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Con le donne curde in guerra.
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Scritto da Franco Calamida, 07-10-2014 16:41

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Pubblicato in : Attualità politica, Attualità politica


Migliaia di curdi sono minacciati di strage. Armi ai curdi ? So di incorrere in scomuniche , ma io sono pacifista epppure penso che vadano sostenuti , che è bene ricevano le armi che chiedono. Comunque è bene discuterne , non rimuovere questo dramma , come se non esistesse . E' bene prendere posizione.

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CON LE CURDE E I CURDI RESISTENTI

Migliaia di civili a Kobane sono minacciati di strage!!
Ora è tempo di agire e evitare un grande massacro che sta per accadere
a Kobane!

L’organizzazione terrorisstica IS sta sfortunatamente avanzando dentro
la città Kobane nel Kurdistan occidentale(Siria settentrionale). Sono
già entrati in alcuni quartieri  della città.
Le forze di difesa curde,le YPG  stanno eroicamente difendendo la città
ed i civili contro gli attacchi di ISIS,con armi molto limitate e senza
supporto tecnico contro le armi avanzate di IS.
Le armi che hanno non sono efficaci contro le armi pesanti che IS ha
confiscato all’esercito regolare iracheno.
Migliaia di civili a Kobane sono sotto imminente minaccia di
massacro.Migliaia di civili sul confine turco sono anch’essi sotto
minaccia di essere attaccati sistematicamente da IS.
Il presidente del Cantone di Kobane,Mr Enver Muslim,ha avvisato le
potenze internazionali della minaccia due giorni fa.Ha chiesto la
coalizione internazionale di rompere il silenzio e ha dichiarato; "Se IS
entra  aKobane e commette un massacro di migliaia di persone tutte le
potenze internazionali saranno ritenute responsabili."

Migliaia di persone stanno per essere uccise e massacrate davanti ai
nostri occhi.
Ora è tempo di agire e evitare un grande massacro che sta per accadere
a Kobane!

KNK Congresso nazionale curdo

TUTTE LE INFORMAZIONI E LE INIZIATIVE SU
http://www.uikionlus.com/

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Luigi Vinci, Milano, 6 ottobre 2014

IN TURCHIA UN GOVERNO CANAGLIA

E' inopportuno definire “canaglia” uno stato, perché uno stato
significa una popolazione, e una popolazione, quando fuorviata da un
“governo canaglia”, è come tale oppressa. Ciò detto, l'indecenza
criminale e l'impudenza del governo turco sono giunte al colmo. Faccio
appello a inventarsi un modo per denunciarne pubblicamente gli atti.

Qualche giorno fa una rappresentante curda mi ha mostrato, su una
televisione curda via internet, la ripresa, avvenuta casualmente, di
miliziani armati dello Stato Islamico entrati in territorio turco da
quello siriano e in spostamento per rientrare in altra parte del
territorio siriano. Le nostre televisioni in questi stessi giorni
continuano a mostrarci ragazze e ragazzi curdi cui l'esercito turco
impedisce di entrare nel territorio curdo siriano attaccato dallo Stato
Islamico. Il disegno del governo canaglia turco mi pare, in questo
momento, molto semplice: consentire allo Stato Islamico di conquistare
la città curdo-siriana di Kobanê e di massacrarne i difensori e la
popolazione che non è fuggita, in modo da indebolire una realtà curda
globale che con i suoi armati rappresenta attualmente, non soltanto la
principale forza militare sul terreno di contrasto allo Stato Islamico,
ma anche, con le sue rivendicazioni di diritti democratici e linguistici
per i curdi di Turchia, una spina nel fianco a un potere turco da sempre
autoritario e genocidario nei confronti di questa popolazione. Poi, dopo
quest'eventuale massacro, eventualmente intervenire con l'esercito turco
in Siria contro lo Stato Islamico, aprire la frontiera ai curdi siriani
scampati al massacro, farsi bello con l'Occidente, anzi apparirgli
indispensabile nella guerra allo Stato Islamico. Con quest'aggiunta,
pericolosissima per la stessa pace mondiale: l'intenzione di operare
militarmente, con l'aviazione e sul terreno, anche contro  il governo
siriano, inoltre di centralizzare sulla Turchia il grosso delle forze
che combattono in Siria contro questo governo, rischiando così un
qualche tipo di intervento militare russo e iraniano a sua difesa. Giova
fare presente, a questo riguardo, come il governo canaglia islamico
turco abbia tra i suoi obiettivi strategici di periodo l'allargamento
diretto e indiretto dei suoi confini e della sua egemonia verso la Siria
e verso l'Iraq, ricostituendo una specie di semicaliffato sunnita in una
parte congrua dell'ex Impero Ottomano.

Si tratta dunque dell'ennesimo “matto in casa” dell'Occidente creato in
primo luogo dagli Stati Uniti (l'esercito turco, 800 mila effettivi, è
il secondo della NATO e dispone di armamenti modernissimi quasi tutti
statunitensi), dopo i talebani afghani, creati in funzione antisovietica
sempre dagli Stati Uniti, e i tagliagole che operarono a suo tempo in
Algeria, idem. Il governo canaglia islamista attuale della Turchia ha
creato, finanziato e armato in Siria, in solido all'Arabia Saudita e al
Qatar, un certo numero di milizie islamiste radicali, per abbatterne il
governo, contestato da una parte della popolazione e da uno schieramento
politico e militare democratico; e questo il governo turco ha fatto con
la paterna benedizione di Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, ansiosi
di duplicare in Siria il capolavoro combinato il Libia. Per questa via
l'opposizione democratica siriana è stata messa ai margini, anzi subisce
oggi essa pure gli attacchi dello Stato Islamico. Dopo di che, tuttavia,
la galassia islamista radicale si è messa in proprio, attraverso la
nascita al suo interno dello Stato Islamico. Il matto in casa
occidentale turco si è trovato così inopinatamente a fronteggiare il
matto in casa siriano costituito dallo Stato Islamico. E lo stesso vale
per Arabia Saudita e Qatar.

La situazione attuale vede quindi in campo una strana alleanza, messa
in piedi anche a calci agli alleati arabi da parte degli Stati Uniti,
che ha messo in campo un po' di aerei e basta, rifiutandosi di mettere a
disposizione truppe di terra, Stati Unti, Gran Bretagna, Francia e
alleati minori occidentali per l'impopolarità estrema di un tale fatto
nelle popolazioni islamiche del pianeta, alleati arabi perché le loro
truppe potrebbero passare facilmente all'islamismo radicale, soprattutto
non sarebbero più a casa a difendere le monarchie ladre al potere. Il
peso della guerra a terra è stato così scaricato nella sua quasi
totalità sulle milizie curde irachene, siriane e anche turche. Ma qui la
Turchia ha posto un limite: nel caso di un suo ipotetico intervento, o
anche solo della messa a disposizione dell'alleanza delle sue basi
aeree, ha preteso che ai miliziani curdi non venga consegnata la
tecnologia militare necessaria a fare fronte adeguatamente all'armamento
militare avanzatissimo di cui dispone lo Stato Islamico, conquistato
grazie alla fuga senza combattere da Mosul, dinanzi alle milizie
islamiste, di ben cinque divisioni irachene armate dagli Stati Uniti.
Non solo: si ricorderà il sequestro a Mosul da parte dello Stato
Islamico di oltre 40 diplomatici e funzionari turchi, poi il loro
rilascio a seguito di un'“iniziativa diplomatica” misteriosa. E' facile
immaginare che quest'“iniziativa” si sia conclusa con uno scambio: la
liberazione dei sequestrati in cambio della prosecuzione da parte turca
di favori di varia natura allo Stato Islamico. Oltre alla libertà di
transito dei miliziani dello stato islamico in territorio turco,
rammento, si tratta di informazioni da parte dell'intelligence turca,
dell'ospedalizzazione dei feriti e, cosa a cui nessuno in Occidente
accenna, dell'acquisto da parte turca del petrolio tratto dai pozzi, in
Siria e in Iraq, sotto controllo dello Stato Islamico, che gli reca una
paccata di milioni di dollari alla settimana. D'altra parte, se si
prende in mano una carta geografica e ci si chiede dove potrebbe mai
finire acquistato questo petrolio, è facile constatare che ciò può
avvenire solo in Turchia. La domanda è più che lecita: davvero
un'eventuale intervento turco sul terreno affronterà fino in fondo lo
Stato Islamico? A questo dubbio può tuttavia essere opposta questa
constatazione: il governo canaglia turco attuale è di un'inaffidabilità
totale, non c'è impegno, come si è visto nei rapporti con i curdi di
Turchia, che esso, se gli conviene, si proponga di rispettare.

La guerra sarà lunga, dicono gli Stati Uniti. Infinita, se ci si
aggiunge l'attività del governo canaglia della destra israeliana di
colonizzazione dei territori palestinesi, un altro cancro a trasformare
in farsa le motivazioni occidentali di civiltà, nella guerra allo Stato
Islamico, agli occhi delle popolazioni islamiche del pianeta, e del
Medio Oriente in primo luogo.

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Ultimo aggiornamento : 07-10-2014 16:41

   
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