M5S di Roberto Biorcio
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Scritto da Franco Calamida, 18-03-2013 15:29

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Pubblicato in : La costruzione della sinistra, La costruzione della sinistra


RIPORTIAMO UN INTERESSANTE ARTICOLO DI BIORCIO SULLA NASCITA ED EVOLUZIONE DEL MOVIMENTO 5 STELLE . E' RICCO DI UTILISSIMI DATI E DI INFORMAZIONI . SUL COME RAPPORTARSI A QUESTO MOVIMENTO LA DISCUSSIONE E' APERTA .

Roberto Biorcio

Le sfide del Movimento 5 Stelle

 

Il voto degli italiani nelle recenti elezioni politiche ha spiazzato e scompaginato gli schemi ai quali eravamo abituati negli ultimi venti anni. Appare definitivamente in crisi lo schema di competizione bipolare fra centrodestra e centrosinistra. Non è stata la lista Monti a provocare questo cambiamento, ma l’affermazione del Movimento 5 Stelle. Berlusconi ha riconfermato la sua grande capacità di condurre la campagna elettorale, riuscendo a far dimenticare, almeno in parte, le moltissima critiche e delusioni suscitate dal suo passato governo. Il risultato è che vincendo in molte regioni, al Senato ha messo un’ipoteca sulla possibilità del centrosinistra di fare un governo con una maggioranza certa e solida. Bersani non è riuscito a cogliere una vittoria che appariva scontata secondo i sondaggi perché si è preoccupato più di rassicurare i mercati e le istituzione europee che di raccogliere e di interpretare le forte domanda di cambiamento. Ma neppure altre liste che si proponevano di raccogliere questa domanda – la lista Rivoluzione Civile di Ingroia e quella di Fermare il declino di Giannino – sono riuscite ad intercettarla in modo significativo. Il preannuncio di un nuovo patto con Monti, che rendeva evidente un sostanziale continuità con le politica del governo precedente, ha suscitato  molte perplessità nell’elettorato potenziale di centrosinistra. Il voto ha bocciato le politiche del governo del “tecnici” premiando chi chiede scelte concrete e immediate per dare sollievo alle sofferenze e ai problemi provocate dalla crisi.

La grande voglia di cambiamento espressa con evidenza dagli elettori è stata in gran parte raccolta ed espressa dal movimenti di Grillo. Nelle elezioni politiche del febbraio 2013 il M5S risulta il partito più votato, con il 25% alla Camera. Ha recuperato quasi un terzo degli elettori che nelle elezioni del 2008 avevano votato per la Sinistra Arcobaleno o per l’Italia dei Valori, e ha conquistato il 14% degli ex-elettori del Partito democratico. Ha d’altra parte ottenuto  molti voti per la crisi profonda che ha investito la coalizione di centrodestra, lasciando molti elettori in cerca di nuovi referenti politici. Il movimento di Grillo ha così recuperato il 16% degli elettori che avevano votato per il Pdl nel 2008 e il 24%  di quelli che avevano votato per la Lega. I nuovi elettori che sono confluiti sul M5S hanno un profilo sociale e orientamenti politici e culturali parzialmente diversi dai sostenitori e dagli elettori degli esordi. Si è accentuata la motivazione di protesta contro i partiti e contro le politiche del governo Monti, che solo in parte si unisce alla ricerca di forme nuove di partecipazione dei cittadini.

Queste tendenze si riflettono perfettamente nel profilo sociale del consenso per il M5S. Il consenso è trasversale rispetto a tutte le posizioni, ma risulta particolarmente elevato tra gli operai, i disoccupati, i lavoratori autonomi e gli studenti. Non a caso in questi settori sociali, più colpiti dagli effetti della crisi e delle politiche di austerità del governo Monti, si siano particolarmente indeboliti sia il Pd che il Pdl. Che ottengono i consensi più elevati tra i pensionati (il Pd) e tra le casalinghe (il Pdl).

 

 

La costruzione del  movimento

 

Lo tsunami elettorale provocato da Grillo non è un evento estemporaneo e fortuito, dovuto unicamente ai ripetuti errori di tutti i partiti in una fase di crescente sofferenza sociale. Nasce da un movimento costruito con un percorso originale, sviluppato per diversi anni prima sulla rete e sulle piazze, e successivamente con un impegni diretti nell'arena elettorale.

Le analogie del Movimento 5 stelle con diversi tipi di esperienze e attori politici del passato sono innegabili, ma non permettono di cogliere i tratti fondamentali che lo caratterizza come formazione politica originale e difficilmente riproducibile. Il movimento fondato da Beppe Grillo è riuscito a combinare almeno tre componenti che sono di regola gestite da soggetti diversi, in larga misura incompatibili.

La prima è l’assunzione di un ruolo di imprenditore politico da parte di un comico conosciuto e affermato. La seconda è la costruzione di un movimento che, a partire dal web, si è trasformato progressivamente da movimento on-line a movimento off-line. La terza è la raccolta e la gestione della protesta contro i partiti politici ed il governo, con la creazione di un nuovo soggetto politico che propone un nuovo tipo di rappresentanza dei cittadini nelle istituzioni democratiche.

La capacità di combinare e gestire con successo le tre componenti caratterizza il Movimento 5 stelle come nuovo soggetto politico che assume così un profilo originale. Le tre componenti sono emerse successivamente, si sono reciprocamente rafforzate e si sono trasformate nel corso del tempo, senza che il successo di una facesse scomparire o ridimensionasse l’importanza delle altre.

Beppe Grillo ha realizzato un lungo percorso dalla satira  all’attivismo politico, proponendosi in molte occasioni come uno strumento per dare voce alle proteste dei cittadini e alle mobilitazioni dal basso. L’originalità e gli aspetti innovativi del nuovo soggetto politico sono però emerse solo dopo l’incontro e la collaborazione con Casaleggio, uno dei maggiori esperti italiani delle strategie di marketing sul web. L’incontro è stato un evento decisivo e determinate per la costruzione e la definizione del profilo politico e organizzativo del M5S. L’incontro ha mostrato la possibilità di combinare con successo due possibili strategie per la gestione dell’iniziativa politica e della mobilitazione collettiva. Le proposte e le capacità professionali di Casaleggio offrono all’attivismo politico di Grillo, e alle sue straordinarie capacità di comunicare con il pubblico una via di espansione amplissima che non può essere ostacolata da chi possiede e controlla le reti televisive e i giornali più importanti. Con l’apertura del blog e l’utilizzo di tutte le possibilità offerte dal web si sono poste le premesse per lo sviluppo di un movimento che ha ottenuto in Italia un successo paragonabile a quello di movimenti come i Piraten in Germania o a quello della mobilitazione promosse da MoveOn a sostegno delle elezioni di Obama nel 2008.

La formazione del movimento si è avviata concretamente con la nascita dei Meetup, piattaforme che consentono ai frequentatori del blog di organizzarsi fra loro come attivisti locali in perenne contatto reciproco. Si è creato un nuovo luogo di incontro e interazione per molti cittadini potenzialmente interessati a cambiare la politica e la società italiana, in molti casi privi di esperienze di partecipazione a partiti, gruppi e organizzazioni. Le forme organizzative proposte hanno promosso mobilitazioni decentrate, sollecitando ed aggregavano al tempo stesso i contributi di individui indipendenti.

Con la promozione dei Vaffanculo day o V-Day  nel 2007 e nel 2008 il movimento poteva dimostrare le potenzialità operative della rete dei Meetup anche fuori dal web. Le mobilitazioni sono state finalizzate a raccogliere le firme per la proposta di legge popolare definita “parlamento pulito” e per una proposta di referendum, per abolire il finanziamento pubblico all'editoria, l'ordine dei giornalisti, e il Testo Unico Gasparri sulla comunicazione.  Le iniziative sono state le prime mobilitazioni politiche in Italia ad utilizzare come mezzo di diffusione principale  Internet e i suoi numerosi servizi. I due V-Day permettevano al movimento di ottenere per la prima volta una significativa visibilità nel sistema mediatico nazionale e presso l’opinione pubblica, mostrando tutte le sue capacità di iniziativa anche al di fuori della rete.

 

 

I successi nell’arena elettorale

 

Dopo i successi delle mobilitazioni dei V-Day, il movimento si è sempre più orientato ad utilizzare un altro strumento democratico: la promozione di “liste civiche”. L’idea di Grillo era quello creare un’alternativa ai partiti, che avevano esaurito le capacità di mediazione fra cittadini ed istituzioni, proponendo la formazione di “liste civiche certificate” per trasformare le istituzioni locali, arrivando ai “Comuni a 5 stelle”. Il progetto mirava da un lato a favorire forme la democrazia partecipativa, dall’altro a introdurre regole e controlli per prevenire la riproduzione di una nuova “casta” di amministratori locali con tutti i difetti di quella esistente. Al movimento dei Meetup si affiancava così, partendo dal “basso” e dalla periferia del sistema politico una rete delle liste locali, ”certificate”  e coordinate, ma sostanzialmente autonome nella loro azione.

I limiti di queste esperienze fanno emergere la necessità di costruire un riferimento politico comune a livello nazionale: il MoVimento Cinque Stelle viene fondato a Milano Il 4 ottobre 2009, con un programma di centoventi punti e un “non statuto” che stabilisce le regole di adesione. Il movimento rifiuta l’idea di costruire un partito come apparato organizzato e professionalizzato che si pone come rappresentate/mediatore fra i cittadini e le istituzioni. L’obiettivo fondamentale che giustifica la formazione del M5S è il progetto di riportare i cittadini al centro della politica, rendendoli protagonisti di tutte le scelte e le decisioni, sia a livello locale, che nazionale. Il progetto si può realizzare soprattutto valorizzando e utilizzando la capacità della rete, per coinvolgendo i cittadini nelle decisioni prese dal movimento, sia nella formazione delle liste e che nella stesura dei programmi. Gli assunti proposti dal “non statuto” mostrano le significative analogie del M5S con il partito dei Piraten tedeschi, che però non possono contare sulle capacità comunicative e la notorietà un leader carismatico. Le tensioni interne che si sono sviluppate in diversi fasi nel M5S, hanno reso invece sempre più evidente l’importanza del ruolo di Grillo, per aggregare diverse esperienze difficilmente coordinabili spontaneamente.

La crisi del sistema dei partiti che si era formato alla fine delle Prima Repubblica, insieme alla forte sfiducia nei confronti del ceto politico, hanno creato le condizioni più favorevoli per l’affermazione del M5S. Il movimento è diventato così in pochi mesi il referente principale per la protesta contro i partiti e i privilegi della “casta”, così come era stata considerata la Lega Nord nella prima metà degli anni Novanta del secolo scorso.

Nel corso del 2012 si è realizzato il decisivo salto di qualità per il movimento. Nelle elezioni amministrative vengono eletti 5 sindaci del M5S. A Parma diventa primo cittadino Federico Pizzarotti, che riesce a ribaltare nel ballottaggio una situazione che pareva compromessa dopo il primo turno, dove il candidato del M5S aveva ottenuto il 19% dei voti. Le liste del M5S hanno risultati di rilievo anche Genova (con il 14% dei voti) e in numerosi altri comuni del nord e del centro, con quote di adesione comprese tra l'8% e il 12%. I risultati ottenuti sono stati superiori alle attese della maggior parte degli analisti. I sondaggi nazionali, sull’onda del clima politico-elettorale, hanno mostrato il raddoppio delle intenzioni di voto per il movimento, che triplicano le adesioni virtuali, passando dal 6-7% al 18-20%.

Hanno avuto grande importanza le capacità comunicative del comico genovese che ha gestito personalmente le campagne elettorali sul territorio, con comizi che hanno sempre attirato una grande partecipazione. Il M5S ha allargato i suoi consensi perché, contestualmente, poteva contare anche su una rete organizzativa sul web e sul territorio già consolidata ed estesa, in grado di produrre una forte eco ai primi chiari consensi reali espressi dai cittadini chiamati alle urne. La copertura dei media più importanti (reti televisive e quotidiani) è stata inizialmente limitata, diventando poi elevatissima dopo la conquista delle prime città. Anche se Grillo ha rifiutato di partecipare a qualsiasi trasmissione televisiva, il suo messaggio è stato percepito da ampi settori dell’opinione pubblica, soprattutto per gli aspetti di critica, polemica e derisione nei confronti dei principali attori politici e dello stesso governo Monti.

 

Dalle proteste alle proposte

 

Numerosi commentatori hanno cercato di delegittimare il Movimento 5 Stelle presentandolo come una delle tante manifestazioni del populismo gestito in altri paesi europei da formazioni politiche di destra. Lo stesso Grillo ha accettato polemicamente questo paragone, rovesciandone il significato. Il tratto più evidente che accomuna il M5S  ai movimenti populisti è certamente la forte critica contro i partiti e il ceto politico. Il discorso di  Grillo recupera molti degli argomenti usati dai movimenti populisti, proponendoli nel formato disincantato e autoironico proprio di un comico. La posizioni espresse dal M5S nelle sue campagne si trovano perfettamente rappresentati nel suo elettorato. In generale, ciò che lo differenzia di più rispetto a quello delle altre forze politiche è l’elevato livello di sfiducia per le organizzazione tradizionali di rappresentanza e per le istituzioni politiche nazionali. E’ molto bassa la fiducia per i partiti (4%)¸ per la camera (12%) e per i sindacati (19%), a livelli nettamente inferiore anche a quello degli elettori leghisti. Gli orientamenti sono molto critici anche rispetto alle grandi istituzioni finanziarie e al sistema dei media. Chi vota per il MS5 attribuisce pochissima fiducia alle banche (6%) e alla borsa (13%). Molto bassa è anche valutata l’affidabilità della Rai (13%) e delle reti Mediaset (23%).

Le traduzioni delle proteste in proposte realizzate dal  M5S sono però molto diverse da quelle della destra populista. Per i partiti di quest’area, il popolo può riacquistare la sovranità affidandosi a un leader “forte” in grado di far valere nelle istituzioni la volontà della gente comune. Il popolo è definito come una comunità connotata in termini etnoculturali, che identifica i sui nemici negli immigrati e, più in generale in altre comunità nazionali o nelle istituzioni sovranazionali.

Il progetto del M5S è invece di proporsi come strumento per riconquistare la sovranità popolare, attivando tutte le forme di partecipazione dei cittadini, in particole con la diffusione delle esperienze di democrazia diretta e di democrazia deliberativa. Il programma costruito dal movimento di Grillo è d'altra parte completamente diverso, quasi opposto rispetto alle piattaforme sostenute dai partiti populisti. Gli obiettivi proposti sono soprattutto orientati a favorire la democrazia partecipativa dei cittadini, a difendere uno stato sociale di tipo universalistico, a tutelare e valorizzazione i beni comuni e/o pubblici. Il movimento si propone di dare voce e sostenere nell’ambito delle istituzioni alle rivendicazioni emerse nelle mobilitati negli ultimi anni a difesa della scuola, del lavoro e contro la costruzione di grandi opere potenzialmente pericolose per le comunità locali.

Gli elettori del partito di Grillo riconoscono in ruolo della protesta nella loro scelta di voto, ma attribuiscono  molta importanza anche al programma del movimento (40%) e alle sue capacità di ascolto delle richieste dei cittadini (41%). Due aspetti fondamentali del progetto del movimento che ha cercano di supplire in forme nuove alle funzioni svolte in passato dai partiti di massa.  Tra gli elettori del M5S  le speranza si concentrano sul movimento e sull’idea che gli eletti  possano fare sentire di più la voce dei cittadini. E’ interessante rilevare che più di un terzo degli elettori di altri partititi condivide questa opinione sul movimento di Grillo.

Il M5S non è stato costruito su una programma definito in partenza, ma ha sviluppato progressivamente una piattaforma programmatica che cercava di dare risposta a una costellazione di richieste e sollecitazioni molto diffuse fra i cittadini, nell’opinione pubblica e in particolare fra gli utenti più frequenti del web. Molti commentatori hanno osservati che non si tratta di un vero programma di governo, ma si una serie di misure che possono interessare i cittadini. Se fossero sottoposte a referendum popolare, sarebbero quasi tutte approvate, come si è verificato nello scorso anno con i referendum sulla privatizzazione dell’acqua e sull’energia nucleare. Nei paesi europei i partiti politici avevano svolto in passato una funzione centrale per la vita democratica, garantendo la trasmissione della domanda di provvedimenti politici che emergevano tra i cittadini. Nella costruzione del suo programma il M5S ha cercato di riprodurre in modo diverso questa funzione, svolta sempre di meno, e spesso in modo insoddisfacente dagli attuali partiti.

Si può in ogni caso riconoscere il contributo che il M5S ha offerto al cambiamento della politica italiana. Nella sua breve storia il movimento ha richiamato l’attenzione su molti nodi critici e molti problemi che investono il funzionamento della nostra democrazia, dalla perdita di sovranità e poteri dei cittadini alla sfiducia negli attuali sistemi di rappresentanza, alle difficoltà nel creare nuove e credibili forme partecipazione politica. Le soluzioni a queste questioni offerte dalla pratiche sperimentate dal M5S non sono esenti da difficoltà e contraddizioni: ma vanno considerate con molta attenzioni come esplorazione di possibili vie per il cambiamento della politica italiana.

Il ruolo di Beppe Grillo ha fatto assumere al M5S, soprattutto nella fase iniziale, la configurazione di un “movimento personale”, con molte analogie rispetto al profilo dei partiti contemporanei definibili come “partiti personali”  per il peso dominante assunto dal leader e dal suo staff tecnico. Il rapporto del comico genovese col M5S è però molto più complesso. Grillo ha sempre mantenuto la funzione di portavoce e amplificatore della protesta popolare, ma ha invece progressivamente modificato i contenuti del suo impegno politico, cercando di cogliere e dare ascolto alle domande dei cittadini, raccogliendo e rielaborando le idee degli attivisti del suo movimento, fino a sintonizzarsi con gli obiettivi delle mobilitazioni politici e sociali “dal basso” che si sono manifestate negli ultimi venti anni.

Restano in ogni caso molte sfide e problemi aperti per il movimento 5 stelle: il rifiuto della politica come professione, la pratica delle politica come impegno temporaneo del cittadino e la resistenza a costruire strutture organizzative fuori dal web possono creare molte difficoltà, per un soggetto politico che deve gestire poteri e responsabilità anche a livello nazionale.

 


Ultimo aggiornamento : 18-03-2013 15:29

   
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