ieri in sala Alessi : tutti a Roma il 12 ottobre di Anna Miculan

2 ottobre 2013 alle ore 15.44

Ieri poco prima dell'assembleain sala Alessi in Comune a Milano, con la testa piena delle solite “questioni” giuridiche/lavorative sempre più fatte di storiedrammatiche, brutte, tristi, ma sempre coinvolgenti e avendo benpresente la nostra situazione politica mi tornavano in mente alcunefrasi del grande Pasolini che in tempi lontani aveva scritto(trascrivo come le ricordo) "l'ora è confusa enoi come perdenti la viviamo...hai voluto che la tua vita fosse lottaed eccola qui sui binari morti, ecco cascare le bandiere rosse, senzavento...il vecchio lascia cadere la bandiera e lento con le lacrimeagli occhi si ricalca in capo il berretto...è la nostalgia deivecchi tempi...la paura che ispira tanta malinconia..."mi sentivo rabbiosa più che malinconica... e con quello statod'animo mi avviavo verso la sala Alessi ...già... lì ci saremoimpegnati ancora una volta per voltare pagina...

Ebbene la strada è breve,lasciato il mio studio, cammino e la malinconia si allontana, ma larabbia mica tanto...penso alle persone che ci saranno, tante, poche,alla riuscita della manifestazione, agli interventi,all'organizzazione, ad Adesso Basta! che è tra i promotori...Arrivoe la sala è già quasi piena anche se non è ora che siincominci...ogni compagno che incontro mi procura un tuffo al cuore,sono baci ed abbracci, come se non ci vedessimo mai. Entusiasmo cheentra. La sala si riempie sino all'impossibile. Non c'è più tracciadi malinconia, forse neppure di rabbia.

Apre Basilio Rizzo, prosegueL.Carlassare, poi Don Rigoldi, continua un operaio, una docenteuniversitaria, un insegnante, una ex magistrata.ottimi interventi. Chiari. Precisi. Tutti attenti e concordi. Applausi convinti.

La sala è tanto piena che parescoppiare, tanto che il nostro sindaco Pisapia è costretto adaffacciarsi, non solo per controllare, ma per intervenire, per fareun buon intervento, come sa fare quando attorno ha il calore dellepersone. Intervengono poi il nostro grande Maurizio Landini e MoniOvadia. Spero di non avere dimenticato nessuno, perché non ho presoappunti. Ricostruisco pensando agli interventi sentiti e a quello cheho in testa io.

Tutti gli intervenuti hannoribadito che la nostra Costituzione non solo va difesa, ma vasopratutto attuata, per ridare un futuro di speranza, di giustiziasociale e di dignità a tutti, per riportarla alle sue radici,riaffermando e dando contenuto a tutti quei valori in essa affermatie nati e conquistati con il sangue e con la lotta, con la Resistenza.A rischio di essere chiamati e considerati conservatori. Nessunonega che si possa farle un qualche cambiamento, riordino e unriadattamento della architettura complessiva dello Stato tenendo inconto nuove esigenze, intervenendo sopratutto sulla seconda partedella Costituzione, dove appunto si prevede questa strutturazione. Andrà abrogato l’articolo 7 con tutti i privilegi della Chiesa,che violano la laicità dello Stato. Andranno modificati gli artt. 56e 57 stabilendo una sola Camera legislativa. Andrà abrogato ilrecente “pareggio di bilancio” che ha “novellato” (così dicela legge costituzionale approvata) gli artt. 81, 97, 117 e 119. Ecertamente anche qualche altro articolo (obblighi stringenti dirispetto della democrazia e di rappresentanze elette democraticamentesui luoghi di lavoro, ad esempio). Queste modifiche vanno tutte nelladirezione di rendere la nostra Costituzione ancora più coerente coni valori di giustizia e libertà che la informano, e che nascono dalsuo essere il prodotto storico della Resistenza antifascista.

Ma questo andrà fatto nondimenticando che la Costituzione non è un accessorio usa e getta. Losapevano bene gli Ateniesi, ma non lo sanno certo i nostri“politicanti”. Già Aristotele, riconobbe esplicitamente che uncambiamento costituzionale può essere fatto unicamente in momentieccezionali, come la fine di una guerra civile e l'inizio di unperiodo rivoluzionario. Non mi pare sia la nostra situazione...Comedire che non ci si sveglia una mattina e si mette in cantiere unariforma che coinvolge la legge portante dello Stato. Se lo si fa,come hanno in mente, loro, i politicanti nostrani, è perché sivuole minare la democrazia e questo non lo dobbiamo mai dimenticare.La democrazia non è per sempre. Dobbiamo saperla preservare eproteggere. Per intervenire sulla Costituzione ci vuole una societàrobusta e un legislatore molto preparato. In questo momento in Italianon abbiamo nessuno dei due fattori. Proprio quello che manca daalmeno 30 anni per essere generosi...La Costituzione non è uncontratto da cambiare, il frutto di un compromesso tra partiti. Vipare che tra quella “gentucola” che dice di governarci ci siaquello spirito, quel animus che mosse nel 1948 sedici figure diprestigio internazionale a scrivere per delega della comunità dinazioni, la Dichiarazione dei diritti dell'uomo?

Ma giustamente si chiedevano irelatori di ieri: come mai questi contraffattori di Costituzioneparlano di intervenire solo sulla seconda parte della Costituzione,quella relativa alla organizzazione dello Stato (mentre non voglionocambiare la legge porcellum, arrivando sin anche a dire, non cambiamoil porcellum - rischia di essere dichiarato incostituzionale -macambiamo la Costituzione così non cambiamo il porcellum!) e non fanno mai riferimento alla primaparte della Costituzione medesima? Siamo così sicuri che questaparte che loro non nominano sia veramente attiva, attuata,rispettata. Forse che non parlino di cambiarla perché di fatto molti di quei valori poco alla volta vengono abbandonati e sonolasciati rinsecchire di per se stessi? E a loro sta bene così.Quello è un loro preciso disegno. Perchè così la Costituzione muore.

Infatti la Costituzione è viva,i suoi principi sono sacrosanti solo se le persone li trovano attuatinella loro vita di tutti i giorni. Ma in Italia non è così. Lanostra Costituzione è volutamente inapplicata. Sfacciatamenteinapplicata. Volutamente dichiarata obsoleta e superata per crearedisinamore tra le persone, per evitare che nelle loro coscienzerimangano vivi i suoi principi, dal momento che essi non trovano piùriscontro nella loro vita quotidiana e così poi la Costituzionepossa essere facilmente manomessa, rendendo il fatto quasiindispensabile.

Si prenda l'art. 1. Ora al suointerno si dice che la Repubblica è fondata sul lavoro. Per tenerefede al valore etico di tale principio, coniugandolo con quantoaffermato all'art. 4. (la Repubblica riconosce a tutti i cittadini ildiritto al lavoro e promuove le condizioni che rendono effettivoquesto diritto) tra le priorità di una società e di un governo nondovrebbe esserci la valorizzazione profonda del lavoro, dellaprofessionalità, della sicurezza...? Rispondiamo pensando alladisoccupazione giovanile ormai al 40%, agli infortuni sul lavoro, aidisoccupati, agli esodati...al fare profitto a scapito deilavoratori. Quei lavoratori ai quali l'art. 46 “ai fini dellaelevazione economica e sociale del lavoro e in armonia con leesigenze della produzione, la Repubblica riconosce il diritto acollaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, allegestione delle aziende.” Ma l'avete mai visto capitare?

Si prenda poi l'art. 2. dove ognipersona si vede riconoscere, sia come singola, sia nelle formazioni idiritti inviolabili: il diritto alla salute, all'istruzione, allacittadina, ad una casa, alla rappresentanza sindacale (sul punto sonostati molto significativi i singoli interventi del operaio fiat,dell'insegnante, del docente)....ognuno di noi sa come anche questoarticolo non sia attuato.

Richiamando l'articolo 3, quelloin cui si afferma che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale esono eguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso, si razza,di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizionipersonali e sociali ed è compito della Repubblica rimuovere gliostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pienosviluppo della persona umana, ognuno di noi è in grado di proporremille esempi di continue violazioni ed inadempimenti.

Per concludere: Che importa aduna persona di leggere ho diritto al lavoro, alla casa, alla salute,alla difesa dell'ambiente.. se poi questo non avviene. Che se ne fa diuna legge, sia pure chiamata Costituzione se è continuamentedisattesa. Il carma che gira è questo. La Costituzione è superata.Invece non è vero.Ladignità delle persone, la giustizia sociale e la solidarietà versoi deboli e gli emarginati, la legalità e l’abolizione deiprivilegi, l’equità nella distribuzione dei pesi e dei sacrificiimposti dalla crisi economica, la speranza di libertà, lavoro ecultura per le giovani generazioni, la giustizia e la democrazia inEuropa, la pace: questo sta nella Costituzione” (Rodotà).

Ecco allora la necessità diribadire la necessità di rialzare la testa. La necessità di credereche la vera rivoluzione da fare è pretendere l'applicazione dellanostra Costituzione, mediante anche una sua strenua difesa.

Bisogna fare in modo che glienunciati contenuti nella Costituzione diventino veramente sostanza equesto può avvenire solo mediante l'impegno di ognuno di noi e senzapermettere che un manipolo di guastatori sabotino, distruggendo lanostra Costituzione, la nostra democrazia.

Così finisce questa meravigliosae partecipassissima assemblea cittadina, usciti dalla Sala Alessi,tuttavia, sia pure a testa alta, ben presto si ricade nella rabbia,nello schifo del quodiano imbattendoci nei Salustri, Cicchitto,Alfano di turno...

Ci vediamo a Roma continuando a lavorare lungo il percprso ogni giorno sino al 12 e poi avanti .

Anna Miculan

 

Vi riporto l'appello firmato daLorenza Carlassare, Don Luigi Ciotti, Maurizio Landini, StefanoRodotà e Gustavo Zagrebelsky e presentato a Roma domenica 8settembre all'assemblea indetta dalle associazioni per laCostituzione che ci chiama tutti alla manifestazione del 12 ottobre aRoma.

1.Di fronte alle miserie, alle ambizioni personali e alle rivalità digruppi spacciate per affari di Stato, invitiamo i cittadini a nonfarsi distrarre. Li invitiamo a interrogarsi sui grandi problemidella nostra società e a riscoprire la politica e la sua bussola: laCostituzione. La dignità delle persone, la giustizia sociale e lasolidarietà verso i deboli e gli emarginati, la legalità el’abolizione dei privilegi, l’equità nella distribuzione deipesi e dei sacrifici imposti dalla crisi economica, la speranza dilibertà, lavoro e cultura per le giovani generazioni, la giustizia ela democrazia in Europa, la pace: questo sta nella Costituzione. Ladifesa della Costituzione non è uno stanco richiamo a un testoscritto tanti anni fa. Non è un assurdo atteggiamento conservatore,superato dai tempi. Non abbiamo forse, oggi più che mai, nella vitad’ogni giorno di tante persone, bisogno di dignità, legalità,giustizia, libertà? Non abbiamo bisogno di politica orientata allaCostituzione? Non abbiamo bisogno d’una profonda rigenerazionebonificante nel nome dei principi e della partecipazione democraticach’essa sancisce?Invece, si è fatta strada, non per caso e noninnocentemente, l’idea che questa Costituzione sia superata; cheessa impedisca l’ammodernamento del nostro Paese; che i dirittiindividuali e collettivi siano un freno allo sviluppo economico; chela solidarietà sia parola vuota; che i drammi e la disperazione diindividui e famiglie siano un prezzo inevitabile da pagare; che lapartecipazione politica e il Parlamento siano ostacoli; che ilgoverno debba essere solo efficienza della politica economica alservizio degli investitori; che la vera costituzione sia, dunque,un’altra: sia il Diktat dei mercati al quale tutto il resto devesubordinarsi. In una parola: s’è fatta strada l’idea che lademocrazia abbia fatto il suo tempo e che si sia ormai in un tempopost-democratico: il tempo della sostituzione del governo della“tecnica” economico-finanziaria al governo della “politica”democratica. Così, si spiegano le “ineludibili riforme” – comesono state definite –, ineludibili per passare da una costituzioneall’altra.
La difesa della Costituzione è dunque innanzituttola promozione di un’idea di società, divergente da quella dicoloro che hanno operato finora tacitamente per svuotarla e, ora,operano per manometterla formalmente. È un impegno, al tempo stesso,culturale e politico che richiede sia messa in chiaro la natura dellaposta in gioco e che si riuniscano quante più forze è possibileraggiungere e mobilitare. Non è la difesa d’un passato che non puòritornare, ma un programma per un futuro da costruire in Italia e inEuropa.2. Eppure, per quanto si sia fatto per espungerla dal discorsopolitico ufficiale, nel quale la si evocava solo per la volontà dicambiarla, la Costituzione in questi anni è stata ben viva. Oggi, ciaccorgiamo dell’attualità di quell’articolo 1 della Costituzioneche pone il lavoro alla base, a fondamento della democrazia: unarticolo a lungo svalutato o sbeffeggiato come espressione di vuotaideologia. Oggi, riscopriamo il valore dell’uguaglianza, comeesigenza di giustizia e forza di coesione sociale, secondo laproclamazione dell’art. 3 della Costituzione: un articolo a lungoconsiderato un’anticaglia e sostituito dall’elogio delladisuguaglianza e dell’illimitata competizione nella scala sociale.Oggi, la dignità della persona e l’inviolabilità dei suoi dirittifondamentali, proclamate dall’art. 2 della Costituzione,rappresentano la difesa contro la mercificazione della vita degliesseri umani, secondo le “naturali” leggi del mercato. Oggi, ildovere tributario e l’equità fiscale, secondo il criterio dellaprogressività alla partecipazione alle spese pubbliche, proclamatodall’art. 53 della Costituzione, si dimostra essere un caposaldoessenziale d’ogni possibile legame di cittadinanza, dopo tanti annidi tolleranza, se non addirittura di giustificazione ed elogio,dell’evasione fiscale. Ecco, con qualche esempio, che cosa èl’idea di società giusta che la Costituzione ci indica.Negliultimi anni, la difesa di diritti essenziali, come quelli allagestione dei beni comuni, alla garanzia dei diritti sindacali, allaprotezione della maternità, all’autodeterminazione delle personenei momenti critici dell’esistenza, è avvenuta in nome dellaCostituzione, più nelle aule dei tribunali che in quelleparlamentari; più nelle mobilitazioni popolari che nelle iniziativelegislative e di governo. Anzi, possiamo costatare che laCostituzione, quanto più la si è ignorata in alto, tanto più èdivenuta punto di riferimento di tante persone, movimenti,associazioni nella società civile. Tra i più giovani, i discorsi dipolitica suonano sempre più freddi; i discorsi di Costituzione,sempre più caldi, come bene sanno coloro che frequentano le aulescolastiche. Nel nome della Costituzione, ci si accorge che èpossibile parlare e intendersi politicamente in un senso più ampio,più elevato e lungimirante di quanto non si faccia abitualmente nellinguaggio della politica d’ogni giorno.In breve: mentre lo spaziopubblico ufficiale si perdeva in un gioco di potere sempre piùinsensato e si svuotava di senso costituzionale, ad esso è venutoaffiancandosi uno spazio pubblico informale più largo, occupato daforze spontanee. Strade e piazze hanno offerto straordinarieopportunità d’incontro e di riconoscimento reciproco. Devonocontinuare ad esserlo, perché lì la novità politica ha assuntoforza e capacità di comunicazione; lì si sono superati, per qualchemomento, l’isolamento e la solitudine; lì si è immaginata unasocietà diversa. Lì, la parola della Costituzione è risuonata deltutto naturalmente. 3. C’è dunque una grande forza politica ecivile, latente nella nostra società. La sua caratteristica èstata, finora la sua dispersione in tanti rivoli e momenti che non haconsentito di farsi valere come avrebbe potuto, sulle politicheufficiali. Si pone oggi con urgenza, tanto maggiore quanto piùprocede il tentativo di cambiare la Costituzione in senso meramenteefficientistico-aziendalistico (il presidenzialismo è la puntadell’iceberg!), l’esigenza di raccogliere, coordinare epotenziare il bisogno e la volontà di Costituzione che sono diffusi,consapevolmente e, spesso, inconsapevolmente, nel nostro Paese, alleprese con la crisi politica ed economica e con la devastazionesociale che ne consegue.Anche noi abbiamo le nostre “ineludibiliriforme”. Ma, sono quelle che servono per attuare la Costituzione,non per cambiarla.

LorenzaCarlassare Don Luigi Ciotti MaurizioLandini, Stefano Rodotà e Gustavo Zagrebelsky e presentato a Romadomenica 8 settembre all'assemblea indetta dalle associazioni per laCostituzione.