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Elezioni : vincere , vincere , nonostante tutto
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Scritto da Franco Calamida, 22-01-2013 16:37

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Pubblicato in : PRC Zona 3, PRC Zona 3


Cosa resta di Cambiare si può ? Che dire della composizione delle liste elettorali per le elezioni politiche ? Pd Sel , nemici o interlocutori ? E altre cose . Ma ciò che conta è vincere le elezioni in Lombardia e a livello nazionale. 

Alcuni compagni del Circolo hanno inviato commenti al sito , utili , almeno a me , per sapere cosa ciascuno ne pensa , attinenti  le elezioni politiche nazionali . A mia volta riporto alcune considerazioni , un poco di “storia “ , per come l’ho vista io , e valutazioni di merito .La situazione  mi pare assai complessa e  non mi entusiama (  me ne dispiace , ma così è ).

Con Vittorio Agnoletto ed Emilio Molinari ,sono stato, per Adesso basta!  promotore dell’assemblea in Sala Alessi con De Magistris . La prima , in Italia , che  segnalò la necessità di costruire una lista alternativa , con una “nostra “, cioè di  De Magistris ,  iniziale disponibilità ( Io ci stò ) .  Disponibilà ad avviare un percorso , però  senza certezza di sbocco. Pensammo quella proposta come ultima e sola possibilità per il PRC di evitare l’ isolamento  e ritrovarsi senza prospettive elettorali . Salvo Nello Patta , nessuno del Prc era presente. Già allora pensavo , come ho scritto per il Circolo , che non vi fosse nel paese un’area dell’alternativa abbastanza coesa ed estesa per vincere la sfida elettorale . Dunque era necessario assemblare tuttò  ciò che era assemblabile e senza l’Idv non si raggiungeva il quorum. Seguì l’appello “ Cambiare si può “ ; aderirono , fin dall’inizio , anche esponenti e militanti del PRC . I contenuti erano ottimi , entusiamanti se fossero stati tradotti in azione.

Alla prima assemblea alla Camera del lavoro intervenni , per Adesso basta, e fui tra i più prudenti nel definirla “ la base di un futuro progetto politico” . Assemble  positiva ma con limiti ( in particolare quello che per  me è la cifra di tutto : quasi assenti  operai , delegati e sindacalisti ) .

Positiva , molto , anche la seconda essemblea ; dell’intervento di Viale condivisi molti aspetti , ma non quello principale : la lista che si andava definendo era la sola con contenuti alternativi a Monti e PD . Via quella, via tutto.  E’ sola lista  che può riportare in parlamento rappresentanti della sinstra alternativa ( sebbene in compagnia di altri , con storie e strategie divergenti) . La rinuncia di Viale e altri , purtroppo , ha reso ancor più difficile affermare, per molti aspetti, ragionevoli proposte ( personalizzazione estrema , composizione delle liste ecc ecc  . I successivi sviluppi mi hanno confermato nella prudenza sulle prospettive. In particolare la cancellazione della decisione della seconda assemblea milanese e delle candidature proposte  ( assolutamente emblematica e non c’è cinismo della politica o realismo che possa giustificarla ) ;  anche la “trattativa segreta “ che non ha prodotto nulla (eppure il rischio di stallo al Senato c’è )  non mi ha convinto ; almeno avremmo dovuto  chiarire che le porte sono state chiuse  dal PD ( ha detto no a questa nostra proposta ….meglio se di contenuto)  ; alcune candidature  non son proprio necessarie per vincere , anzi credo  faccian  perdere voti . Avrei preferito i simboli dei partiti alla garanzia di elezione dei segretari . Per queste ragioni : 1) anche per l’esperienza dell’ Arcobaleno non c’erano i simboli dei partiti , non credo ci abbia avvantaggiato elettoralmente , anzi il contrario ; l’elettore deve saper per chi vota . Per inciso: se l’Arcobaleno avesse superato il quorum , nessuno avrebbe definito un fallimento l’esperienza , anzi . In che cosa la lista Ingroia è meglio dell’Arcobaleno? . A scanso di equivoci , fu sconfitto , non è mai stato e non è riproponibile.

Io però difesi alcune delle relazioni che si costruirono allora.

2) I simbli  dei partiti  rappresentano i collettivi e la loro storia , la personalizzazione su Ingroia è ciò che sempre ho contrastato in politica e come concezione del partito . Non cè futuro senza storia , la storia ( criticamente e collegialmente rielaborata ) illumina il futuro .

3) Per il processo lungo che io vedo necessario , (sperimentazione ,innovazione , critica alla forma partito cresciuta fino ad oggi e così povera di consensi ), se i segretari fanno i segretari e si occupano del partito è più utile he non il loro  ruolo isituzionale ( altre possono svolgerlo benissimo e alternarsi) .

Per inciso : io non penso che sia “ fallita l’esperienza di Rifondazione “ ( quando si fallisce ci si scioglie  )e che” la nascita di Rivoluzione civile può permettere …un capovilgimento che può essere epocale “ e “creare le nuove condizioni dell’unità della sinistra” .

 Per una ragione principale : senza il mondo del lavoro , gli operai , gli impiegati , i precari , i delegati delle Rsu , i sindaclisti di Fiom e Cgil ( il sindacalismo che c ‘è , con alcune espressioni di quello extracofederale , ma non anticonfederale ) non vedo praticabile progetto .

Spero che anche Renato , che ha manifestato tanto entusiamo , tenga conto di queste mie osservazioni . Rilevantissime per le prospettive del Prc e forse per la sua stessa   tenuta . Dobbiamo parlarne , con calma , dopo aver vinto le elezioni . Che fa una bella differenza  , esistenziale oltre che progettuale.

Ora la questione centrale , l’”imperativo categorico” è uno : vincere , vincere il Lombardia , con l’ ottimo Andrea Di Stefano ( quando la notte penso alla situazione , mi dico : meno male che c’è Andrea)  e affermare la lista Ingroia alle elezioni politiche.Dobbiamo evitare che un partito del 5% , la Lega , corrotto e razzista , governi tutte le regioni del Nord , Lombardia compresa .

A sua volta la lista Ingroia è la sola che esprima contenuti antiliberisti e alternativi alle politiche di Monti  , non è una piccola ragione per votarla , è la ragione . E dobbiamo evitare che ancora una volta il Prc non abbia rappresentanza parlamentare , è condizione di sopravvivenza . Poi vedremo cosa fare , ma bisogna esserci . Chi non c’è ha poco da vedere. E progettare. 

Franco Calamida


Ultimo aggiornamento : 22-01-2013 16:37

   
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