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Congresso - Doc. conclusivo -
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Scritto da Franco Calamida, 13-11-2013 09:05

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Pubblicato in : PRC Zona 3, PRC Zona 3


Il Congresso del Circolo di zona tre si è concluso positivamente con l'approvazione del seguente documento .



CONGRESSO STRAORDINARIO DEL PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA


 

-Il congresso approva la relazione del segretario uscente. Riteniamo questo congresso importante se attuerà  scelte politiche ed organizzative che dobbiamo intraprendere per contrastare la fase di crisi globale del capitalismo da un lato e della crisi di sistema della politica dall’altro. Il predominio della  speculazione finanziaria sulle economia reale, le politiche di austerità e il monetarismo imperante, sta facendo tabula rasa di fondamentali diritti sociali, colpendo direttamente la sovranità dei popoli e rendendo insopportabili le condizioni di vita di milioni di lavoratori, giovani, donne, anziani e migranti.  Anche nel nostro paese, questa crisi  sta devastando società, ambiente e strutture produttive togliendo, con la disoccupazione e il precariato, ogni futuro alle giovani generazioni. Straordinaria diventa quindi per i comunisti la necessità di rimuovere con rapidità le cause delle difficoltà e delle sconfitte che da troppo tempo stanno paralizzando la nostra azione politica e quella della sinistra nel suo complesso e di perseguire una grande battaglia per la salvaguarda di diritti sociali, civili e democratici affermati dalla nostra Costituzione e dalla Resistenza all’interno di un progetto politico di progressiva uscita dal sistema capitalistico. Insomma occorre dimostrate con fatti concreti l’utilità politica e sociale del nostro partito in un momento in cui c’è il massimo bisogno di un sostegno politico alle ragioni, alle lotte e alla sofferenza sociale di ampi strati della società che colpiti dalla crisi non trovano ancora una adeguata rappresentanza politica a sinistra col rischio di finire, sfiduciati, in balia di un populismo grillino democraticamente pericoloso  quanto inconcludente.

 

- Prioritario è, per  un partito comunista, ricostruire i legami con questi soggetti sociali sulla base di una vera democrazia partecipata. Far crescere il loro protagonismo e  capacità di conflitto sociale indispensabili per ricostruire i necessari rapporti di forza per contrastare con efficacia nel nostro paese le devastanti politiche sociali  della BCE, che i governi Berlusconi e Monti prima e ora il governo Letta-Alfano stanno attuando in modo scandaloso. Un protagonismo sociale che non può non trovare una sponda politica in una sinistra unita, una sinistra indisponibile ad alleanze con un centrosinistra corresponsabile di  scelte politiche così antipopolari. Senza un drastico cambiamento non ci possono essere, infatti, risposte efficaci e concrete alle aspettative e ai bisogni di coloro che questa crisi la stanno pagando a caro prezzo. Un cambiamento che può materializzarsi solo se si mette al centro il protagonismo sociale con una forte presenza di  democrazia diretta/referendaria sia nella costruzione dei percorsi organizzativi unitari a sinistra, sia nella definizione dei programmi che a nostro parere dovrebbero porre  come priorità una campagna per il reddito minimo e salario garantito, come risposta alle dilaganti condizioni di miseria e povertà e segno di solidarietà tra i soggetti sociali. Un diritto alla sopravvivenza emblematico di altri non certamente secondari diritti: istruzione, salute, pensioni, lavoro ….

E’ altrettanto evidente che  una crisi globale e continentale  non può essere affrontata solo con un’ottica nazionale. Occorre infatti dotarsi di una strategia che abbia un respiro almeno europeo e trovi sintonia con le mobilitazione e le lotte presenti nei diversi paesi. Occorre al più presto intensificare i rapporti e mettere in calendario mobilitazioni e lotte a livello europeo su piattaforme comuni e dare più forza alle battaglie politiche della Sinistra Europea che raggruppa le principali forze politiche comuniste e di sinistra  che si oppongono alla BCE e al suo modello di Europa dei ricchi e dei banchieri.

 

- Deludenti  sono state anche le  recenti esperienze elettorali a sinistra ( Sinistra Arcobaleno, Federazione della sinistra e  Rivoluzione Civile). Occorre abbandonare la pratica di improvvisati cartelli elettorali creati dai vertici di partiti, così come l’estrema personalizzazione della politica  e rimettere al centro percorsi di democrazia partecipata per ritrovare l’entusiasmo e la partecipazione dal basso come quella  vissuta in occasione  dell’elezione a sindaco di Pisapia o nel sostegno alla lista Di Stefano nelle ultime regionali.

Si avvicina infatti la grande opportunità delle prossime elezioni europee e la sinistra non deve esimersi di recuperare  quella saggezza e costruire una lista elettorale unitaria, come avviene con successo in molti paesi europei. Occorre da subito con le forze politiche e i movimenti e le associazioni disponibili, costruire programmi, liste elettorali e modalità organizzative condivisi, dove le scelte e le decisioni  siano votate democraticamente da una base ampia e certificata.

Il PRC  deve diventare il motore di una tale costruzione unitaria a sinistra, dimostrando così coi fatti l’utilità sociale e politica della propria presenza.

Bisogna saper imparare dalle sconfitte e dalle esperienze positive, rinnovare le nostre analisi  a fronte dei cambiamenti sociali e produttivi in atto e soprattutto non permettere più che i gruppi dirigenti ripetano gli stessi errori politici senza che  i militanti del partito non abbiano adeguati strumenti organizzativi per intervenire e decidere direttamente.  Dobbiamo rinsaldare i legami con la società e con la base del partito cominciando a modificare nella direzione di una più forte della democrazia diretta  la nostra forma-partito. Un cambiamento importante che si riverserebbe positivamente direttamente nelle nostre stesse proposte di ricostruzione unitaria della sinistra.

 Ecco perché riteniamo importante la proposta, presente anche nel documento n°1, di introdurre a tutti livelli organizzativi una pratica referendaria vincolante per condizionare con una dose massiccia di democrazia diretta l’intera struttura del nostro partito e delle sue modalità di assunzione delle decisioni politiche.  Si tratta di uno strumento organizzativo efficace per superare ogni verticismo e rimuovere quella separazione col tessuto sociale e territoriale che il nostro partito soffre da troppo tempo evitando il ripetersi  paralisi politiche incomprensibili  dettate dal correntismo e da personalismi di ogni tipo. 

 Vanno dunque rimossi meccanismi organizzativi che hanno da sempre dato origine alla deleteria divisione in correnti del partito e alla pratica dei congressi celebrati sulla base di documenti separati  finalizzati unicamente alla conta e alla conseguente distribuzione dei posti di responsabilità. Una pratica che ha arrecato un grave danno ad una reale ricerca di sintesi politica e alla compattezza ed efficacia dell’intervento politico del partito.

Occorre ridistribuire dunque il potere decisionale dal vertice alla base del partito recidendo in profondità tutti quegli automatismi che predominano totalmente  la distribuzione di responsabilità a seguito dei consensi ricevuti dai documenti politici; occorre, dopo che la praticabilità del referendum ad ogni livello garantisce la sovranità delle/i iscritte/i contro il monopolio e la separatezza dei gruppi dirigenti, comporre il CPN, i CPR e i CPF  con una forte  presenza dei segretari di federazione e dei segretari di circoli, nella assoluta la parità di genere .  

 

-Riteniamo  questa lunga premessa di carattere generale indispensabile per poter dare potenzialità e coordinamento all’intervento dei nostri circoli sul territorio. Per quanto riguarda l’agire politico del circolo Peppino Impastato di zona 3  abbiamo da tempo messo in atto sia una pratica unitaria a sinistra,  sia un rapporto stretto con i bisogni del territorio puntando su una gestione del circolo il più possibile collegiale senza alcun tipo verticismo sia nelle scelte che a livello organizzativo. Abbiamo cercato di stare sul territorio in modo da rendere più visibile possibile il nostro intervento basandolo sulla importante pratica del fare anche se a volte abbiamo caricato in modo eccessivo  la stessa disponibilità militante dei nostri iscritti. Il numero delle iniziative pubbliche svolte solo in questo ultimo anno è davvero notevole e il solo farne l’elenco ci riempie di soddisfazione. Abbiamo organizzato: l’iniziativa contro la mafia e in ricordo dell’uccisione di Peppino Impastato con la presenza del fratello Giovanni; l’iniziativa”Pugni chiusi e tasche vuote” sul questione del lavoro e dei giovani organizzata assieme al circolo Resistenza di zona 2 e ai giovani comunisti;  i tre giorni di festa in difesa della Costituzione sempre organizzata col circolo Resistenza di zona 2; la raccolta firme sull’art.18 e  sul buono scuola, la solidarietà alle lotte dei dipendenti del San Raffaele e delle Tre Marie; la partecipazione ai comitati unitari in sostegno della piattaforme Fiom e ora a quello della “Via maestra” sulla Costituzione; il sostegno continuo dato al compagno Sacristani, nostro Presidente di zona, e alla compagna Benvenuto nel loro difficile compito di costruire un’azione unitaria a sinistra nel governo del CdZ  nella ricerca, pur in mancanza del decentramento amministrativo del comune, di una sinergia con i bisogni dei cittadini; la presenza significativa dei nostri iscritti  nel Comitato x Milano della zona 3,  nell’associazione antifascista Zona 3 x la Costituzione e nella Associazione amici di Fasto e Iaio; la messa a disposizione della nostra sede come casa della sinistra che vede la presenza di ben sette soggetti diversi tra forze politiche e associazioni della sinistra.             

Ovviamente non mancano le criticità che occorrerà affrontare con determinazione e le cui soluzioni misureranno a fondo le nostre capacità di introdurre innovazioni efficaci. Innanzi tutto emerge nella sua gravità la questione del tesseramento: non riusciamo ad aumentare significativamente gli iscritti al nostro circolo e grave è l’esigua presenza di giovani;  tutto questo scoraggia i militanti ad allargare ulteriormente il campo e capacità d’intervento del circolo e limita la possibilità d’intensificare il nostro radicamento sociale sul territorio. C’è poi il deludente rapporto con la Federazione che se non risolto, con gli adeguati cambiamenti organizzativi sopra indicati, rischia di disperdere  tutto quanto di buono i circoli fanno sul territorio e rendere vuota ed inefficace sino alla paralisi, come è successo con oltre un anno di commissariamento, l’azione stessa della Federazione con grave danno per tutto il partito. Infine la questione dell’azione unitaria della sinistra in zona che  manca di continuità e organicità. Si tratta di una unità d’azione che va senza dubbio da parte nostra intensificata e arricchita col contributo delle nostre idee e buone pratiche. Dobbiamo rafforzare le relazioni con gli ambiti collettivi esistenti e essere i motori nella costruzione di nuovi. Il più recente è il Comitato per la Costituzione di z3, che si propone di costruire una coalizione che ha la Costituzione per programma e si contrappone a involuzioni presidenzialiste. Un ambito che  può diventare la sede di un agire insieme per iniziative concrete rivolte alla cittadinanza e al territorio e potrebbe raggiungere una massa critica sufficiente a dare credibilità alle proposte ed ad una più ampia condivisione di valori, superando quel sotteso clima di competizione disgregante per ogni efficace azione e presenza unitaria a sinistra. Come pure più organico e dialettico deve diventare, per il circolo, il rapporto con il CDZ sia per valorizzare il lavoro fatto dai nostri rappresentanti, sia per collaborare nelle scelte che vengono fatte e sviluppare campagne “congiunte” ( ad esempio: il progetto legalità/contrasto lavoro nero/sicurezza sul lavoro con la partecipazione dei cittadini contro la declinazione di sicurezza come repressione e ordine pubblico che dà spazio a culture xenofobe e razziste). Dobbiamo con forza rilanciare il progetto di apertura al pubblico e chiusura del traffico di Corso Buenos  Aires, progetto culturale e ambientalista. Non possiamo concludere la nostra riflessione senza un doveroso ringraziamento al compagno Marcello che generosamente si è accollato il gravoso incarico di segretario in un periodo non certo  facile per il circolo Peppino Impastato contribuendo non poco, assieme ai suoi militanti più attivi, al rilancio del suo intervento sul territorio e a livello cittadino.

(approvato all’unanimità)

   


Ultimo aggiornamento : 13-11-2013 09:05

   
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