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Intervista del Corriere a M.Ovadia e commenti
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Scritto da Franco Calamida, 25-10-2014 09:22

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Pubblicato in : La costruzione della sinistra, La costruzione della sinistra


Riporto l'intervista rilasciata da Moni Ovadia al Corriere , che io considero molto importante e  condivido , salvo il punto che riguarda le prossime elezioni amministrative del 2016 a Milano , per le quali Ovadia esclude la possibilità di alleanza Tsipras PD . Se si parte dai contenuti come Tsipras dobbiamo ancora definirli . Sulla base di questi e del bilancio delle cose fatte e non fatte dalla attuale giunta Pisapia , e del contesto e della forza e consenso di Tsipras si prenderanno decisioni con la partecipazione di tutti. Non condivido inoltre la scelta dei tre coordinatori di replicare senza alcun confronto con i Comitati. Ma quel che emerge è il grave ritardo del processo di costruzione del progetto politico ,  la definizione dei contenuti e la costituzione di agili  strutture organizzative .




 

Ovadia: sostenere Giuliano soltanto se lascia questo Pd Corriere della Sera 19/10/2014

L’attore e la situazione politica: «Basta con questa litigiosità, a Roma serve una sinistra unita»

di Elisabetta Soglio

Parte dal tema nazionale e incita: «Dobbiamo costruire un unico soggetto di sinistra, senza dividerci in beghe di cortile e questioni di lana caprina, perché il momento per il Paese è drammatico». Poi, guarda a Milano: «Per quello che ho visto in questi anni dal mio osservatorio, non ho notato questa grande spinta della giunta Pisapia. La promessa si è molto ripiegata su se stessa e molti di quegli elettori ora sono delusi». Moni Ovadia, candidato alle scorse europee con a Lista Tsipras , continua però a pensare che «esiste ancora un popolo di sinistra che chiede una rappresentanza non da prefisso telefonico. E quindi bisogna creare un’unica forza che raccolga tutta la sinistra che c’è oltre ai socialisti e alla socialdemocrazia».

Scusi Ovadia, ma quella non avrebbe dovuto essere già l’idea della Lista Tsipras dalle europee? 
«Sì, ma dopo il voto è ripartita la melina e io non sono più disposto ad accettarla. Le prossime elezioni politiche saranno per noi l’ultima occasione. Abbiamo un compito cruciale perché da una parte c’è questo gran carrozzone del Pd e dall’altro Berlusconi con le sue alleanze ondivaghe. Di fronte al governo di Renzi e di Alfano, l’opposizione passa all’area che ha una forte componente populista e che vedremo in piazza il 25 ottobre: dobbiamo parlare ai ceti deboli, agli anziani, ai giovani disoccupati, ai 400 mila che non hanno rinnovato la tessera del Pd, a chi non si riconosce più in questo centrosinistra annacquato». 
Lo sta dicendo ai suoi? 
«Certo, perché questa indecente litigiosità ci rende ridicoli e inefficaci». 
Un progetto unitario che si può proporre anche a Milano, dove si voterà nel 2016? 
«Come dicevo, c’è in giro molta delusione. È chiaro che ognuno ha diritto ad una prova di appello, ma bisogna essere molto chiari fin dall’inizio. Se l’idea è di passare per un’alleanza con il Pd di Renzi, questo diventa un problema. Lo dico senza malanimo nei confronti di Giuliano Pisapia o di altri, ma come dato di fatto: la politica economica di Renzi, quella che Alfano sbandiera come «la nostra politica economica” non può essere accettata dalla sinistra». 
E Pisapia? 
«Beh, rischia di restare imbrigliato in questa situazione. Io conto per quel poco che conto, ma così non si può fare». 
Quindi? 
«E quindi se la strada del Pd è segnata e se vogliamo recuperare tutti gli elettori che non sono andati al voto o quelli che hanno votato in modo poco convinto, noi dobbiamo avere un programma molto chiaro, basato su pochi punti che si fondino sui temi della giustizia sociale, dell’uguaglianza, dello statuto dei diritti, della Costituzione, sulla sostenibilità ambientale». 
Ovadia si sta candidando?
«Io sono un militante da quando avevo 15 anni, come avevo detto per le europee non ho ambizioni politiche».

 

Moni Ovadia ha torto, a Milano la sinistra deve allearsi con il PD

Maso Notarianni, Anna Camposampiero, Graziano Fortunato, MILANO, Manifesto del 20.10.2014

Lista Tsipras. Secondo Moni Ovadia la sinistra deve costituirsi come "polo autonomo" e abbandonare l'alleanza con il Pd renziano. Gli autori contestano questa tesi indicando la necessità di un'alleanza più larga, senza perdere la specificità di contenuti e proposte della sinistra nella coalizione

Leg­giamo, con un po’ di ritardo, l’intervista di Moni Ova­dia sul Cor­riere della Sera a pro­po­sito delle comu­nali di Milano. Leg­giamo anche le parole di com­mento di Anita Piro­vano e di Mirko Maz­zali di Sel, di Cri­stina Tajani e soprat­tutto di Pie­tro Bus­so­lati, segre­ta­rio del Pd di Milano.

Pur tenendo fermi alcuni prin­cipi forti di con­te­nuto che Moni Ova­dia ha giu­sta­mente sot­to­li­neato, ci sem­brano sen­sati alcuni pas­saggi [messo da me in grassetto] del segre­ta­rio mila­nese del Pd. Ovvia­mente non siamo d’accordo sul fal­li­mento dell’Altra Europa, lo siamo invece quando dice che «un’alleanza di governo della sini­stra a Milano non può pre­scin­dere dalla pre­senza del Par­tito Demo­cra­tico» dice Bus­so­lati, che aggiunge: «Non penso sia oggi oppor­tuno, come fatto in pas­sato da molte forze della sini­stra, far cre­scere l’orgoglio ‘anti-Pd’ per con­se­gnare Milano alla Lega xeno­foba e a un cen­tro­de­stra ricompattato».

L’Altra Europa con Tsi­pras, a Milano, ha sem­pre lavo­rato poli­ti­ca­mente per unire la Milano demo­cra­tica, anti­fa­sci­sta e antirazzista.

Lo ha fatto que­sta estate, quando Israele bom­bar­dava Gaza, andando in piazza con le Acli, l’Arci, la Cgil, Emer­gency e le altre asso­cia­zioni e par­titi che si sono ritro­vati poi anche a Firenze a un Passo di Pace.

Lo ha fatto sabato scorso lavo­rando per­ché le parole d’ordine della mani­fe­sta­zione con­tro la pre­senza di fasci­sti e raz­zi­sti in piazza Duomo fos­sero inclu­sive e rima­nes­sero nell’ambito dello scon­tro demo­cra­tico e civile, per quanto duro, a dif­fe­renza di quanto ha fatto la Lega che in piazza del Duomo civiltà e demo­cra­zia le ha negate con la sua xeno­fo­bia e i saluti romani.

Lo ha fatto por­tando in piazza tante e tanti mila­nesi. Lo ha fatto e lo sta facendo anche su un tema dif­fi­cile come quello dell’Expo, pre­fe­rendo costruire occa­sioni alter­na­tive alla mega-kermesse che pos­sano pale­sarne le evi­denti con­trad­di­zioni (sten­dendo qui un pie­toso velo sulle vicende giudiziarie).

Siamo con­sa­pe­voli del fatto che sia indi­spen­sa­bile, a Milano, una alleanza che com­prenda tutte le forze della sini­stra che sap­pia andare oltre e par­lare anche a chi non attri­bui­sce più un senso alla parola sini­stra.
Ma pro­prio la mani­fe­sta­zione verde-bruna di sabato ha dimo­strato che Milano ha biso­gno di rispo­ste se non si vuole che fini­sca in mano al popu­li­smo peg­giore che imper­versa in Europa.

È su que­ste rispo­ste che dovremmo con­fron­tarci e ragio­nare insieme. Per­ché noi cre­diamo ancora che — solo per fare un esem­pio — aprire più asili nido e scuole materne sia meglio (e più di sini­stra) che non dare 80 euro alle neo­mamme lasciando che se la cavino da sole.

Pen­siamo che sia riqua­li­fi­cando la scuola, l’università e la sanità, i tra­sporti e i ser­vizi pub­blici che si renda migliore la vita delle per­sone e si risponda quindi in modo effi­cace al popu­li­smo pro­to­fa­sci­sta di Salvini.

Spe­riamo e cre­diamo che su que­sto a Milano si possa e si debba par­lare e con­fron­tarsi politicamente.

* Altra Europa con Tsi­pras — Milano

 

Milano: Bussolati, senza Pd Pisapia non vince e si fa gioco della destra

Adnkronos 19 ottobre 2014

Milano 19 ott. (Adnkronos) - ''Leggo con attenzione e con interesse l'intervista di Moni Ovadia che ancora una volta mi pare piena di buoni propositi ma fuori dalla realtà''. Il segretario del Partito Democratico Città Metropolitana di Milano Pietro Bussolati replica così alle dichiarazioni rilasciate da Moni Ovadia al 'Corriere della Sera' a favore di un'alleanza di sinistra, guidata dal Sindaco Pisapia, senza l'appoggio del Pd. ''Noi stiamo lavorando per cambiare Milano e l'Italia - prosegue Bussolati - con responsabilità e soprattutto con la determinazione di una forza di governo, in città e nel Paese. Ovadia dimentica il fallimento dell'operazione Tsipras, seguito al risultato elettorale delle europee, e nonostante ciò invoca una federazione delle sinistre radicali per guidare Milano. Parole e messaggi già ascoltati molte volte, che non hanno trovato un riscontro alle elezioni. Per questo invece che dividere oggi serve unirsi". Perché, spiega ancora Bussolati "un'alleanza di governo della sinistra a Milano non può prescindere dalla presenza del Partito Democratico. Noi parliamo di lavoro e di sviluppo, di crescita sostenibile, di attenzione ai bisogni e alle nuove emergenze prodotte dalla crisi economica. E su questo ci stiamo impegnando. Non penso sia oggi opportuno, come fatto in passato da molte forze della sinistra, far crescere l'orgoglio ''anti-pd'' per consegnare Milano alla Lega xenofoba e a un centrodestra ricompattato. Pisapia vince con il Pd con un patto di tutte le forze riformiste che tenga conto del cambiamento''.

 

Sel stronca Ovadia: "Senza il Pd non si vince, dobbiamo stare insieme"

Moni Ovadia lo dice chiaro e tondo: Pisapia si dovrebbe mettere alla testa di una forza che non includa il Pd. Insomma, mutatis mutandis, la "cosa arancione" della quale parlò Affaritaliani.it alla fine di agosto. Una "cosa arancione" che però pare un progetto ormai passato, e che soprattutto non sarebbe stata alternativa al Pd ma sinergica ai democrat. Oggi Mirko Mazzali, capogruppo di Sel in consiglio comunale, lo spiega ad Affari: "Quella di Ovadia è una proposta non fattibile. Senza il Pd non si vince nessuna elezione. Non solo noi possiamo governare con il Pd, ma dobbiamo farlo". L'INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT


 



Ultimo aggiornamento : 25-10-2014 09:22

   
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