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Congresso : contributo di F.Calamida
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Scritto da Franco Calamida, 22-10-2012 08:55

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Pubblicato in : PRC Zona 3, PRC Zona 3


Questo contributo al dibattito del Circolo , di inizio settembre , sottolinea l'importanza dell'impegno nel  sociale , per non rinchiudere il nostro Congresso nelle anguste mura dei nostri problemi separati dalla realtà .

Può essere utile un mio contributo al dibattito del Circolo sulle iniziative dell’autunno , anche in preparazione della scadenza delle elezioni politche .

Conviene innanzitutto verificare le convergenze sul terreno dell’analisi .

I guasti  profondi delle politiche neo liberiste del governo Monti segnano tutta la società : il sistema pensionistico , la formazione , la sanità hanno subito tagli che gravano sul vivere quotidiano di milioni e milioni di persone .La maggioranza del paese non approva per nulla le sue politiche  e ancheper chi esprime consenso  si tratta accettazione del meno peggio , in assenza di alternative . Non c’è un  adeguato livello di conflittualità .La credibilità dei partiti resta ai minimi storici . Giustamente i costituzionalisti , e non solo , parlano di democrazia sospesa e di allarmante involuzione in atto ; non rischio , ma dato di fatto . Arretra , il sentire democratico , nella coscienza di una parte non piccola della società , che si rassegna o non sa come reagire.

La democrazia è crollata nei luoghi di lavoro , falcidiati i diritti e le conquiste di decenni di lotta . Non era mai accaduto in questa forma . Nel primo dopoguerra alla Fiat c’erano i reparti confino , ma non si giunse all’espulsione di un sindacato , come è il caso della Fiom – Cgil . Marchionne non progetta nuovi modelli di automobili , non li esporta, importa invece il modello di relazioni industriali del Nord America ( 9% la sindacalizzazione  nelle grandi imprese , in alcuni Stati vietata per legge , solo contratti aziendali.)

La solitudine operaia nelle fabbriche , ce lo ricordano quei sindacalisti che ancora ci vanno e quei delegati che cercano di organizzare una resistenza , è così disperata (Alcoa e non solo, ovviamente) che il distacco del rapporto di rappresentanza  è rivolto a tutti i partiti . Profondo . Ogni ipotesi di rilancio della sinistra politica non può , non deve rimuovere questa dura realtà .

Il 35 % dei giovani non ha lavoro ( il 55 % denunciano i lavoratori dell’Alcoa per la condizione dei loro figli ,  milioni  di cittadini e lavoratori sono a rischio povertà , si estende l’area degli ex precari ( sono i primi ad essere licenziati ) , la disoccupazione è il male del decennio , e non solo nel nostro paese.)

Dopo il ciclo di lotte della centralità del lavoro , siamo alla drammaticità “ del non lavoro “ . Dopo la lenta marcia verso diritti e dignità del lavoro , siamo al rapido crollo , un ciclo si è veramente concluso . Prendiamone atto . Per ricominciare  Non saranno tempi brevi . Mi pare di poter affermare che se grande è l’insoddisfazione e la preoccupzzione diffusa nella società , non vi è un ‘ area di consenso sufficientemente estesa per una politica alternativa . Che va costruita , per quel che possiamo dobbiamo fare la nostra parte.

Anche la riflessione sulla scadenza elettorale va collocata in questo contesto , con una scelta di fondo : la priorità delle iniziative sul terreno sociale e della politica dei contenuti , che costituisca la nostra ragion d’essere  ( oggi e anche in prospettiva ) e abbia come portato anche il nostro posizionamento per le elezioni e le possibili alleanze.

Alle opzioni e scelte del governo non vi è stata una opposizione , sociale e  politica all’altezza della gravità  dello scontro . Tutto è passato senza una continuità di mobilitazione , senza che sia stato proclamato dalla Cgil lo sciopero generale .

E’ questione di rilievo , ogni aggregazione a sinistra , per le elezioni ,  sarà poco credibile , certo tra i lavoratori e i pensionati , se non dedichiamo ogni sforzo per richiederlo e per prepararlo sul territorio . Lo sollecita la Fiom - Cgil , dobbiamo farlo a nostra volta come forza politica , dobbiamo proporre alle forze della sinistra di zona iniziative unitarie sui contenuti del lavoro . In questa direzione si muoverà il gruppo  Amici della Fiom  di zona 2-3-4 , come già , senza successo ( ma gli altri tacevano) abbiamo fatto prima delle ferie.

Dobbiamo esprimere adesione al programma che Landini ( segretario generale Fiom Cgil ) ha presentato ai partiti del centrosinistra e alla proposta sul lavoro di Luciano Gallino e farlo sapere.

Inoltre  , è assai urgente , dobbiamo prepararci alla raccolta di firme sui referendum art. 18 e 8 ( deroga ai contratti nazionali ) , che partirà i primi di ottobre ( tre mesi di tempo per la raccolta) e qualificare politicamente il referendum ;  richiamo solo alcuni aspetti , merita infatti un approfondito discorso in altra sede . Su un tema analogo , con la formale adesione della Cgil , abbiamo raggiunto il 27 % di votanti . Cerchiamo di evitare che si ripeta .

E’ importante che cresca non come il referendum dei partiti in vista delle elezioni , ma dell’ unità tra lavoratori , precari , giovani , studenti , pensionati , disoccupati , che oggi non c’è . L’art. 18 riguarda una ristretta minoranza di lavoratori ,  è ststo l’oggetto simbolico di una terribile e per ora vincente aggressione ai diritti del lavoro attuata dal governo , dobbiamo farne simbolo di una politica alternativa , unificante , nella quale si riconoscano tutti . Il tempo stringe , ma nel concreto possiamo fare la nostra parte , come circolo , proponendo alle altre forze di zona di contribuire alla costituzione del Comitato di sostegno sul territorio e di programmare iniziative rivolte ai luoghi di lavoro , scuole , quartieri .

Cerchiamo di invertire la rotta : dalle crisi , in Europa si è sempre usciti a destra .

Non è facile importare esperienze da altre realtà , non si tratta di assumere modelli ( la Linke tedesca è uscita dal Congresso a pezzi , i verdi francesi si sono divisi dopo i successi elettorali , però di recente la sinistra francese ha ben operato , il sistema elettorale è più favorevole ) spesso si rtesta delusi . Ma la Grecia vive l’esperienza di Syriza. E’ ricca di insegnamenti : una coalizione di 12 diverse organizzazioni politiche ( non vi fa parte il Partito comunista ) , superate le antiche contrapposizioni ideologiche legate al passato , pluralista , aperta alle idee innovative e alla sperimentazione , radicata nel sociale  ha raggiunto il 27% di consenso elettorale. Questo è il punto :  per anni ha lavorato nel costruire reti sociali , dalle cucine sociali  ai medici che offrono cure, agli aiuti legali  per affrontare il pagamento dei debiti . E’ il portato delle nuove relazioni sociali che hanno percorso la società , anche per il suo agire . E ci sono i giovani .

Nulla di simile c’è nel nostro paese , per non dire del nostro partito , e neppure è proponibile oggi una analoga esperieza. Ma l’insegnamento è indubbio , c’è : radicarsi nel sociale , politicizzare il sociale , socializzare la politica. Farlo sul serio , con pazienza .

 Non penso che nella gravità della situazione italiana  , e anche del partito , siano le grandi frasi e le affermazioni troppo generiche a darci un aiuto per affrontare i problemi , ( sebbene qualche richiamo ai valori e alle prospettive di periodo , scaldi un poco l’anima)  ma lo siano piuttosto le cose concrete che possiamo fare .

Al momento : lavoro al tempo della  “società del non lavoro “, sciopero generale, referendum , consolidare le relazioni con le forze di sinistra di zona su questi ( e anche atri ) contenuti .L’esito può essere una coalizione elettorale che rispecchi il fronte dei promotori e sostenitori del referendum . E abbia il sentire del drammatico vivere della   gente , lo faccia sapere , comunichi .

In fondo potremmo chiamare democrazia questo  ritorno al futuro .

 

Franco Calamida.  

 

 

 


Ultimo aggiornamento : 22-10-2012 08:55

   
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