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Dopo elezioni - Considerazioni di Emiliano Zaniboni .
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Scritto da Franco Calamida, 10-03-2013 16:21

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Pubblicato in : PRC Zona 3, PRC Zona 3


Il che fare, dopo l'esito di queste elezioni, non è scelta semplice e immediata. Anzi deve essere ben meditata, ogni contributo è prezioso, ciò che è certo e che nulla potrà essere come prima. Riportiamo questo contributo alla riflessione collettiva di Emiliano Zaniboni.

Sono andate le elezioni lo sapete tutti, provo dire la mia.

Gli schieramenti politici che contano: centrosinistra e centrodestra hanno perso oltre 10 milioni di voti, lo schieramento centrista montiano  rimane politicamente insignificante, metà dell’elettorato si è diviso equamente tra i  grillini e il non voto. Un vero terremoto politico di protesta contro l’impoverimento  causata da grave crisi economica del capitalismo globalizzato che gli schieramenti  politici tradizionali hanno solo aggravato con scelte politiche dissennate e con un tasso di moralità e di autorevolezza disastroso.

Il centrosinistra si è giocata la vittoria per aver affrontato le elezioni con la testa voltata all’indietro verso una esperienza centrista che ha prodotto solo disastri, ha rimesso in piedi Berlusconi, ha attuato una politica neoliberista antipopolare, ha aumentato a dismisura la rabbia contro i politicanti gonfiando un magma politicamente indistricabile come quello dei grillini. Anche la presenza di una Sel  antimontiana solo a parole non ha spostato di un millimetro la strategia  perdente di Bersani. Anzi l’affermazione “missione compiuta abbiamo riportato la sinistra in parlamento” di  Vendola  davanti ad un tale disastro elettorale la dice lunga sul vero obiettivo della loro linea politica.

E’ stata proprio la tracotanza di Bersani-Vendola  che hanno irriso  all’unico assist politico sensato (mettetersi alle spalle il montismo e operando uniti e con determinazione per dare risposte concrete a sofferenze sociali così estese e drammatiche) proveniente  da RC  che poteva decisamente ridurre i danni già fatti e portando fuori il centrosinistra , anche se in estremis,  dal pantano. Ma dal non voler  aver nulla a che fare con una sinistra “radicale” si è ora ridotto per il centrosinistra a pietire, subendo insulti di ogni tipo, per un improbabile accordo con un Grillo fuori di testa.

Certo anche noi di Rivoluzione Civile visti i risultati molto deludenti non possiamo esimerci da una attenta analisi critica. Le modalità con cui si è costituita  e i tempi stretti  hanno permesso di confezionare una lista e una proposta elettorale adatta  a collocarsi solo all’interno dello schieramento di un centrosinistra in chiave chiaramente antimontiana. Saltata la possibilità, non certo per colpa nostra, Rc si è trovata non  assolutamente attrezzata per affrontare in mare aperto tutta la rabbia del movimento di protesta antischieramenti e antipartiti. Quindi delusi certamente ma non confusi. Infatti  rimane la validità di una linea politica antiliberista, mentre quello che è mancato e che ora dobbiamo  recuperare  è l’urgenza di una profonda ristrutturazione di RC  recuperando tutte le critiche e le proposte organizzative  che” cambiare si può” aveva correttamente avanzato in una fase dove però non esistevano spazi temporali di praticabilità. Consolidare una Rc con una forte democrazia partecipata, superando i difetti politicisti riscontrati già da troppo tempo sia nella esperienza della Sinistra Arcobaleno, sia  travagliata esperienza della FdS.  Solo così potremo diventare la vera alternativa ad un grillismo che ha abbindolato tanta gente, ma che non sembra lucido a sufficienza per attuare il cambiamento promesso e che quindi  potrebbe nel tempo collassare.

Per chiudere due parole su Rifondazione che deve rimanere il perno fondamentale su cui ricostituire RC. Non sono a mio parere più sufficienti proposte di cambiamento parziali anche se significative, dal nostro circolo sempre sostenute, come la centralità delle pratica referendaria indicata da Franco (che ovviamente in attesa di un cambiamento più profondo può andare benissimo). Oggi dobbiamo spingerci molto più in là. Provo schematicamente riassumere un percorso più strutturato:

  • congresso straordinario che deliberi solo la linea politica
  • modifica dello statuto per una nuova forma di partito: per ogni livello organizzativo (circolo, provincia, regionale e nazionale) un coordinatore/portavoce (eletto dal coordinamento) +coordinamento dei portavoce dei circoli/federazioni +gruppi di lavoro decisi ad hoc dai coordinamenti
  • assemblee degli iscritti che ad ogni livello possano votare, anche via internet, per confermare le decisioni più importanti o derimere le contrapposizioni.

Non è più il momento di rifarsi solo il trucco. Un saluto a tutti e a presto Emiliano Zaniboni

Ultimo aggiornamento : 12-03-2013 07:53

   
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ripartire dal Prc , non da Rc .

Scritto da: calamida (Membro) 12-03-2013 07:28

ripartire dal Prc , non da Rc .

Scritto da: calamida (Membro IP 87.2.154.214) 12-03-2013 07:28

Caro Emiliano , come sai ho sostenuto con convinzione RC in quanto era la sola possibilità per il Prc di eleggere una rappresentanza parlamentare . Fallito questo obiettivo , non credo che Rc abbia alcuna propspettiva , se ne sono andati tutti , incluso di Di Pietro , che comunque non è di sinistra , condizione necessaria per costruire un progetto d'alternativa di sinistra. Condivido invece le proposte che avanzi sulla forma partito , il suo modo d'essere , la democrazia interna . Oltre al referendum , il coordinamento dei circoli , la sola realtà sulla quale , credo ,possiamo puntare. Questo coordinamento dovrebbe avere il potere di convocazione dell'assemblea dei delegati di Federazione . Hai ragione sul Congresso , se eleggesse il gruppo dirigente altro non sarebbe che una resa dei conti tra componenti . Se non l'elegge è una conferenza d'organizzazione o assemblea dei delagati . Giusto metter mano allo Statuto , non per piccole modifiche , ma assai radicali : la piramide del comando è fuori dal tempo e assurda . Abbiamo bisogno di una forma partito che abbia la funzione primaria del radicamento sociale e rapporto con i movimenti . E di rilancio , subito , dell'iniziativa unitaria. Calamida Franco .

 

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