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Un appello al voto di Piero Basso. Per Tsipras .
(1 voto)
 

Scritto da Franco Calamida, 14-05-2014 16:18

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Pubblicato in : La costruzione della sinistra, La costruzione della sinistra


Piero Basso , componente di Costituzionebenicomuni ci segnala questo appello ; è stato discusso all'interno del collettivo Costituzionebenicomuni ed è da tutti condiviso. Le indicazioni di preferenza sono epresse da Piero Basso , estensore del testo . Infatti ciscun componente il collettivo segnalerà le preferenze che ritiene opportune. Come è giusto che sia. La riportiamo come decisione di Costituzionebenicomuni.

Vota Tsipras! Un voto a sinistra contro la crisi, nell'interesse di tutti!

 

1. Il 25 maggio possiamo cambiare l'Europa.

Il 25 maggio andremo alle urne per eleggere i 73 deputati italiani al nuovo Parlamento europeo: è un voto importante perché l'Unione europea è determinante, nel bene e nel male, per oltre il 70% delle leggi e delle regole che governano tutti i paesi dell'Unione e quindi anche l'Italia.

Ricordiamoci che il Parlamento è l’unico organo eletto direttamente dai cittadini, mentre Consiglio europeo e Commissione europea sono emanazione dei governi. Dargli forza col nostro voto è importante per cambiare molte cose: in meglio.

 

2. Un'Europa di pace, democrazia e giustizia sociale.

Col nostro voto possiamo dire NO! alle politiche neoliberiste che in questi anni invece di risolvere hanno aggravato la crisi, facendo milioni di disoccupati, tagliando salari e servizi, approfondendo le disuguaglianze, escludendo milioni di giovani dall'accesso alla cultura e al lavoro.

Col nostro voto possiamo dire SI! alla creazione di milioni di posti di lavoro socialmente utili e rispettosi dell'ambiente, alla riduzione delle disuguaglianze, al rilancio di un welfare europeo dei diritti e dei beni comuni, a un'espansione della democrazia che sottragga a un ristretto gruppo di banchieri e tecnocrati, decisioni che riguardano la nostra vita.

Possiamo costruire un'Europa che garantisca a tutti coloro che qui vivono e lavorano l'effettivo godimento dei diritti riconosciuti dalle Carte.

 

3. Uscire dalla crisi è possibile. Con un'altra politica.

Col nostro voto possiamo uscire dalla crisi. La crisi non è piovuta dal cielo e i "mercati" non sono il frutto di una legge di natura: sono stati preparati da trent'anni di politica neo-liberista. E' politica la scelta della libera circolazione dei capitali (la possibilità per i detentori di grandi patrimoni di investire nel paese con minori tasse, minori salari, minori tutele ambientali), la scelta di sottrarre alle banche centrali la possibilità di prestare direttamente agli stati (facendo lievitare il debito pubblico, che in Italia, senza questa sciagurata politica, diminuirebbe anziché continuare ad aumentare), la scelta di non combattere seriamente l'evasione e la corruzione, in cui l'Italia vanta un non invidiabile primato. E' politica la scelta di subordinare la politica del paese, il benessere dei cittadini, la stessa democrazia al rimborso prioritario del debito.

Possiamo battere la politica che ha costruito queste regole con una politica di sinistra, sottraendo potere ai "mercati" per restituirlo ai cittadini.

Novant'anni fa il mondo si trovò di fronte a una crisi della dimensione di quella attuale e anche allora i governi, in Europa come negli Stati Uniti, proclamavano la santità dei mercati e la necessità dei "conti in ordine". Ma negli Stati Uniti l'opinione pubblica progressista, in opposizione a questa politica, portò al potere il presidente Roosevelt: fu avviato un grande programma di opere pubbliche e di difesa del territorio, creando milioni di posti di lavoro, rilanciando l'economia e ponendo le premesse per il primato dell'America nei cinquant'anni seguenti.

 

4. Non credere alle sirene.

Oggi, vigilia elettorale, tutti promettono di rovesciare la politica della troika e rilanciare l'economia e l'occupazione, ma questo non è possibile con i pannicelli caldi che ci promettono (gli 80 euro in busta paga): occorre un rovesciamento completo della politica neo-liberista, occorre ridare ai cittadini il potere sui mercati.

Questo non lo potranno certo fare i socialisti di Schulz e Renzi o i popolari di Junker e Berlusconi, che hanno votato compatti i provvedimenti della troika.

Ancora meno affidabili le sirene dell'«uscita dall'euro»: scatterebbe subito l'attacco alla lira e in poche ore il suo valore precipiterebbe, raddoppiando il nostro debito verso l'estero. Mentre i ricchi metterebbero subito al sicuro i loro soldi all'estero, un'altissima inflazione brucerebbe i nostri risparmi e taglierebbe brutalmente il potere di acquisto di salari e pensioni.

Occorre cambiare l'Europa, non uscire dall'Europa.

 

5. A sinistra: una forza per una strategia coerente.

All'Europarlamento c’è una forza coerente che da sempre si batte per i diritti di tutti, per i beni comuni, contro le politiche del rigore e dei tagli: è la sinistra unita europea (GUE/NGL: Gauche unitaire européenne, Nordic Green Left). Tutti i partiti della sinistra europea hanno scelto di candidare a presidente della commissione europea Alexis Tsipras, segretario del partito della sinistra greca Syriza. Le donne e gli uomini di sinistra di tutta Europa hanno scelto un greco, simbolo del paese che più ha sofferto per le imposizioni della politica neo-liberista, ma anche del partito che con maggiore forza e tenacia ha saputo opporsi a questa politica.

Anche in Italia la lista "Un'altra Europa per Tsipras", nata dall'incontro tra un gruppo di intellettuali, i partiti di sinistra, movimenti di base e l'opinione pubblica di sinistra, è parte di questo grande movimento di rinascita di una sinistra attenta ai bisogni dei cittadini.

Il successo elettorale della lista Tsipras è indispensabile per cambiare, per dare lavoro e speranza, per riaffermare i diritti di tutti, per avviare la ricostituzione, anche in Italia, di una sinistra unita e forte.

Un voto per la lista Tsipras è un voto nell'interesse di tutti!

 

 

Preferenze:

Ricordo che alle elezioni europee si possono indicare sino a un massimo di tre preferenze per candidati della lista votata presentati nella propria circoscrizione.

Naturalmente si può anche indicare solo una o due preferenze, o nessuna.

Attenzione: nel caso di tre preferenze occorre che non siano tutte dello stesso genere; quindi devono essere due uomini e una donna o due donne e un uomo. (Nel caso di due sole preferenze, i due candidati possono essere dello stesso genere).

 

Di seguito riporto i profili di alcuni candidati della lista “L'altra Europa per Tsipras”, tra quelli che conosco personalmente o di cui conosco le capacità,

 

Circoscrizione Nord-Ovest (Liguria, Lombardia, Piemonte)

 

Moni Ovadia

Nato in Bulgaria da famiglia ebraica, si trasferisce a Milano nel 1953. Comincia la sua attività artistica come cantante e musicista di musica popolare e nell'84 inizia il suo lavoro teatrale che lo condurrà all'elaborazione della sua personalissima cifra stilistica improntata sull'idea del «musicista/attore» e ad un'intensa produzione di spettacoli di forte impegno civile e culturale. Attore di teatro, di cinema d'autore (Moretti, Monicelli, Andò, Faenza), autore di importanti saggi sull'identità ebraica, la spiritualità e l'etica, è stato insignito di importanti premi. Tra i tanti: Premio per la Pace 1995, Premio UBU 1996, Govi 2003, De Sica 2009, Premio Presidente della Repubblica 2012. Laurea honoris causa in Scienza della Comunicazione a Siena e in Lettere e Filosofia a Pavia. Editorialista per importanti testate giornalistiche, Ovadia è anche noto per il suo costante impegno politico e civile a sostegno dei diritti e della pace.

 

Nicoletta Dosio

Attivista e volto storico del Movimento No Tav, impegnata nelle problematiche dell'ambiente, dell'istruzione e non solo. Figlia di operai, è stata insegnante di materie umanistiche dal 1973 al 2006. é protagonista della vita politica e sociale del territorio piemontese e ha partecipato a numerose lotte: contro il mega-elettrodotto «Grand-Ile Moncenisio-Piossasco», che avrebbe sconvolto la Val di Susa; contro l'autostrada Torino-Bardonecchia; per l'apertura di un liceo scientifico pubblico nella zona della media Val di Susa, che ne era sprovvista. Ha solidarizzato con le lotte sindacali in varie fabbriche del territorio piemontese ed è stata una figura traino della lotta contro il nucleare e la privatizzazione dell'acqua. Da sempre impegnata contro le guerre, dalla Jugoslavia, all'Iraq, all'Afghanistan, si batte per il riconoscimento del diritto all'autodeterminazione del popolo palestinese.

 

Daniela Padoan

Scrittrice e saggista. Da anni si occupa di razzismo e dei totalitarismi del Novecento, con particolare attenzione alla testimonianza delle dittature e alle pratiche di resistenza femminile ai regimi. Fra i suoi libri, Come una rana d'inverno, Conversazioni con tre donne sopravvissute ad Auschwitz, Bompiani 2004; Le pazze: un incontro con le Madri di Plaza de Mayo, Bompiani 2005; Razzismo e noismo: le declinazioni del noi e l'esclusione dell'altro, con il genetista Luca Cavalli-Sforza, Einaudi 2013. Ha realizzato documentari e reportage, tra cui Via Lecco 9 per RaiNews24, Le Madri di Plaza de Mayo, La Shoah delle donne e Dalle leggi razziali alla Shoah per Rai3.

Ha realizzato il video Fabbrica, commissionato dalla Fiom-Cgil per il centenario della Cgil 2006, lavorato con Rai Educational, condotto trasmissioni su Radio1 Rai e collaborato alle pagine di cultura del «manifesto» e del «Fatto Quotidiano». Ha scritto su «Via Dogana». la «Revue de l'histoire de la Shoah» e la «Rivista di estetica». per cui ha curato un numero dal titolo «Il paradosso del testimone». Ha un blog sul portale del «Fatto Quotidiano»

 



Ultimo aggiornamento : 14-05-2014 16:18

   
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