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M.Prencipe sull'assemblea del 1° ottobre
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Scritto da Franco Calamida, 02-10-2013 15:56

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Pubblicato in : La costruzione della sinistra, Rifondazione Comunista


La splendida assemblea che si  è svolta ieri a Palazzo Marino richiede attente riflessioni sulle prospettive. Riportiamo quella di Matteo Prencipe , segretario provinciale del Prc

LA VIA MAESTRA A MILANO: ORA TUTTI A ROMA. RESISTERE.

costituzioneviamaestra1-586x439Ieri sera a Milano centinaia di cittadini, lavoratori e intellettuali hanno ascoltato le parole accorate in difesa della Costituzione di Basilio Rizzo, di Maurizio Landini, di Lorenza Carlassare, Moni Ovadia e a sorpresa del sindaco Giuliano Pisapia. Parole piene di motivazioni, di pensiero democratico, di etica della partecipazione e parole preoccupate. La preoccupazione di non farcela a contrastare il pensiero dominante, di essere in un gorgo inarrestabile di manipolazione delle coscienze attraverso le parole distorte, le immagini imbonitrici delle televisioni, di essere nel cupo dissolvi della politica incapace di connettersi alla società.

Rizzo e Landini hanno più di altri centrato il senso di questa proposta di mobilitazione per la Costituzione: ricostruire la connessione ideale e sentimentale con l’Art. 1 della Costituzione “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”  E’ dal lavoro e dai diritti esercitati dai lavoratori che deriva la nostra storia nazionale più vera. L’oppressione dei lavoratori e il loro sfruttamento, oggi divisi e manipolati tra precari e salariati a basso reddito, genera l’impoverimento delle coscienze e della partecipazione democratica. E’ da qui che si deve ripartire per ricostruire la sovranità popolare, senza la quale la democrazia perde di senso. Per questo il 12 ottobre non è che una tappa per la  “liberazione nazionale” dal ventennio berlusconiano, dalle sue idee e teorie che tanta breccia hanno fatto nelle coscienze anche di chi si sente di sinistra o di centro sinistra.

Non è un percorso semplice quello che ci aspetta, alcuni (se ne sono sentite le voci nell’assemblea) pensano che basti “praticare il cambiamento dal basso della cittadinanza attiva”, per cambiare lo stato di cose, ma noi sappiamo che questo il “sistema” lo tollera e lo alimenta perfino se destinato a stare “al suo posto”. Ciò che il “sistema”, che oggi vuole cambiare la Costituzione non tollera, è la possibile connessione della “cittadinanza attiva e radicalità civile e sociale”, che si esprime in mille rivoli di associazioni, comitati, movimenti settoriali e sindacati, con la “presa di coscienza politica”. Ciò che il “sistema” non può e potrà tollerare, è se tutti insieme unendosi scoprissero che il “Rè è nudo”, che sempre più il potere è oligarchico, che chi è ricco lo diventa sempre di più e chi meno ha sprofonda sempre più, che la democrazia in questo modo si sta trasformando in farsa e che (piaccia o no) il sistema dell’oppressione è solo e nientaltro che il capitalismo.

Per questo è sempre martellante la campagna ideologica contro “i partiti”, che ha l’unico scopo di impedire che “per caso” nasca IL PARTITO in grado di “aiutare la presa di coscienza politica”.  E’ sempre per questo che si impedisce il sistema elettorale proporzionale in nome di un “maggioritario” che garantisce i “comitati elettorali” ma distrugge il senso vero di un partito: la connessione con gli elettori in carne ed ossa.

Questo “sistema” è ora terrorizzato e in apnea e gli manca l’ossigeno. Il sistema è vistosamente in pezzi, marciscente e lo si vede ogni giorno in parlamento. L’unico modo per risorgere, è distruggere la Costituzione nata dall Resistenza e instaurare un regime presidenziale personalizzato e oligarchico. Questa è la posta della partita in gioco. Per opporsi a questo non basta la volontà o la declamazione delle parole, bisogna costruire un nuovo movimento nazionale, civile democratico e alternativo.

Per questo i comunisti, Rifondazione Comunista deve lavorare con umiltà e perseveranza per allargare questo movimento democratico, per riconnettere il tessuto e le coscienze disperse in un unico grande movimento popolare. Uno “spazio politico” che sarà tanto più forte se saprà unire senza rete e accogliere tutti, dalla varie forme della “cittadinanza attiva” alla radicalità sociale e la cosa non è scontata. Noi dobbiamo lavorare perchè questa unione avvenga, conducendo da subito anche una battaglia politica contro ogni forma di settarismo speculare che lo può impedire, da quelli dei “no ai partiti” a quelli di “rivoluzione o niente”.

E’ da questa battaglia campale fatta di contenuti e valori, che la sinistra può ricostruire una nuova connessione sentimentale con i lavoratori e il popolo italiano. E’ da qui che si può ricostruire uno “spazio politico popolare” che produca nel tempo la possibile nascita di un nuovo soggetto politico popolare e di sinistra, che sappia dare rappresentanza politica a una proposta diversa di alternativa in Italia. Noi lavoriamo per questo.

Quindi ora tutti a Roma il 12 ottobre. Resistere: non è che l’inizio.

Matteo PrencipeSegretario Provinciale P

Ultimo aggiornamento : 02-10-2013 15:56

   
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