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E' il momento... contributo per l'assemblea Tsipras-Autori vari.
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Scritto da Franco Calamida, 12-12-2014 16:47

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Pubblicato in : La costruzione della sinistra, La costruzione della sinistra


 E'un contributo che merita discussione . Lo riporto con un mio commento critico . Ciascuno pu dire la sua . franco calamida .

Del contributo che segue( e che sarebbe bene leggere subito per primo ) condivido la prima parte , che descrive la crisi e i limiti dellesperienza che ha seguito il successo della lista alle elezioni europee . Non condivido invece lantagonismo espresso nei confronti dei partiti , di Sel e anche , in minor misura ,del Prc . Certo non sono sufficienti , occorre che altri soggetti entrino in campo ( le strutture di vertice che han fatto lo scissione non possono essere i motori della ricomposizione) . Ma ci sono . Sel non entra nel PD( cos mi pare  e spero) . Dunque per dar vita ad un solo soggetto , uno e non due, a sinistra del PD nessuno deve essere escluso. I partiti dovrebbero a loro volta riformarsi ; certo non sono sufficienti , ma sono necessari . Basta aver presente la composizione dei Comitati di zona e cittadino( quantomeno a Milano) , cio aver presente la realt . Neppure condivido il giudizio egualmente negativo sullesperienza Arcobaleno e Rivoluzione civile. Furono ben diverse , per la prima furono poco pi di 10 mila voti  a decidere la sconfitta ( elezioni politiche , voto utile ) , per Tsipras il successo fu deciso da 8000 voti  . Non una gran differenza . Ma ci che non va dimenticato che i soggetti e i contenuti erano pi o meno gli stessi ( certo in diverso contesto , positivo nelle recenti elezioni  il ruolo dei garanti , efficace e anche quello di Tsipras ). Inoltre non condivido la proposta di condizionare la partecipazione allassemblea alla firma di una carta di intenti che riprenda i 10 punti del programma per le europee . Li condividiamo tutti , ma molti , e anchio, pensano che dimensione europea e nazionale siano interconnesse ( come del resto afferma anche il doc. , anzi giustamente alzando lo sguardo ai drammi del mondo); che non si pu proporre di cambiare lEuropa per cambiare lItalia ; che occorrono  politiche nazionali , metropolitane e di territorio . Se a livello UE vien cancellato lo Stato sociale  , anche gli abitanti di Lambrate perdono la sanit pubblica ( e viceversa , vittorie o sconfitte locali rimbalzano a livello europeo ) , ma a Lambrate ci sono le infiltrazioni mafiose , i tetti in amianto , il diritto alla casa negato e tante altre cose . A Milano c Expo . Questo lo sanno gli estensori del contributo , e sarebbe gi una buona ragione per non praticare la sottoscrizione preventiva . Ma se collegato al richiamo alle elezioni regionali la sottoscrizione suona come linea discriminante. Quelli che si son presentati alle regionali con lAltra ecc. ecc. i buoni e quelli che no i cattivi. Eppure tutti dovremmo chiederci come mai in Emilia Romagna la Fiom ha dato indicazione di non votare Renzi , ma nessuno ha votato ne i buoni ne i cattivi? Inoltre suona in continuit organica con la scadenza elettorale , che ha visto la selezione dei candidati non democratica , familistica e discriminatoria e la beffa del sondaggio sul logo( segno  , tra laltro , di carente senso dellumorismo). Condivido invece la sollecitazione allapertura ad associazioni e a quanti posson far parte del progetto . Il ruolo partecipativo, appunto. A Milano si fa qualche lento e piccolo passo in questa direzione , e altrove ?Infine : lautonomia importante , se culla di idee , sperimentazioni e innovazione , passioni , stimolo alla nostra presenza diretta nel sociale  e nei conflitti.  Ma se diventa  un mito non cosa per me , bisogna vedere da cosa si autonomi , diffido dei miti , e ancor pi diffido  delle identit) . Se il cerchio allinterno del quale i custodi dell autonomia difendono inossidabili certezze e posizioni non dialettiche con quanto ci sta attorno , si diventa vittime di quella autoreferenzialit che giustamente anche il doc. condanna . E si scivola sulla china dellisolamento , della solitudine triste , della denuncia di un mondo che non ci merita.

Ho scritto queste cose , perch mi sforzo di confrontarmi anche , anzi in particolare , con posizioni che non condivido , almeno in parte, perch penso che sia la condizione per cominciare un percorso , un vero percorso , che non escluda nessuno  , senza altro obiettivo che questo : dar vita ad un soggetto politico , uno e non due, a sinistra del PD. Parlandosi , ( ci si parla , a sinistra , con tutti ) , confrontando idee , facendo cose insieme ( la lotta unisce), cambiando noi stessi ( facile a dirsi , difficile a farsi , lo so). Franco Calamida .

 

Questo che segue il contributo :

 

 E il momento di unAltra Politica

 

E indubbio che il Progetto politico della Lista LAltra Europa stia attraversando una lunga

fase di crisi che rischia di far degenerare un progetto nato allinsegna di una novit

sostanziale nel panorama politico attuale: il tentativo di far tornare alla politica cittadini e

soggetti sociali che non sono e non si sentono rappresentati.

Le ragioni del declino del progetto subito dopo il voto europeo sono molteplici; tra le altre:

una gestione discutibile del processo di organizzazione e radicamento sul territorio

che ha portato ad una spaccatura orizzontale tra la maggioranza degli attivisti e dei

comitati territoriali da una parte e il Comitato Operativo dallaltra;

assemblee nazionali mal coordinate, confusione organizzativa, non democraticit dei

processi decisionali, emarginazione di tanti ex candidati, autoproclamazione di

organismi autoreferenziali come il coordinamento elefantiaco dei 221, svuotato di ogni

potere decisionale da un successivo Comitato operativo di 44 persone, formato da

componenti autodesignati o nominati con criteri mai chiariti e completamente arbitrari;

la gestione autonoma e autoreferenziale delle decisioni politiche da parte del Comitato

Operativo, divenuto di fatto un Comitato Politico;

un allontanamento nei fatti dallobiettivo dichiarato in origine (Avanziamo la proposta

di dare vita in Italia a una lista promossa da movimenti e personalit della societ

civile, autonoma dagli apparati partitici, che sia una risposta radicale alla debolezza

italiana) per una presenza che si rivelata deleteria di esponenti dei partiti in seno al

Coordinamento, in particolare di SEL che ha assunto posizioni del tutto incoerenti (si

pensi allavallo e al sostegno di candidature di partito in seno a coalizioni renziane

come in Calabria ed Emilia Romagna ed ai numerosi ostacoli frapposti alla

presentazione di liste regionali in continuit con lAltra Europa); ma PRC, quando pu,

non da meno come dimostra la sua partecipazione alle primarie di Venzia o a quasi

tutte le elezioni di secondo grado di Province e citt metropolitane;

la sostanziale politica di difesa/appoggio, da parte del Comitato Operativo, di forze

politiche ben identificabili, che si manifestata apertamente in occasione dei mancati

comunicati richiesti a gran voce da ex candidati e attivisti quali quelli su Tempa Rossa

di Taranto o sul No Expo di Milano.

Fin dalla prima assemblea di giugno alcuni di noi hanno richiamato lattenzione

sullopportunit di lavorare ad un allargamento del campo, fermando le vecchie logiche di

partito (non le identit politiche) che rischiavano di far franare il progetto.

In occasione dellassemblea del 19 luglio molti hanno sottoscritto il documento Dopo

LAltra Europa http://primalepersone.org/2014/09/09/laltra-italia/ dove si affermava che

era tempo di osare, di avere il coraggio di avviare un processo orizzontale, partecipativo,

inclusivo, accogliente e trasparente per dar vita a un nuovo soggetto politico. Si affermava

che tutti insieme, con le vaste reti di attivisti, intellettuali, associazioni che ci hanno

appoggiato, e con le persone che si sono spese nei comitati, dovessimo proseguire nel

coinvolgimento di quanti sono rimasti ai margini, non riuscendo a fidarsi completamente

dei primi e faticosi passi della nostra Lista. Abbiamo chiesto di essere coerenti e chiari, di

rigettare la politica delle geometrie variabili, delle alleanze e delle strategie

autoreferenziali, di guardare ai bisogni delle persone per dar finalmente vita a proposte

politiche di contrasto al degrado sociale, ambientale, morale e culturale, proposte in grado

di indicare e costruire nuove forme di convivenza sociale, un nuovo modello di economia e

nuove forme istituzionali allaltezza dei tempi, tenendo fermo come orizzonte lEuropa e la

dimensione internazionale, ma nel contempo puntando ad arrivare al pi piccolo paese o

quartiere e alle sue relazioni e vitali reti sociali.

Abbiamo riaffermato la necessit di partire dai valori, dalle scelte di campo, dalle battaglie

gi ben individuate nel programma dellAltra Europa. Stop allausterit. Rifiuto delle

privatizzazioni dei beni comuni, della precariet, del dominio dei poteri della finanza sui

diritti delle persone, e delle scelte ispirate al liberismo. Accoglienza e solidariet tra i

popoli, perch cessi il massacro nel Mediterraneo. Contrasto delle mafie, del riciclaggio e

della corruzione. Conversione ecologica, difesa dellambiente, tutela della salute, lotta

contro le grandi opere imposte ed inutili e contro il saccheggio del territorio e il degrado del

paesaggio, per trasporti equo-sostenibili ed il diritto alla mobilit per tutti. Ricostruzione di

una cultura solidale, dei diritti civili, delle uguali opportunit di genere nelle differenze e di

rispetto del vivente. Definizione di una politica estera che sappia rendere lEuropa

promotrice di pace dentro e fuori i suoi confini.

Questo nostro appello rimasto inascoltato. E, a distanza di 6 mesi dalle elezioni europee,

la situazione appare decisamente sconsolante. Siamo finiti nelle secche. Tempo prezioso

buttato via irresponsabilmente.

Noi avanziamo una proposta di rilancio del progetto politico avviando forme

organizzative legittime e rappresentative delle istanze che provengono dai territori.

Crediamo si debba fare ricorso da subito a persone aderenti al progetto di riconosciuta

credibilit che, con il loro quotidiano operato, ne incarnano i contenuti. Rispetto al

panorama politico attuale, una nuova visione processuale della Politica potrebbe fare la

differenza: sia in relazione ai tradizionali partiti della sinistra, sia in relazione al

Movimento 5 Stelle, sia rispetto allenorme fronte del non voto, palesatosi nellultima

tornata elettorale regionale.

Siamo consapevoli che in Italia sarebbe particolarmente arduo replicare taluni modelli

vincenti altrove, come quello greco di Syriza o quello spagnolo di Podemos. Occorre

elaborare una strategia che tenga conto delle specificit italiane e che vada oltre,

radicandosi fortemente sul territorio. Certamente lidea di una Syriza italiana intesa

unicamente come sommatoria dei partiti esistenti sarebbe fallimentare, come stato

dimostrato dalla Sinistra Arcobaleno, da Rivoluzione civile e dallattuale impasse dellAltra

Europa. Dobbiamo guardare al mondo pre-politico italiano, attivo come pochi, e ai tanti

cittadini disillusi non dalla politica tout court, ma da un certo modo di fare politica.

Come Podemos in Spagna sta dimostrando, cruciale la ripoliticizzazione della societ, la

promozione di una nuova cultura politica in tutte le trame del tessuto sociale. Crediamo

fermamente che questo si possa attivare cambiando radicalmente i modi del far politica:

basta verticismi e leaderismi, basta con gli accordi nelle segrete stanze, basta con le

strategie di bottega, basta con la logica della distribuzione di poltrone e carriere. Vogliamo

e ci batteremo per una politica che torni alle persone, orizzontale, partecipata, con reali

metodologie del consenso, con la capacit di far emergere individualit di valore, le

riserve etiche per dirla con Alexander Langer, capaci di creare una politica di servizio e

non di carriera, connivente o complice del mondo affaristico o finanziario. Lo spazio e

limportanza data alla riflessione sulle nuove forme della politica deve essere uguale, se

non maggiore, di quello dedicato alla riflessione su punti programmatici del soggetto

politico nascente.

In occasione delle recenti elezioni regionali, in Emilia Romagna e in Calabria, riemersa

con forza lesigenza di costruire unalternativa che guardi allEuropa, ma parta dai territori

e dalle sue molteplici espressioni di lotta e di progetto; i programmi dellAltra Emilia

Romagna e dellAltra Calabria sono stati costruiti dal basso ed esprimono le idee di fondo,

contestualizzate alla scala locale, dellAltra Europa. E stato un grave errore ostacolare

liniziativa di queste formazioni, come di ogni formazione che sappia riportare i cittadini alla

politica. Non lasciamo che l'energia sprigionata sui territori venga nuovamente mortificata,

inghiottita da logiche verticistiche che esautorano le competenze e le intelligenze che i

territori esprimono, in attesa di una quadra politicista in antitesi con lo spirito stesso che ci

ha unito e che ci ha spinto verso il sogno di un progetto politico veramente nuovo.

Dobbiamo aggregare e unire, creare reti e collegamenti vivi allinterno delle comunit e

delle lotte in atto o nascenti.

Occorre delineare una prospettiva politica seria e chiara. Ci potr avvenire in poco

tempo, con un documento politico elaborato con il contributo di tutti; ma occorre assumere

con coraggio alcune scelte di fondo.

Il comitato operativo sia ricondotto al ruolo tecnico che si era assunto in origine.

La preparazione dell'assemblea generale del 10/11 gennaio sia affidata ad un gruppo di 5

persone del comitato operativo attuale, affiancate da altri 10 rappresentanti di regioni

diverse a cominciare da quelle in cui sono state gi costituite Associazioni L'Altra

(Regione).

Il gruppo cos composto dovr garantire uno svolgimento assembleare democratico,

partecipato e rappresentativo. Il compito degli incaricati di preparare lassemblea deve

essere indirizzato a:

redigere una sintetica carta d'intenti che riprenda i 10 punti dell'Altra Europa da far

sottoscrivere ad ogni partecipante;

favorire la partecipazione dei territori allAssemblea Nazionale;

organizzare lAssemblea Nazionale (mettendo a disposizione di tutti, on line, i

contributi propedeutici al manifesto politico, da Revelli in poi; definendo lordine del

giorno, eventuali sessioni tematiche, stabilendo criteri equilibrati per gli interventi,

ecc.);

costituire la presidenza dellAssemblea Nazionale con 8 persone, a parit di genere;

curare la raccolta dei dati delle persone che vi partecipano (attraverso iscrizione dei

singoli su scheda appositamente predisposta e da acquisire on line) in modo che risulti

chiara la provenienza e lappartenenza o meno a comitati territoriali dellAltra Europa o

altri soggetti politici;

invitare allAssemblea Nazionale persone rappresentative di movimenti, associazioni,

comitati e forze politiche che si riconoscano nella carta d'intenti dellAltra Europa;

predisporre i criteri per la costituzione di un coordinamento politico ristretto transitorio

(anche con votazioni se necessario) a parit di genere, di 9 - 11 persone che dovr

insediarsi alla fine dell'assemblea stessa. Coordinamento politico che a sua volta

nominer (od elegger) due portavoci a parit di genere;

ad indicare proposte concrete di autofinanziamento.

Invitiamo tutte e tutti a riprendere forza e guardare oltre limpasse in cui siamo, superando

con decisione quanto finora ci ha impedito di costruire un Soggetto Politico Nuovo che

sappia aprire al mondo partecipativo e ai cittadini, mettendo in gioco unalta idealit, senso

etico e di responsabilit, in un momento storico che esige coraggio e apertura verso il

nuovo, per affrontare non una crisi, ma la trasformazione radicale di un modello di sviluppo

e delle forme politiche e istituzionali a questo connesse.

La nostra una proposta aperta: sollecitiamo adesioni e integrazioni entro il 14 dicembre.

Domenico Gattuso, Antonella Leto, Laura Cima, Guido Viale, Paolo Cacciari, Pietro Del Zanna,

Ivano Marescotti, Laura Orsucci, Mauro Filingeri, Massimo Mori, Giorgio Moschella, Simonetta

Astigiano, Graziella Gaggero, Walter Martino, Anton Maria Chiossone, Sonia Sander, Danilo

Zannoni, Norma Bertullaccelli, Angelo Guarnieri, Claudia Petrucci, Pino Parisi, Fausto Tenti,

Massimo Rispoli, Edoardo Salzano, Pino Romano, Ugo Sturlese, Alessandro Ingaria, Paolo

Mannias, Guido Del Zoppo, Gigi Danzi, Davide Rodella, Gigi Garelli, Michele Soddu, Germano

Modena, Eva Maio, Sergio Dalmasso, Giancarlo Marchisio, Aldo Barberis, Ezio Bertaina, Roberto

Gambassi, Barbara Grandi


Ultimo aggiornamento : 12-12-2014 16:47

   
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