazione tutta commerciale e perché viceversa Expo sia anche occasione di un reale confronti, continuiamo a cercare tutti gli spazio possibili per far sentire la nostra voce.



Guglielmo Spettante

L'incontro del 26 febbraio con una serie di realtà sul territorio che operano per la sovranità alimentare, il consumo critico e per la difesa dei beni comuni: cibo, acqua, suolo ed energia.

Franco Calamida (Costituzione Beni Comuni)
Questa riunione vuol dare continuità al convegno del 7 febbraio con il trasferimento sulla città dei valori e temi trattati partendo dalle attività concrete presenti sul territorio che riguardano il consumo critico, la sovranità alimentare, lo sfruttamento del territorio, rapportando l'Expo con i bisogni reali che queste realtà esprimono, cercando di mettere in relazione e condivisione tutto quanto avviene di concreto nel territorio metropolitano, ragionando assieme delle esperienze esistenti e delle iniziative che ognuno autonomamente propone, utilizzando le reti di comunicazione di cui disponiamo per potenziare e dare sinergia alle iniziative, per convergere poi su quelle che ottengono l'attenzione di tutti.
Una prima ipotesi di iniziativa comune può essere quella di realizzare un documento: Expo, la Buona Carta per Milano in cui i temi del convegno e le esperienze sul territorio producano un manifesto di 2/3 pagine.

Emilia (Consumietici)
Proposte di iniziative:
Ccontroinformazione ed azioni;
Ospitalità e coinvolgimento delle persone che verranno per l'evento;
Un simbolo comune per AltrExpo, per esempio delle bottiglie vuote caratterizzate con le guglie del Duomo come emblema di Milano
Essere un libro che cammina con frasi in tante lingue diverse, frasi che possano fare controinformazione e che tutti possano utilizzare in modo da essere un racconto vivente dell'AltrEXPO
Un grande mercato giornaliero durante l'Expo, la nostra piazza in cui ci si incontra e si faccia festa.

Vincenzo Vasciaveo
La nuova agricoltura come paradigma che possiamo applicare a tutto l'universo dei settori produttivi.
Costruire filiere agroalimentari sostenibili per dimostrare che nel nostro territorio a partire dai bacini agricoli esistenti, Parco Sud ed altri è possibile creare un percorso (già i contadini ci lavorano, ci sono i gruppi di acquisto..) di sovranità alimentare, sulla base anche delle cose dette al convegno.
Si pone anche il problema dei mercati comunali di Milano da trasformare, gradualmente con l'aiuto del gruppo consiliare, in una realtà che sia punto di connessione, incontro, tra campagna e città, esperienza concreta di sovranità alimentare e commercio sostenibile come i mercati contadini, per creare una rete di economia solidale tra amministrazioni locali e territorio.
Incontri periodici di approfondimento su temi specifici per esempio su OGM

Maurizio Demitri (prendiamoci cura di Rho)
Bisogna superare l'esperienza negativa dei classici mercatini BIO, ormai diventati una replica del modello grande distribuzione, in cui la spinta all'acquisto si concentra sulle grandi marche, perdendo ogni relazione con i produttori, nel solido meccanismo dei consumi ad oltranza.
Occorre attivare relazioni con i contadini per organizzare questi spazi in una prospettiva di consumi sostenibili e sovranità alimentare.
Riutilizzare l'area di Expo pensando anche ad un piano del cibo per la città di Milano e l'area metropolitana.

Giorgio Ferraresi
Abbiamo già un patrimonio e tradizione delle esperienze contadine di altra agricoltura e distribuzione alternativo.
Esistono già esperienze ed elaborazioni teoriche che si devono connettere e mettere in relazione ed esprimersi ma che non troveranno in Expo questo spazio.
Occorre quindi organizzare e far crescere queste esperienze e che le loro parole, i codici espressi siano le parole d'ordine per il territorio, contrapponendole a quelle che si reciteranno ad EXPO: dare risposte alternative a tutti i problemi di EXPO.
Esiste già un progetto vivente, presente anche nei nostri territori, più meno forte che dobbiamo solo cercare di connettere e consolidare anche rispetto da EXPO, con una propria autonomia all'evento. Fondare una reale alternativa e non solo mostrarla, farla crescere. Conoscere e informare dove sono i problemi aperti, dove sono le rivendicazioni sul territorio; su questi temi: la gestione dei mercati pubblici, la logistica dei piccoli contadini, ecc.
Organizzare o provocare attività con le grandi organizzazioni internazionali per una giornata di discussione o altre cose sulle nostre parole d'ordine: sovranità alimentare, beni comuni e territorio.
Ricordare che tutto questo lavoro dovrà andare oltre l'Expo e che la relazione reciproca  tra le esperienze e le ricerche è fondamentale.

Massimo Gatti
Ricorda la distruzione massiva del territorio agricolo, per non fare solo testimonianza provare di tentare di relazionarsi con mondi tradizionali e lontani ma in sofferenza come gli agricoltori organizzati in sindacati. Per fare un discorso generale sulla distruzione del territorio agricolo anche dovuto alla stessa Expo.

Rappresentante Rete Martesana
Una rete molto recente (due anni), nata dal basso, dai gas e assolutamente orizzontale ed itinerante in quattro dei dieci comuni che compongono la zona.
Quello che ci unisce fondamentalmente è il territorio, l'uso improprio di quel territorio, il suo consumo, valorizzando l'uso alternativo del territorio, agricoltura, agriturismo.
Le difficoltà sono comunque tante, mettere insieme un mercatino di produttori reali è un'impresa titanica, per questo è importante il ruolo della politica e delle amministrazioni pubbliche per facilitare queste cose.

Ester (zona 3)
Difficoltà dei giovani a intraprendere un'attività agricola, migliorare il rapporto tra giovani e il mondo della nuova agricoltura. Mancanza di informazione diffusa su questi temi, la crisi costringe la gran massa a rivolgersi ancora alla grande distribuzione e di fatto la esclude dal circuito virtuoso della sovranità alimentare.
Propone un campagna di controinformazione coinvolgendo anche gruppi creativi e giovani con idee moderne, utilizzando le esperienze vissute ed esemplificative anche di realtà internazionali.

Mauro Rossetti (prendiamoci cura di Rho)
Squilibrio comunicativo tra Expo e gli altri, bisogna riuscire a trovare un messaggio alternativo attraverso diverse forme, una è stato il convegno.
Cercare di utilizzare il messaggio Nutrire Il pianeta, dare significato e contenuti a questo:
dare un equilibrio tra il produrre cibo ed il suo consumo, con un rapporto diretto con il territorio.
Penso che l'occasione di Expo consente di riflettere sul tema agricoltura, parco Sud-Milano, km-zero come sovranità alimentare ma soprattutto di costruire tutte quelle relazioni con le altre esperienze, prima, durante e dopo Expo per evitare che alla fine, in mancanza di una sensibilizzazione su questi temi ed una rete di soggetti che si esprima, sia la speculazione a vincere.
Propone di stabilire:
a) che l'area sia ad uso pubblico;
b) che abbia a che fare con l'acqua pubblica, i beni comuni, l'alimentazione..
Fare un'esperienza pilota a Milano di un mercato comunale con un rapporto diretto con i produttori del Parco-Sud.

Compagno zona 4
Critica i partiti di sinistra per il loro disinteresse per l'agricoltura ed i problemi dell'alimentazione, salvaguardati solo da interventi di associazioni, volontari e contadini.
Queste casematte, che hanno difeso un sistema alternativo, devono incontrarsi e ragionare anche su uno spazio, all'interno della città, che consenta di portare le esperienze dei contadini con tutte le loro sfaccettature: agricoltura, alimentazione, cultura..e consentire sicurezza e continuità per produrre reddito.
Una struttura che sia polivalente: vendita di prodotti, occasioni culturali e sperimentazione e diffusione delle possibili alternative alimentari, energetiche.
Un centro di attrazione dell'alternatività (es. a Roma esiste la cittadella dell'altra economia con 250.000 visitatori l'anno scorso) anche punto d'incontro dei gas e di chi si pone come snodo distributivo della nuova agricoltura.

Matteo Prencipe
Propone un'angolatura diversa alla visione del problema alimenti e consumi:
ormai una parte non piccola della popolazione milanese, che è in sofferenza per la crisi, si rivolge a Pane Quotidiano per avere una razione di cibo, non si può separare la giusta rivendicazione di una società diversa dalla dura realtà quotidiana.
Considerare quindi la contraddizione tra critica sociale e crisi sociale, trovando modo di coniugare la sovranità alimentare ed i nuovi modelli sociali con le necessità primarie di chi è dentro il disagio, chi fatica ad arrivare a fine mese. Far capire che questo percorso deve essere virtuoso ed avere effetti positivi per tutti.

Vittorio Agnoletto
Visibilità delle realtà che ci sono e sono diffuse, per farle pesare.
Contraddizioni del mercato equo-solidale combattuto tra nicchia e grande distribuzione. Anche noi non dobbiamo restare nicchia.
Expo è anche una operazione culturale massiccia con le grandi marche che stanno occupando tutti gli spazi, quanti, della grande Milano, conoscono le realtà raccontate questa sera, a confronto delle favole che i brand di Expo stanno narrando?
Non possiamo pensare di agire dimenticandoci di Expo, dobbiamo fare i conti con i messaggi che lancia, finalizzati anche al dopo. Cosa e come trasferiranno i poli universitari in quell'area? con quale strategia?
Gran parte dei personaggi culturali di sinistra sono alla corte di Expo.
Quindi la critica al modello Expo dobbiamo provare a tirarla fuori noi, con le forze che abbiamo a disposizione, per mandare messaggi e contenuti a tutta l'area metropolitana e contemporaneamente realizzare iniziative concrete che valorizzino le esperienze e la rete sul territorio.
Trovare uno spazio multifunzionale in cui realizzare le cose dette: mercato, cultura, momenti d'incontro e centro comunicazione per le cosa fanno le nostre realtà.
Realizzare una carta di 2/3 pagine in cui si dice le cose che vorremmo e che si possono fare da utilizzare nei sei mesi ma anche dopo, come base di una vertenza con l'amministrazione, dando così una dimensione concreta e comprensibile alla gente.
Trovare due e tre frasi semplici e propositive da utilizzare come messaggi per i sei mesi.

Patrizia Rossetti
Come slogan OltrExpo, AltrExpo.
Riuscire a fare una cosa anche piccola, ma che rimane, un luogo che riprenda i nostri temi dove fare l'AltrExpo/OltrExpo.

Graziano Fortunato
Ragionare di sovranità nazionale e commercio eco-solidale non tenendo conto del problema dei diritti crea dei problemi perché una filiera che garantisca i diritti del lavoro avrà costi maggiori di una filiera tradizionale che non li garantisce.
Possibilità di percorsi comuni, se si trovano convergenze, durante Expo, necessità di iniziative comuni finalizzate alla gestione del dopo Expo, sulla destinazione del sito, che in parte ritorni all'agricoltura, in parte vada al terzo settore, ecc.

Conclusioni e proposte finali:

Vittorio Agnoletto
Per realizzare un momento stabile, un luogo dove fare iniziativa, promozione, lo strumento non può essere quello del convegno, li CBC ha aperto un libro, adesso dobbiamo scriverlo il libro e deve essere un lavoro collettivo e condiviso.

Vincenzo Vasciaveo
Serve una forma che proponga le tappe successive, che ricollochi sul territorio i discorsi teorici.
Sovranità alimentare come accesso al cibo per tutti, attraverso filiere strutturate che possono avvicinare a questo processo anche le fasce più deboli e salvaguardare il territorio, tornare al mutualismo.
Recuperare anche il ruolo dei piccoli contadini all'interno di Expo.

Franco Calamida
Ognuno fa le proprie iniziative, se troviamo punti comuni di convergenza vanno sviluppati assieme, dare sinergia e visibilità alle cose che facciamo per aumentare l'impatto sul territorio delle nostre idee. Incominciare tutti assieme con le proprie idee e percorsi comuni.







Ultimo aggiornamento : 22-03-2015 22:25

   
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