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Rossana Rossanda e il governissimo
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Scritto da Franco Calamida, 24-04-2013 07:46

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Pubblicato in : La costruzione della sinistra, La costruzione della sinistra


Riportiamo un articolo di Rossana Rossanda , ampiamente condivisibile e alcuni commenti , che meriterebbero di avere seguito . La fonte è sbilanciamoci .info .

Il neopresidente Napolitano impone le larghe intese con Berlusconi e bacchetta tutti tranne lui nel suo discorso d’insediamento. Che suscita l’entusiasmo generale, Sel e grillini esclusi. Ora anche il governo si farà sotto il dettato di Napolitano

Le larghe intese non sono un orrore, ha asserito ieri Giorgio Napolitano nella sua intemerata alle Camere. E invece possono essere un orrore, insegna la storia del Novecento. Facta e Hindenburg avrebbero dovuto rifiutare, come potevano fare, l’intesa con Mussolini e Hitler. Non mi si risponda che Berlusconi non è né Mussolini né Hitler, l’argomento con il quale è asceso al potere è lo stesso con il quale arrivarono al potere i due: è il popolo che li ha espressi. Senonché non sono stati loro a iniettare nel popolo l’antisemitismo, la repressione, la guerra, non se li erano inventati, stanno nelle viscere di ogni società in crisi e una Costituzione democratica è fatta per frenarli. Ma Giorgio Napolitano ha da tempo deciso di dare priorità all’unità nazionale rispetto ai principi basilari della convivenza democratica. Questa è la rotta che egli traccia, e da essa è perfettamente legittimato a entrare nel governo Silvio Berlusconi, imputato di corruzione e concussione, non condannato esclusivamente per scadenza dei termini, operazione sublime della sua squadra di avvocati. Non per caso ieri era felice, e ha dichiarato che quello del nostro presidente è il più bel discorso degli ultimi venti anni, quelli nei quali lui ha infestato il paese. Raggiante, distribuiva i suoi elogi e le sue critiche come se avesse diritto di lodare o rimbrottare qualcuno, e Napolitano non ha trovato un brandello di ammonimento per lui; fra le varie bacchettate distribuite a destra e a sinistra non ce n’è stata una per il Cavaliere, a differenza di Stefano Rodotà al quale è stata rimproverato di non aver capito la regola d’oro che guida il Colle.

Neanche a noi piace sempre il linguaggio di Grillo, ma sappiamo distinguere fra parole e fatti, e a Berlusconi non sono imputabili solo le parole, che anche ieri non sono mancate, ma corposi fatti, registrati nei tribunali della Repubblica.

Quel che più fa impressione è l’entusiasmo di quasi tutte le parti politiche – praticamente tutte salvo i grillini e Sel – per la predica presidenziale, pur sapendo a che cosa essa condurrà nei prossimi giorni. La sfilata degli ossequi è stata aperta da Eugenio Scalfari, che si è peritato di dare una lezione di costituzionalismo a Rodotà; non solo, ma di imputargli – delitto imperdonabile – di non aver telefonato a lui Scalfari prima di prendere la decisione che preso.

 

NB: La riproduzione online di questo articolo è autorizzata a condizione che sia citata la fonte: sbilanciamoci.info.

Commenti

Napolitano

Mi chiedo come è possibile che un uomo come NAPOLITANO che è stato nei GUF in gioventù poi le 1945 entra a far parte del partito comunista nel 1956 elogia l'intervento sovietico nella repressione dei moti ungheresi, negli anni 1980 era tra gli oppositori alla linea di Berlinguer, preferito tra i comunisti da Henry Kissinger nel 1992 impedì alla guardia di finanza di indagare su alcuni deputati per illecito dovuto a contribuzioni non dichiarate nel 1993 quando ricopriva la carica di ministro degli interni fu accusato di non aver vigilato sull'arresto di Licio Gelli che nel frattempo era scappato all'estero dopo la sentenza definitiva per depistaggio e strage leggo da Wikipedia e in questi sette anni ci ha fatto rimpiangere uomini come PERTINI non solo per leggi vergogna che ha firmato, ma per aver salvato Berlusconi per ben due volte: una prima volta quando anzichè indire nuove elezioni ha mandato al governo dei tecnici come Monti ed oggi parla di governo di larghe intese con Berlusconi, per non parlare delle intercettazioni tra lui e Mancino sulla trattativa stato-mafia che ha fatto distruggere come si è letto sul fatto. Quindi mi chiedo come mai persone di questa fatta non ricevono le critiche dovute come avviene per Grillo?

Quirinale e P.C.I. (Partito Comunista Italiano)

Chissà se Rossanda legge i commenti ai suoi articoli.

Comunque le ultime pieghe quirinalizie della nostra politica dovrebbero forse far riflettere su quelli che sono gli epigoni (Napolitano in primis) del PCI, definito da Rossanda come il partito che dopo la guerra ha dimostrato di essere "il più rilevante e interessante di tutto l’occidente" (articolo "L’eterno ritorno di Berlusconi. E chi lo rende possibile" del 2/04).
Anzi, questo "ricordo" del PCI potrebbe forse essere messo accanto all'altra questione, quella della destra italiana, in relazione alla quale Rossanda si chiede perché "l’Italia sembri incapace, ormai storicamente, di darsi una destra almeno formalmente democratica" (sempre stesso articolo del 2/04). Non pensa Rossanda che è un po' difficile rispondere a questo interrogativo senza guardare meglio quello che è stato il PCI, che oltre ad averla buttata fuori non ha permesso di far crescere questo paese come hanno fatto le sinistre negli altri paesi europei (incluso in Spagna il tardivo Gonzales)?
Sull'armata Brancaleone costituita dai grillini, forse l'armata andrebbe guidata o comunque ci si può provare a fare un passo in questa direzione, mi sembra veramente povero liquidare così l'unico fenomeno di rilievo nello scenario politico italiano. Continuiamo a farci del male, tanto peggio non è facile andare.

Saluti

una storia antica delle larghe intese

Questa sera a Ballarò dallo "storico" Mieli ci é venuta una chiara legittimazione storica di cos'é una larga intesa . Accennata la svolta di Salerno con apertura di Togliatti alla Monarchia e a Badoglio su spinta della stessa Unione sovietica delle purghe (contro cui Mieli non oserebbe non scagliarsi ma, in questo caso molto utili per testimoniare la bontà delle larghe intese); e secondo caso storico dipinto come molto vantaggioso quello del governo Andreotti ; oggi come allora il paladino di questa storia rimane Giorgio Napolitano; nel frattempo la bolognina, l'abbraccio con quei "cattolici che si temevano nel 1976 ..il rivoluzionario per kissinger era Donat Cattin ...ora sono assieme chissà se Obama la sa questa storia pare che neanche Mieli sia in grado di vedere il collage completo

Napolitano

non si comprende la posizione di Napolitano che, dotato di esperienza politica e coscienza del ruolo, ora intervenga, forse necessariamente, forzando il ruolo, ma nel modo sbagliato. Un governo di larghe intese più che produrre danni, non produrrà alcunché. Abbiamo già visto l'incapcità ( volontà ) di produrre una legge elettorale. Una decisione dalle prospettive agghiaccianti.

brivido della larghe intese

Cara Rossanda, hai ragione per gran parte di quello che dici. Ma guarda che Grillo è della stessa pasta del populismo che denunci, e non è che dica a volte cose giuste e altre no. Con quel linguaggio, quello stile, quel discorso in nessun modo è possibile dialogare con lui. Il che non toglie che bisognasse , dopo che Prodi è stato brualmente pugnalato, votare Rodotà. Da domani bisognerà ricominciare quasi da zero: forse da 7+14, dentro e fuori l'involucro vuoto del PD

Ma allora quale Soluzione dare alla Crisi ?

Io so solo che le Larghe Intese e le Grandi Coalizioni si possono fare ma solo con chi condivide valori costituzionali comuni.
Non è questo il caso. Non essendoci questa condivisione le Larghe intese non si debbono fare. Ma allora che sbocco dare alla Crisi ? Con questa Legge elettorale non andrei mai a nuove elezioni. A questo punto, in fase di consultazione con il Capo dello Stato, chiederei come primo punto da affrontare e risolvere, la modifica della Legge elettorale e sul resto si vedrà. Ma per modificare la Legge elettorale occortre che il Governo del Presidente debba almeno partire e per partire occorre la Fiducia, cioè il famigerato Inciucio. Si potrebbe sempre dire : io dò la fiducia ma solo in questo senso, solo per raggiungere questo primo obiettivo e poi si vedrà.
Diversamente, che fare ? Ho solo due certezze : no alle larghe Intese e no a nuove elezioni con questa legge elettorale.
Per ora altro non saprei.
Ringraziamenti e cordiali saluti.

L'Italia come Stato Sovrano?

Grazie, Rossanda, perchè rilevi, come sempre, gli elementi chiave di scelte politiche sulle quali sarebbe stata necessaria un'ampia discussione, mirata a raccogliere dalla Storia dell'Europa del secolo scorso i nodi irrisolti della rappresentatività del popolo rispetto ai suoi governanti. Con il 'Napolitano-bis' si è risparmiato un viaggio presidenziale all'estero, perchè il neo eletto l'aveva già fatto pochi giorni prima delle elezioni amministrative di Febbraio 2013. Io chiedo un'Europa da Lisbona a Vladivostok: sto bestemmiando? C'è chi mi può aiutare a capire perchè i Trattati devono durare oltre i quarant'anni mentre le Società ed i Popoli sono in continuo mutamento? Se riandiamo al volume di Giorgio Agamben 'IL REGNO E LA GLORIA', l'acclamazione era uno dei modi per ottenere il potere e rappresentare la moltitudine acclamante, che era visibile ed occupava spazi. Ora le formule on-line tolgono anche la visibilità di chi si esprime ed allora diventa tutto virtuale, inaccertabile ed inaccettabile. Le persone devono valere ancora in carne ed ossa e frattaglie, come diceva il grande Totò (andiamo a rivedere 'L'onorevole si fermò a mangiare', per esempio), non come numero o messaggio su Facebook: questa post-modernità va governata con ancora maggiore saggezza rispetto al passato perchè ben superiori sono i rischi e se Tronti a Milano, nel presentare il suo 'Librone' sui Quaderni rossi etc. ha detto che nel Novecento ci sono stati dei giganti, ora ci sono solo nani, io sostengo che, se lo vogliamo, possiamo essere tutti giganti! Tu ne sei un esempio! Grazie. Ilia

 

Ultimo aggiornamento : 24-04-2013 07:46

   
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