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Citta' della salute - di Luigi Campolo
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Scritto da Franco Calamida, 20-06-2012 14:26

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Pubblicato in : Salute, Salute


Riportiamo un articolo di Luigi Campolo su di una vicenda molto importante per la nostra zona .

CITTÀ DELLA SALUTE  (a cura di L.Campolo)

 

Storia

Inizia nel 2003 con un progetto di trasferimento del Neurologico Besta in area Bicocca.

Nel 2006 la Regione Lombardia e l’INAIL sottoscrivono un’intesa per realizzare le nuove sedi dell’Istituto Neurologico Besta e dell’Istituto dei Tumori nell’area di Vialba, nei pressi dell’Ospedale Sacco.

Nel 2007 viene promosso un nuovo Accordo di Programma per la realizzazione della Città della Salute, della Ricerca e della Didattica. L’accordo, che prevedeva inizialmente un finan-ziamento INAIL di 400 M€, viene successivamente modificato e sottoscritto nell’aprile del 2009 con un piano finanziario per 520 M€ di cui 228 a carico della Regione, 42 derivanti dal finanziamento del Besta alla Bicocca e il resto a carico del concessionario.

Un consorzio (che realizzerà il progetto) tra gli enti sanitari interessati si costituisce nell’ottobre del 2009. Un anno dopo (ottobre 2010) il consorzio avvia la realizzazione di uno studio di fattibilità, avvalendosi di una convenzione con Infrastrutture Lombarde. attraverso

Nel luglio 2011 Formigoni ufficializza l’avvio operativo di un nuovo progetto, che esclude l'osp. Sacco e prevede soltanto le nuove sedi di Besta e Tumori, per un valore di 450 M€ di cui 300 a carico della Regione. Questa “nuova Città della Salute e della Ricerca potrà avvalersi di un polo dedicato alla ricerca grazie alla sinergia con Nerviano Medical Sciences diretta discendenza della ex-Farmitalia Carlo Erba e successivamente di proprietà della Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione, che dista solo 10 km dalla iniziale localizzazione vicino all’Ospedale Sacco.

Nel settembre del 2011 il consorzio approva gli elementi tecnici (superfici, posti letto e ricerca) dello studio di fattibilità. A dicembre improvvisamente Formigoni comunica che il consorzio viene sciolto e la Regione riprende il controllo del progetto.

Nell'autunno 2011 viene costituita la Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica, che acquisisce per donazione dalla Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione la proprietà di Nerviano Medical Sciences dal 1.1.2012. In questo modo la Lombardia si dota di una propria struttura di ricerca e sviluppo farmaceutico completa (dal laboratorio alla produzione).

 

Sviluppi recenti

Tra il dicembre 2011 e il gennaio 2012 sono emerse le criticità insite nella scelta dell’area di Vialba, costringendo gli organi dell’Accordo di Programma a prendere atto dei gravi proble-mi legati ai costi di acquisizione del terreno, alle necessità di bonifica e regolazione idraulica all’assenza di risorse per l’accessibilità e il trasporto pubblico locale. Il Collegio di Vigilanza nel febbraio 2012 abbandona definitivamente questa ipotesi e dichiara l’opportunità di valutare localizzazioni alternative.

Nelle settimane successive le più svariate proposte si sono fatte strada: una, presentata dall’amministrazione di destra della Provincia di Milano, che ipotizzava la fusione di Besta e Ist.Tumori col Centro di Ricerca Biomedica Avanzata (CERBA) di Veronesi, ha generato una reazione dura dei vertici di Besta e Tumori a difesa dell’autonomia degli Istituti e della sanità pubblica, che va condivisa.  Le ultime due, avanzate rispettivamente dal Comune di Sesto San Giovanni (area Falck) e dal Comune di Milano (area della caserma Perrucchetti), sono state formulate in modo da potere essere prese in considerazione e tra esse avrebbe dovuto essere fatta la scelta definitiva.

 

La posizione del Forum Salute di Sinistra Ecologia e Libertà

Il Forum Salute di SEL pur valutando positivamente la possibilità di costituire, con la messa in sinergia dell’Istituto Neurologico Besta e dell’Istituto dei Tumori, un importante polo pubblico per la ricerca e l’assistenza specialistica, in alternativa alle scelte della Regione che hanno spostato sempre più risorse verso il settore privato, ha subito rilevato che il

progetto  “Città della salute e della ricerca”, al di là dell'enfasi propagandistica caratteristica di Formigoni, è stato costruito senza una vera strategia di politica sanitaria, con grandi ritardi e assoluta mancanza di trasparenza, senza sviluppare intorno ad esso un dibattito pubblico, senza il coinvolgimento delle direzioni dei due istituti, dei ricercatori e degli operatori coinvolti.

I ritardi e le incertezze che hanno caratterizzato l’intero progetto hanno avuto riflessi negativi sulle capacità operative e in parte sulle condizioni dei due istituti, che si presentano oggi piuttosto critiche: entrambi infatti, in particolare il Besta, presentano evidenti problemi derivanti dalla vetustà delle strutture, che risalgono in prevalenza agli anni ’30 e sono quindi poco adatte ad ospitare tecnologie moderne, inadeguate sotto il profilo impiantistico e della sicurezza, con insufficienti spazi per la ricerca, mancanza di standard minimi per l’articolazione degli spazi di degenza.

Negli anni, l’Istituto dei Tumori, ha potuto beneficiare di espansioni nella sede storica, ha acquisito e ristrutturato i laboratori di via Amadeo, ha spostato le attività di prevenzione a Cascina Rosa, e teoricamente ha altri spazi a disposizione per il rafforzamento delle attività cliniche, che tuttavia richiederebbero riconversioni e ampliamenti strutturali.

Il Besta, che dopo la realizzazione della palazzina pediatrica negli anni ’60 non ha più avuto sbocchi, ha dovuto cercare altrove, trovando soluzioni molto disagevoli che comunque non le consentono più alcuna espansione, e suggeriscono quindi la necessità di una diversa collocazione.

Il Forum ha anche rilevato la grave assenza del Comune di Milano, che durante la gestione Moratti ha smesso di essere parte attiva nel processo, nonostante l’importanza del proget-to per la città e la presenza dei suoi rappresentanti nel consiglio di amministrazione degli enti coinvolti ed ha sottolineato con soddisfazione la decisione della nuova gestione Pisapia di volere entrare nel merito.

Il Forum, senza sostenere né l'una né l'altra soluzione, si è infine sforzato di definire alcuni criteri  su cui basare la scelta tra le due opzioni sul tappeto (Sesto o Milano): i principali

erano: 1. la valutazione dei costi di realizzazione, tenendo conto anche della necessità di bonifica delle aree, 2. il riesame delle risorse necessarie e delle fonti effettive di finanziamento, 3. la velocità di realizzazione, 4. la verifica di infrastrutture, viabilità e trasporti, 5.l'inserimento nel progetto del  Nerviano Medical Sciences, al fine di rendere disponibili ulteriori risorse per la ricerca, 6. la predisposizione di eventuali piani alternativi che prevedano anche soluzioni diverse, tenendo conto della necessità comunque per il Besta di una nuova collocazione e per l’Istituto dei Tumori delle ristrutturazioni necessarie per qualificarne l’attività, esposta alla concorrenza di enti privati favoriti dalle scelte politiche regionali, 7.In caso di trasferimento dei due Istituti, preservare l’uso pubblico delle aree dell’Istituto dei Tumori, conservando in esse una significativa presenza di attività sanitarie, per compensare la carenza di servizi sanitari nella zona in cui si trovano. 

 

La convocazione di Formigoni del 29.5 per la scelta della sede

Al tentativo di accelerazione del processo decisionale promosso dalla Regione per scarica-re sui due Comuni la responsabilità di una scelta puramente urbanistica divenuta improvvisamente urgente dopo anni di ritardi ed errori regionali, senza alcuna consulta-zione degli operatori dei due enti, è seguita la presa di posizione pubblica di un gruppo di professionisti indipendenti che ha di fatto ribaltato la questione Città della Salute: al posto di un progetto calato dall’alto, orchestrato dalla Regione, la lettera ha chiesto di mettere al centro, nelle scelte sul futuro del Besta e dell’Istituto Tumori le esigenze concrete di chi vi lavora, rivedendo i problemi delle reali sinergie cliniche e di ricerca tra i due istituti e le loro esigenze di sviluppo assolutamente diverse (scarsa necessità di spostare l’Istituto Tumori ed invece forte esigenza di spostamento del Besta, meglio se collocato in un grande Ospedale generalista come Niguarda).

Ne derivava l'esigenza di rimandare la scelta per il tempo necessario a operare una ridiscussione del progetto, mai avvenuta prima, tra tutti i soggetti interessati (Regione, Comuni, vertici e operatori degli Enti).

L'incontro del 29.5, senza conclusioni immediate, ha innescato una chiara polemica tra  Pisapia, fautore della necessità di revisione del progetto complessivo, e Formigoni-Comune di Sesto-Sindacati provinciali intenzionati a non mettere minimamente in discussione il contenuto del piano e ad accelerare l'operazione urbanistica di collocazione della Città della salute (o di quello che resta del progetto originario) sull'area ex-Falck.

Il tempo ottenuto, tra batti e ribatti, è di un mese (30.6), tempo forse insufficiente a modificare i termini del problema.

 

Cosa succederà non si sa, anche se il Comune di Milano sembra intenzionato a non farsi

più estromettere dalla trattativa e a rilanciare una sua nuova ipotesi, esposta da Landonio, consulente dell'Assessore Majorino, nell'ultimo numero del giornale on line z3xMI:

1. ritiro dell'ipotesi caserma Perrucchetti, perchè il problema non è di collocazione urbanistica, ma di sostanza (contenuti),

2. nessun costoso spostamento dell'istituto dei Tumori, che secondo la sua RSU non ne ha alcuna necessità, ma investimenti mirati per spostare gli uffici amministrativi nel l’edifi-cio antistante liberando spazio per gli ambulatori, oggi compressi,                                 3. ristrutturazione del Besta in sede, occupando spazi limitrofi, o suo spostamento in un ospedale generale, ad esempio occupando i padiglioni liberi di Niguarda (entro il 2014).

 

La differenza di costi tra ipotesi regionale ed ipotesi comunale è netta e deve far pensare:

La Regione, per la Città della Salute, ha messo a disposizione un fondo di 330 M di euro. Il progetto in versione Formigoni, con la costruzione edilizia ex-novo di un grande polo per i due istituti, costerà secondo gli esperti molto di più (anche il doppio) quindi risorse aggiuntive dovranno necessariamente venire dalla vendita sul mercato delle aree e degli stabili esistenti dei due istituti “traslocati”.                                    Ben diversi i conti comunali: 80 milioni per i nuovi ambulatori dell’ Istituto Tumori e solo 120 milioni per il Besta, sia per la ristrutturazione in loco che per il passaggio a Niguarda. Avanzerebbero quindi 130 milioni dei 330 stanziati, destinabili all’ammodernamento di un altro polo di eccellenza milanese: il Policlinico, che è in ristrutturazione e non ha più fondi disponibili, facendo del piano un investimento di rilancio della sanità e della ricerca clinica di trutta la città.                                       
Un piano che risultarebbe a bassissimo tasso di nuovo mattone e di operazioni immobiliari.

.

 


Ultimo aggiornamento : 20-06-2012 14:33

   
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