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Il diritto al cibo - Luigi Ferrajoli-
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Scritto da Franco Calamida, 11-01-2014 21:35

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Pubblicato in : La costruzione della sinistra, La costruzione della sinistra


Riportiamo una riflessione di Luigi Ferrajoli  sul diritto al cibo , bene comune da tutelare nelle Costituzioni. E' utile per l' elaborazione di una visione alternativa e concrete proposte  in occasione di Expo 2015 .

              

 

 

          Il diritto al cibo come diritto fondamentale. Riflessioni sul diritto internazionale del :                            - prof. Luigi Ferrajoli -

 

Ci sono nessi precisi tra le crisi attuali, la crisi ecologica, l'alimentare, la finanziaria e quella della  democrazia. Abbiamo una contraddizione tra il dover essere  e quello che è la realtà.

Il Diritto all'Alimentazione è sancito da tutte le carte internazionali, a partire dalla carta dei Diritti Umani del 1948, il diritto ad essere liberati dalla fame.

Invece, come è stato detto prima da Lupo, negli anni 60 c'erano 80 milioni di affamati e oggi sono quasi un miliardo, si è fatto l'opposto di quello che si doveva fare: si sono espulsi milioni di contadini dalla terra e si produce cibo malsano, con un modello di produzione di Cibo che è  insostenibile ed emette circa il 50% dei gas serra, come è stato detto in alcune relazioni precedenti.

 

La consapevolezza di questi problemi manca non solo a livello della Politica, che è oggi del tutto  subalterna all'economia, ma anche a livello di massa e nel senso comune.

A livello della grande opinione pubblica questi problemi sono assolutamente ignorati, nonostante ci siano forti movimenti che pongano questo problema all'attenzione dell'opinione pubblica.

C'è una assenza di consapevolezza del cambiamento radicale del rapporto uomo-natura.

Non solo stiamo distruggendo la natura, ma è venuta meno quella dipendenza positiva dalla natura, che  in altre epoche del passato caratterizzava la sussistenza, realtà già denunciata tre secoli fa da Locke e Tocqueville, quando diceva che il rapporto dell'uomo civilizzato con la natura era sempre più indiretto ( non parliamo dell'interdipendenza sociale che si è sviluppata con la natura in questi anni ).

Prima c'era un'autosufficienza della povertà, con il capitalismo la sussistenza veniva garantita dalla proprietà, dalla libertà individuale e dal  lavoro, perchè si poteva sempre emigrare nel Nuovo Mondo dove c'erano terre incolte;  oggi non ci sono più terre incolte dove emigrare e il diritto ad emigrare è stato trasformato in reato.

Ora la sopravvivenza non è più un fatto naturale, ma sociale, e dunque diventa la fonte della legittimazione dell'ordinamento giuridico.

Questo è il cambiamento epocale, che ha fatto sì che i diritti sociali sono alla base del patto di convivenza, dei diritti di sopravvivenza, di sussistenza.

Attualmente questi diritti vengono violati in maniera massiccia, gli uomini non sono mai stati così eguali sul piano del diritto e così diseguali di fatto.

L'umanità non è mai stata così ricca e contemporaneamente con masse crescenti così povere.

La crisi che stiamo vivendo è una crisi della democrazia.

 Lo slogan “siamo il 99%” rappresenta questa crisi meglio di un trattato, il 99% della popolazione  mondiale non è rappresentato, sente il ceto politico ostile, non solo distante.

Con la crescente dipendenza della politica dall'economia,  l'1%, che si dice controlli il 40% della ricchezza  mondiale,  tutela i propri interessi contro gli interessi del il 99%. 

E' la crisi della democrazia, non solo sul piano della rappresentanza, ma anche sul piano degli interessi tutelati: chi la può superare? La Politica? Ma la politica è sempre più impotente e subalterna, per la concentrazione di potere e per i conflitti di interessi,  per i mandati lobbistici che vengono sempre più istituzionalizzati, in sostanza per il venire meno della base più profonda del costituzionalismo, che è stato alla base dello Stato Moderno, la  separazione tra politica e economia, la separazione  tra Stato e Società, la creazione dello Stato come sfera pubblica eteronoma all'Economia.

Oggi abbiamo sempre meno distanza tra politica e commercio, con una regressione premoderna, di tipo feudale.

Viviamo una crisi economica, la cui soluzione è affidata alle direttive della Banca centrale, una crisi  che è stata provocata da quegli stessi mercati che si propongono come la ricetta, da quelle banche che sono state salvate e che minacciano di fallimento gli Stati che le hanno salvate, con misure recessive che aumentano le diseguaglianze tra ricchi e poveri.

 

Il problema centrale non è la formulazione di nuovi diritti, ne abbiamo fin troppi di diritti, diventano vuota retorica se cresce ulteriormente la distanza tra diritti e realtà

Abbiamo bisogno, e questo deve essere affidato all'ideazione e progettazione sociale, politica e giuridica, di ISTITUZIONI DI GARANZIA dei diritti già esistenti.

I diritti fondamentali senza tecniche di garanzia sono vuote proclamazioni.

 

Quando parliamo di Riforma Agraria, di agricoltura sostenibile, di ritorno ad una Agricoltura contadina,  di liberazione dell'agricoltura dal petrolio, dobbiamo pensare alle  regole, attraverso cui riuscire ad ottenere tutto questo.

Il diritto è il linguaggio con cui formuliamo i problemi e le soluzioni.

Mentre denunciamo il dominio dei mercati e una produzione che ha effetti devastanti, dobbiamo riuscire a identificare le regole, le tecniche, che consistono in altrettanti  divieti e obblighi imposti ai poteri.

Questo è il fondamento del costituzionalismo, che ci siano limiti e   obblighi, oggi tanto più necessari per l'aumentata potenza politica e economica e tecnologica, potenza incomparabile rispetto quella del primo capitalismo.

 

Oggi siamo di fronte a una potenza incontrollata e crescente, contemporaneamente a  un vuoto totale del DIRITTO PUBBLICO, riempito da un pieno di DIRITTO PRIVATO, prodotto dalle multinazionali e dagli studi dei loro avvocati, con una impotenza degli Stati, perchè si è globalizzata l'economia, ma non la politica, non  i diritti,  e la politica e la democrazia vivono aporie legate ai tempi brevi e agli spazi ristretti della democrazia.

 

C'è una contraddizione paradossale tra la la Democrazia e gli interessi vitali.

Tralasciando la situazione grottesca  italiana, c'è una crisi di  rappresentanza in tutte le democrazie avanzate, perchè la rappresentanza è legata  agli spazi nazionali, ai tempi stretti delle  scadenze elettorali e dei sondaggi, e non  può farsi carico di progetti a lungo termine e dei problemi mondiali.

C'è quindi una irresponsabilità, che può essere colmata solo da movimenti che riescano a proporre e imporre le forme, le regole, i progetti istituzionali in grado di porre divieti e obblighi, limiti e vincoli, divieti di tipi di produzione.

Questo è possibile creando istituzioni di Garanzia a livello sovranazionale.

 

Abbiamo sentito parlare dell'irresponsabilità con cui vengono venduti i Beni del Demanio, questo è possibile perche i Beni Demaniali sono oggi definiti solo dal Codice Civile, che è una legge e quindi può essere cambiata, la qual cosa questo Governo sta facendo e si ripromette di fare.

Da anni propongo che i Beni Comuni devono essere Costituzionalizzati, inseriti nella Costituzione, accompagnati da una rigidità assoluta, che nessuna maggioranza, neppure all'unanimità  possa privatizzarli, l'aria, l'acqua, le spiaggie, le foreste

 

Eviterei di fare del bene Comune una espressione generica e indeterminata, inserendo lavoro, cultura,  educazione, tutto quello che è sinonimo di bene, di buono, di bontà.

I beni Comuni sono cose  materiali, cose vitali, necessari alla sopravvivenza, da sottrarre al mercato, attraverso la loro  costituzionalizzazione e la creazione di Istituzioni di garanzia, in grado di fornirli automaticamente.

 

L'acqua è Bene Comune: che significa mettere in contraddizione il Bene Comune con il Pubblico?

Il Pubblico nasce come sfera eteronoma, garantista, democratica, in alternativa alla gestione privata, quindi dobbiamo Pubblicizzare e Costituzionalizzare, introdurre Istituzioni di garanzia, perchè sono diritti di tutti, alludono al popolo nel senso più pregnante. 

 


Ultimo aggiornamento : 11-01-2014 21:35

   
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