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Mov. 9 dicembre - Piazza Loreto - V . Robustelli
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Scritto da Franco Calamida, 18-12-2013 09:01

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Pubblicato in : La costruzione della sinistra, La costruzione della sinistra


Ciò che è accaduto  in Piazza Loreto in questi giorni ( metà dicembre 2013)  impone una discussione . Questo articolo di Vincenzo Robustelli è utile .

13, 14, 15, 16, 17 Dicembre 2013 sempre meno persone, in un continuo cambiamento per età, organizzatori e forse ruoli politici. Ma ancora gli stessi slogan, inni, parole d’ordine e volantini rimessi a nuovo o anche diversi che bene o male ripetevano quanto scritto nei giorni precedenti, cartelloni scritti con il pennerello.

Una sola volta la firma “Coordinamento 9 Dicembre”.

Le persone cambiano dal mattino, al primo pomeriggio alla sera, ma rimane la logica (permessa) del blocco a turno delle varie strade che confluiscono in Loreto, ma abbiamo sempre un diminuire veloce di manifestanti fino a quasi l’azzeramento il 15, 16, 17.

Quali nuove osservazioni?

1)     Venerdì 13 alle 18,30 le facce sono nuovie sia come partecipanti che come organizzatori che sembrano più organizzati del solito. Giubbotti cartarifrangenti per 5-6 persone, 3-4 megafoni. Il tutto per 100-130 dimostranti in età più alta rispetto ai giorni precedenti.

Ogni tanto 3-4 persone si staccano e parlottano tra di loro per poi tornare tra gli altri. Si conoscono quasi tutti tra di loro. Possono essere anche persone che c’entrano poco con le motivazioni della manifestazione.

2)     Sabato 14 alle 11.00 quasi nessuno e al primo pomeriggio alle 14.00 circa 100 persone diverse da quelle di Vnerdì sera.

Alla manifestazione per la strage di Piazza Fontana incontro i ragazzi organizzatori dei giorni di Mercoledì 11 e Giovedì 12. Sono molto giovani (22-25 anni). Uno dice di essere stato cacciato Venerdì dai fascisti di F.N. mentre gli altri si sono allontanati per la presenza dei fascisti.

Eppure tutti questi pur partecipando alla manifestazione antifascista per Piazza Fontana, pur essendo stati allontanati dai fascisti mantengono l’ambiguità di fondo: nè di destra nè di sinistra. Propongono anzi che tutti assieme, senza alcuna distinzione tra destra e sinistra, si faccia fronte comune contro questa classe politica,

Si è fatto notare le ambiguità della loro posizione. E’ solo ambiguità? E’ una ambiguità voluta? Troppo giovani per pensare di far cadere persone che di provocazioni ne hanno visto tante.

Allora siamo lontani dalla realtà che questi giovani vivono e dalla logica che pervade i loro ragionamenti?

 

Queste esperienze, anche dirette, mi fanno dire che è inutile che ci chiamiamo fuori, ne siamo dentro fino al collo sia che li guardiamo a distanza come fascisti sia che parlando con loro viene esaltata la distanza anche culturale che ci separa.

Il problema è loro o nostro?

La politica non si fa con il dire che i manifestanti non ci piacciono (Cosa vuol dire? Hanno strane facce? Mi guardano male?) piuttosto capire, per quanto estranei alla nostra cultura e al nostro modo di fare politica, di quali discorsi sono portatori anche se sono sottoproletariato o solo impoveriti e disperati.

Ma proprio i loro bisogni e diritti non rispettati sono uno schiaffo al nostro modo di fare politica che pensa di comprendere tutto, ma poi quando si trova davanti agli effetti di questa politica governativa da Berlusconi a Monti a Letta a Napolitano ai Sindacati non li riconosce e non sa far altro che tirare fuori stereotipi e dietrologie per negare o relegare in un angolo un fenomeno, sicuramente limitato e debole, che non vuole e non riesce a capire. Perchè confronta il soggetto sociale che gli si presenta davanti con quelli del secolo scorso (operai e studenti figli di un ceto medio in fase di crescita economica in una situazione di boom economico) e con una protesta che toccava tutti i settori della società, non solo scuola, fabbrica o ufficio.

La contemporaneità della protesta dei forconi (anche se a Milano ha tutt’altra natura) con le ultime uscite di Berlusconi possono essere delle coincidenze o meno, ma non cambiano di una virgola la nostra impreparazione nel prevedere ciò che poteva accadere e nell’affrontare gli avvenimenti.

Nei vari giorni in cui si è sviluppata la protesta a Milano (piazzale Loreto) si è andati da una presenza massiccia (fino a 500-600 persone) di precariato giovane lavorativo o meno oppure studentesco che non ha più alle spalle l’ultimo welfare possibile oggi cioè la famiglia, anch’essa impoverita, ad una presenza di persone più mature e in numero molto inferiore (10-100) non più espressione di bisogni da far pensare a professionisti della politica più disponibili a cavalcare la protesta per fini diversi (Forza Nuova, Casa Pound, poliziotti).

Gli slogan, i messaggi sui volantini sono stati sempre gli stessi inneggianti all’Italia, al Popolo Italiano, all’essere nè di destra nè di sinistra, all’essere nè fascisti nè comunisti, al canto dell’inno di Mameli non sono in fondo delle novità assolute visto che da parecchi anni (da Ciampi) il tricolore, l’inno italiano oramai sono presenti ovunque in modo massìccio compreso l’ultima assemblea del PD che è iniziata cantando l’inno nazionale.

Nei volantini solo un paio di volte la Costituzione è nominanata come la democrazia. Ma che fiducia si può avere da parte di chi ne subisce l’esatto contrario? Perchè allora meravigliarci?

Quello che a mio avviso sono mancati sono l’antifascismo e l’antirazzismo che non hanno permesso di porre alcuni steccati.

 

Allora se non vogliamo capire che sono persone senza rappresentanza (in qualche modo anche io lo sono) in un modo dove la sovranità di tutti i tipi, la rappresentanza politica e la costituzione sono sempre più schiacciati a favore di elitè politiche, economiche e finanziarie e dei rispettivi blocchi sociali allora il nostro ruolo politico è molto vicino allo zero.

Se aggiungiamo l’aver ridotto tutti ad individui atomizzati pronti al consumo e una distruzione culturale che impedisce di individuare responsabilità precise e non generali, rimane solo il messaggio generale, che come tale viene fatto passare come messaggio qualunquista che vuole operare sono in modo distruttivo senza creare nulla.

Ma cosa, in effetti, siamo in grado di proporre se non di entrare nelle logiche partitiche di quegli stessi partiti che invece di rispettare il mandato ricevuto ne hanno approfittato.

Quali sono le alternative offerte?

Si afferrma che occorre entrare nei partiti per far prevalere le posizioni più di sinistra e nella logica della maggioranza/minoranza di attendere il proprio turno di governo magari alleati della peggiore feccia (come quella che si è staccata dal PdL).

Ma non c’è più tempo per chi ha bisogno, per chi ha visto sfuggire ogni possibilità di una vita degna. E mi sembra che le occasioni istituzionali di questa sinistra sono oramai state sprecate ed anche i tempi supplementari sono finiti.

Perchè quand’anche questa classe dirigente fosse cacciata rimarrebbe il vuoto ed allora il pericolo di destra sarebbe inevitabile.

Queste affermazioni fanno a pugni con la realtà perchè chi le fa non fa poi nulla per sviluppare nel terreno sociale quelle lotte che sono in grado di creare anche una nuova classe dirigente.

Vediamo per esempio la fine che sta facendo la proposta i legge per un Reddito Minimo Garantito.

Il 15 Aprile 2013 vengono consegnati al Parlamento le oltre 50.000 firme raccolte per una legge di iniziativa popolare (Firmatari RC. SeL)

Il 23 Ottobre 2013 SeL presenta una sua proposta di legge

Il 4 Novembre 2013 il M5S presenta una proposta di legge ancora sotto forma di bozza

In tutti e 3 i casi nessuno dei partiti proponenti ha portato alla attenzione dei precari, lavoratori, disoccupati, pensionati, ecc che è possibile, attraverso lotte, propaganda manifestazioni portare all’ordine del giorno il problema del diritto ad un reddito per vivere.

Occorreva uscire dalle istituzioni, fare dei comitati di lotta per il reddito garantito, superare le divisioni partitiche e chiamare quei soggetti, gli stessi che abbiamo visto in questi giorni in Piazzale Loreto, a scendere in piazza a rivendicare i propri diritti.

Invece di aspettare che siano altri, su obiettivi confusi e solo protestatari a prendere il sopravvento.

Chiedo ai 3 partiti perchè non l’hanno fatto e attendono solo che proposte di legge separate o non vengano mai messe in discussione o siano respinte.

Ora questo movimento di Milano è prossimo alla fine. Cosa facciamo? Tiriamo un sospiro di sollievo per lo scampato pericolo. Attendiamo, ancora una volta impreparati, non egemoni un nuovo e forse più pesante e incontrollabile movimento dove la rabbia, il livore e ben altri interessi prendano il sopravvento.

 

Vincenzo



Ultimo aggiornamento : 18-12-2013 09:01

   
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