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Sciolta la Federazione della sinistra?
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Scritto da Franco Calamida, 17-09-2012 13:57

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Pubblicato in : Federazione della Sinistra, Federazione della Sinistra


Riporto un articolo pubblicato dal  Manifesto.  A giudicare da questo articolo se ne deduce che la Federazione della sinistra è in via di scioglimento o già sciolta di fatto . Non è piccola questione , anzi , di rilievo per quella che genericamente definiamo " sinistra alternativa " . Le forze che dovrebbero convergere nei fatti divergono . E' utile che ogni compagno e compagna ci riflettano Siamo prossimi a scelte importanti , in un contesto confuso e deludente . Molto deludente. Ne concreto ci son però i due referendum. Non è poco , sono importantissimi .  franco calamida

<<La F ds cambi linea Anche noi con il Pd>>

Daniela Preziosi

Una Federazione della sinistra che apra senza remore e timidezze un confronto programmatico con il Pd». Le primarie logorano chi le fa, ma anche chi non le fa. Un documento che circola da ieri in rete  - ma prima è stato disciplinatamente consegnato ai partiti cui si rivolge - formalizza, per la prima volta apertis verbis, un dissenso all'interno della Federazione della sinistra e della linea politica impressa dal maggior azionista, il Prc di Paolo Perrero. Primi firmatari trentatré 'frontisti', fra rifondazionisti della prima ora (Umberto Carpi, già sottosegretario dei governi Prodi e D'Alema, Vittorio Sartogo, prestigioso presidente di un municipio romano, Sandro Valentini, tuttora dirigente Prc, Vito Nocera, già assessore di Bassolino), partitisti del lavoro (il movimento di Cesare Salvi, che aderisce a Fds), qualche giovane comunista, molti ex delle diverse diaspore cossuttiane, e altrettanti senza tessera vicini alla Federazione della sinistra.

Dopo una prima riunione romana, lanciano un appuntamento pubblico per il 6 ottobre a Napoli.

«Quattro tesi per rilanciare la sinistra in Italia, l'impegnativo titolo, il testo parte, come si conviene in casa comunista, dall'analisi della situazione internazionale (definisce incoraggiante) il «manifesto di Parigi» dei socialisti e socialdemocratici europei e la vittoria di Ho !lande in Francia). Ma subito atterra sulla prossima scadenza elettorale. Ed è qui che si squaderna il core business del ragionamento: l'alleanza fra Pd e Vendola - dice- «sembra reggere», «benché  messa duramente in discussione dai veltroniani, da settori ex dc e da figure come Renzi>>. L' obiettivo di Bersani sembra andare in direzione di una alternativa fondata sul Pd, su una sinistra non segnata da tratti antipolitici che spera Vendola possa rappresentare, senza che questa "fotografia" sia chiusa ad altri soggetti ed esperienze e, nel solco della più classica tradizione togliattiana e berlingueriana, parlare a quella parte del mondo cattolico e di centro che può rivolgersi a sinistra.

(Per i firmatari è un complimento, per Bersani un guaio).

L'alleanza con Casini «non è all'ordine del giorno». Poi il grillismo, l'opposto «della cultura politica della sinistra e dei comunisti italiani>>.

Ergo, compagni, altro che la Syriza italiana che propone il Prc di Paolo Perrero: al contrario, le condizioni del paese impongono «in primo luogo una politica che costruisca un processo unitario a sinistra con l dv e Sei» ma «Soprattutto una Fds che apra senza remo re e timidezze un confronto programmatico con il Pd.

E in caso di primarie, non auspicate, il confronto con Vendola, e il voto a lui, è «naturale».

La discussione dei frontisti è partita da tempo, ma  il testo arriva dopo la plateale offerta-richiesta di accordo da parte di Oliviero Diliberto, segretario Pdci, dalla festa Pd di Reggio Emilia.

Bersani, già cannoneggiato per l'alleanza con Vendola, fin qui evita di rispondere.

Per questa ragione la proposta dei 'frontisti' rischierebbe di cadere nel nulla. Se non fosse che l'assemblea del6 ottobre chiederà di rilanciare con forza - e con un tesseramento autonomo - la Federazione della sinistra per renderla autonoma dalla linea anti-Pd di Ferrero. Proprio quando sui referendum si è momentaneamente composta proprio quella Syriza italiana>> che il Prc propone alle prossime politiche.

Ma per i 'frontisti' è chiaro: o il rilancio o l'ennesima scissione, visto che dopo soli tre anni di  congiungimento forzoso, Prc e Pdci sono di nuovo al punto del '98: governo o rottura.


Ultimo aggiornamento : 17-09-2012 13:57

   
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