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Lorenzo Rossr:contributo al Congresso
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Scritto da Franco Calamida, 09-11-2012 15:21

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Pubblicato in : PRC Zona 3, PRC Zona 3


Il contributo di Lorenzo Rossi
NELLA CRISI DEL CAPITALISMO... LA CRISI DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA.
Paradossi della storia.
Il sistema capitalistico ci sta infliggendo una delle sue ricorrenti crisi in versione più lunga e più
spietata. Il nostro paese è afflitto da una deindustrializzazione senza precedenti che trascina con sé
una disoccupazione in drammatica crescita e una redistribuzione dei redditi in senso regressivo con
relativo depauperamento del tessuto socio-economico-culturale.
A tutto questo, a far da ciliegina, si aggiunga la degenerazione morale della politica ad un punto di
non ritorno.
Questa dovrebbe essere la fase di svolta della Sinistra a livello europeo e in essa del PRC in Italia
con la raccolta dei frutti del malcontento di una popolazione annichilita dalla sovratassazione e dalla
perdita marcata di potere d'acquisto e finalmente consapevole della disumana e autodistruttiva
natura delle ricette liberiste e del sistema di produzione capitalistico.
Purtroppo le cose vanno in direzione esattamente opposta. Anche il nostro Partito sta vivendo una
delle pagine peggiori della sua storia ventennale. Deboli sono i risultati elettorali, in caduta le
risorse economiche e umane. Ma, forse, ancora più malconci sono la motivazione e l'impegno di
attivisti e militanti.
Le cause?
- ricadute (per lo più incolpevoli) della generale crisi di fiducia nel sistema partitico;
- manifestazione anche nel PRC di alcuni dei limiti della forma partito (lotte di potere,
verticismo, personalismi, antagonismi nell'area della Sinistra radicale, scollamento basedirigenza,
scelte dettate più dalla convenienza contingente che da una visione strategica di
lungo periodo);
- categorie, linguaggi, azioni politiche “superate” dalla rapida evoluzione della realtà
circostante;
- la serie infinita di scissioni e di divisioni che hanno minato la credibilità del Partito;
- il conseguente proliferare di sigle (percepite come equivalenti) nell'angolo estremo a sinistra
del panorama politico;
- la difficoltà a conciliare coerenza ideologica e accordi politici in fase di alleanza e di
governo;
- la prepotente avanzata delle formazioni grilline sull'onda del populismo moralizzatore dello
speculatore genovese;
Forse un concorso di tutto quanto sopra.
Una cosa è certa: la responsabilità non va accollata alla militanza di tutti i giorni.
Qualcuno ne deve rispondere. Qualcuno deve provvedere. Non è più tempo di prostrazioni
pubbliche e di buoni propositi. E' tempo di agire! Basta direttive piovute dall'alto. Basta scelte
effettuate nelle chiuse stanze del potere e poi rifilate alla bell'e meglio ai compagni della Base.
Bisogna invertire la catena di comando. Oggi il partito verrà valutato sulla base della condivisione,

Ultimo aggiornamento : 09-11-2012 15:23

   
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