Home arrow PRC Zona 3

logo

PRC Zona 3 Milano

Rifondazione Comunista Milano Zona 3IL CIRCOLO PEPPINO IMPASTATO

Il nostro Circolo ha sede nella casa della Casa della Sinistra di via Porpora 45. E’ un Circolo territoriale di Rifondazione Comunista nato dall’unione dei Circoli Tiziana Saporito, Lucio Libertini e Cultura. Le numerose scissioni avvenute nel partito, con la fuoriuscita di molte/i valide/i compagne/i sono state esperienze dolorose che ci hanno spinto alla ricerca di quell’unità che si riteneva – e si ritiene tutt’oggi – indispensabile per dare senso concreto ai nostri valori e forza all’azione politica. Unità sia all’interno del partito, nel superamento del correntismo, che si giudicava già allora ostacolo a ogni ipotesi di significativo radicamento nel sociale; sia all’esterno, con grande attenzione nei confronti degli stimoli provenienti dal mondo del lavoro e dei giovani.

Abbiamo voluto intitolare il nuovo Circolo alla figura di Peppino Impastato, giovane militante comunista siciliano ucciso dalla mafia, per ricordare e onorare la sua intensa, appassionata e scomoda azione politico-culturale sempre volta alla denuncia dei soprusi e delle attività mafiose nella Sicilia di quegli anni.

Ora, a tre anni dalla costituzione, possiamo affermare, non senza una punta di orgoglio, che la nostra ostinata ricerca di unità e collaborazione fra le varie forze della sinistra alternativa, per lo meno nella nostra zona, ha dato buoni frutti. Ne sono alcuni esempi l’attività comune che ci ha visti impegnati nella proficua campagna referendaria per l’acqua come bene comune; la campagna vincente per le elezioni amministrative a Milano; l'organizzazione, insieme a PdCI, SEL e PCL di zona, di un interessante e riuscito convegno sui temi – fondamentali – della crisi e del lavoro tenutosi nel marzo del 2012 presso la sala del Consiglio di Zona 3.

Con la nostra attività nel territorio cerchiamo di valorizzare la politica dei contenuti, il ruolo delle reti di relazioni sociali, i nascenti movimenti culturali, il lavorare insieme, tenendo sempre ben presenti i valori e gli obiettivi che ci contraddistinguono: antifascismo, democrazia partecipata, laicità, tutela dei beni comuni, difesa dei disoccupati, dei precari, dei lavoratori in lotta per il posto di lavoro (l’impegno, insieme alle altre forze di sinistra, nel risolvere il caso INNSE ne è un esempio), dei migranti.

Siamo convinti che, come enunciato nel documento approvato nel nostro primo Congresso di Circolo, “è tempo di ritrovare motivazioni nel fare”, affinché vivano oggi i nostri valori, nella prospettiva del socialismo: un punto di partenza irrinunciabile se vogliamo dare un senso al nostro obiettivo politico, cioè costruire una solida alternativa a Sinistra e superare le difficoltà di questo momento storico!

Questo ci proponiamo di fare, non da soli, nessuno si salva da solo, ma con la partecipazione di quanti lottano con passione contro le ingiustizie e l’arroganza dei più forti contro i deboli.

Questo sito è aperto al confronto, alle idee anche diverse, allo scambio di notizie e informazioni che riguardino il territorio, cioè la nostra zona, che vogliamo più bella solidale e sicura, con attenzione ai problemi concreti del vivere quotidiano, grandi o piccoli, e con la volontà di affrontarli, di non essere rassegnati o indifferenti.

Questo sito è anche tuo.

Circolo Peppino Impastato Zona 3 Milano

Prc aderisce alla manifestazione del 17 giugno
(1 voto)
 

Scritto da Franco Calamida, 07-06-2017 16:36

Pagina vista : 105

Favoriti : 27

Pubblicato in : PRC Zona 3, PRC Zona 3

Questa che segue è la locandina che verrà affissa in zona tre dal Circolo di Rifondazione Comunista.

E' tradizione , in questa zona , prendere posizione sui grandi eventi del movimento operaio .

La partecipazione a questa manifestazione è molto importante , segno di critica a tutta la politica del

lavoro attuata in questi anni dal governo , oltre alla denuncia per la  beffa dei voucher.

 

Ultimo aggiornamento: 07-06-2017 16:36

Commenti degli utenti Cita questo articolo nel tuo sito web Preferiti Stampa Invia ad un amico Salva in del.icio.us Articoli correlati Leggi tutto...
Intervista ad Acerbo segretario PRC
(1 voto)
 

Scritto da Franco Calamida, 22-04-2017 18:35

Pagina vista : 117

Favoriti : 31

Pubblicato in : PRC Zona 3, PRC Zona 3


Home » politica » Occorrono idee e la forza di poterle dire. Intervista a Maurizio Acerbo su Left


Occorrono idee e la forza di poterle dire. Intervista a Maurizio Acerbo su Left

Pubblicato il 13 apr 2017

di Tiziana Barillà

Maurizio Acerbo è il successore di Paolo Ferrero. Il nuovo segretario di Rifondazione comunista vuole fare come in Spagna e costruire un soggetto unitario e alternativo al Pd.

«Da noi non cediamo lo scettro, piuttosto la bicicletta per pedalare in salita», sorride Maurizio

Acerbo. Da pochi giorni è stato eletto segretario di Rifondazione comunista, in un clima pacifico e con un ampio consenso, e con una sinistra unitaria da costruire. È venuto a trovarci in redazione, di buonumore come sempre. Ha riattaccato il telefono appena arrivato dicendo al suo interlocutore: «Ti lascio, sono arrivato nell’unica rivista di sinistra in Italia ». Gli abbiamo fatto molte domande, eccone alcune.

Dopo 9 anni e in un Paese che si è trasformato sotto gli occhi di tutti, che partito ti lascia Paolo Ferrero?

Un partito che ha resistito ad anni di oscuramento mediatico, che ha tenuto la linea decisa nel 2008, di

alternativa al Partito democratico che stava per nascere, avendo intuito che la mutazione genetica era oramai definitiva. E che ha fatto una lunga traversata nel deserto.

Quelli che sono rimasti sono dei veri resistenti.

Ma è un partito che è rimasto fuori dal Parlamento e da molte amministrazioni locali.

Sì, ma sappi che, nonostante le nostre scelte ci abbiano portato a perdere la rappresentanza, rimaniamo la rete di militanti più diffusa e capillare del Paese.

Oscurati dai media, dici. Ma l’impressione è che anche all’interno della sinistra abbiate sofferto un certo isolamento. Mette imbarazzo la falce e martello?

Sicuramente c’è un’idea diffusa, anche tra le persone che la pensano come noi sui temi concreti, che la parola “comunista” sia impronunciabile. Ma il problema vero è stato soprattutto una forte tendenza a rifiutare la centralità del sociale. Penso, però, che questa fase sia ormai superata, adesso c’è la consapevolezza che le difficoltà della sinistra politica sono le stesse della politica sociale.

Se davanti a un appuntamento come il vertice Ue del 25 marzo non si riesce a portare più di qualche migliaia di persone in piazza il problema non può essere solo che la sinistra radicale è fuori dal Parlamento. Quindici anni fa saremmo stati in 100 o 200mila.

A furia di dividersi si è finiti col dis-perdersi?

Sì, e c’è la necessità di un discorso unitario. E per farlo è necessario mettersi in discussione, perché non c’è in ballo solo la rappresentanza ma anche l’efficacia e l’incisività delle lotte. L’esperienza di Paolo Berdini a Roma ha dimostrato quanto fosse sbagliata l’idea di poter riversare i contenuti e le ragioni di tante lotte (ambientali, urbanistiche, sociali o sindacali) nel Movimento 5 stelle. Il Movimento svolge una benemerita opera di contrasto al Pd, non c’è dubbio, ma è evidente che è un movimento virtuale. Sarebbe meglio, piuttosto, che chi fa le lotte sul serio si metta insieme per portarle dentro le istituzioni. Sulle proprie gambe.

Podemos trae forza dalle pratiche latinoamericane, ma soprattutto dalle riflessioni gramsciane, pensa…

Gramsci parlava di casta governativa al servizio del potere finanziario già alcuni decenni fa. Il problema è che la sinistra man mano che ha cominciato a non combattere il capitale ha smesso anche di essere alternativa alla casta. E questo nell’immaginario popolare ha contato moltissimo ed è stato dannoso, perché come diceva Malcom X dei neri di Harlem: non erano apatici ma non si fidavano di nessuno.

E come si tesse la fiducia?

Avendo, oltre alle idee, la credibilità. Bernie Sanders ha 74 anni, e per molti ragazzi americani il fatto che un uomo che si faceva arrestare negli anni 60 non è diventato un venduto ma anzi lotta ancora dal loro lato della barricata è stato giudicato un valore. Noi purtroppo abbiamo un ceto politico di sinistra in cui molti non hanno tenuto quello stesso profilo… e questo si è pagato, con ricadute anche su chi invece lo ha tenuto.

Ma si è tradotto in consenso ai 5 stelle.

Guarda che i 5 stelle sono cresciuti anche cavalcando le nostre idee. Perché le nostre idee, se ci pensi, non sono tanto balzane, siamo noi che abbiamo l’abitudine di fustigarci da soli. Noi di Rifondazione siamo stati i primi ad assumere la proposta del reddito minimo garantito nel programma del partito. Era il 1999. Vent’anni dopo, il M5s diventa il primo partito italiano avendo come proposta sociale una cosa su cui noi ci abbiamo fatto cortei per anni.

Allora se non mancano le idee cosa manca?

Manca la forza per poterle dire. La forza dell’alternativa.

Prendi ancora Sanders, nel momento in cui i democratici hanno soppresso la sua alternativa e lo

scontro si è ridotto a Clinton contro Trump, e cioè tra il neoliberismo progressista e quello reazionario, non c’era più partita. Ma Sanders ha dimostrato che puoi dirti socialista spiegando che cosa vuol dire socialismo.

E riempendo la parola socialismo di proposte che corrispondono alla vita e ai problemi che la gente vive.

Noi che parola dovremmo usare?

In un Paese in cui tutti si dicono “né di destra né di sinistra” – inclusi Pd, Salvini e Grillo – è meglio presentarsi con un profilo chiaro e adeguato ai tempi che viviamo. Non nostalgico ma fortemente riconoscibile. E che parli anche alle storie di lungo periodo delle classi subalterne di questo Paese, che dalla mutazione dell’ex sinistra sono state derubate del proprio punto di vista.

Non ho mai condiviso l’idea per cui edulcorare la tua identità ti rende più popolare e in grado di parlare con le persone. È una fesseria.

E questa è la teoria, ma in pratica come si fa?

Come si sta facendo in Catalogna, proprio in questi giorni. Con la costruzione di un soggetto autonomo, al quale aderiscono le persone, iscritte o no ai partiti, e decidono democraticamente cosa fare. Quindi, in questo modo, i partiti rinunciano di fatto a essere presenti sul terreno elettorale.

E la chiave è europea?

Noi siamo sempre stati europeisti, tant’è che abbiamo fondato la Sinistra europea. E sono anche convinto che a sinistra ci sia unanimità nella critica a questa Unione. Potremmo concentrarci su questo, invece di stare tra di noi a spaccarci tra proEuro e noEuro, quando avremo il 51% allora decideremo se uscire o convincere i tedeschi (scherza). Certo di fondo la sinistra non è nazionalista.

Torniamo all’Italia. Quanto la ricerca del leader è necessaria e quanto invece blocca il processo collettivo?

Le due cose non si escludono, servono un progetto politico largo e partecipato e dei volti in grado di renderlo credibile e forte. E si può fare attraverso figure che godono già di ampia visibilità e credibilità, dei catalizzatori, o com’è accaduto in Grecia dove prima è nata Syriza e poi si è discusso su chi potesse

incarnare meglio il loro progetto politico.

A bruciapelo, del resto lo hai tirato in ballo nel tuo primo discorso, può essere Luigi de Magistris?

De Magistris, come ho detto in passato per Landini, è una persona visibile e credibile. È un bene che si metta a disposizione del progetto unitario e di alternativa.

Chi, invece, è più opportuno che resti fuori?

Non sono certo io a deciderlo eh, ma sono necessarie linee di demarcazione, elementi di chiarezza. E l’elemento discriminante dev’essere l’alternatività rispetto al Pd, a prescindere da Renzi. Sarebbe ingiusto dire che il Pd è diventato un partito neoliberista con Matteo Renzi, già ai tempi del Lingotto di Veltroni non aveva più nulla a che fare con la sinistra. Tranne il fatto che era pieno di ex comunisti al suo interno, ma questo è vero anche per Forza Italia dove c’era persino il leader di Servire il popolo! Il neoliberismo è stato la risposta bipartisan alla crisi, non solo in Italia ma in Europa. È il frutto di una grande coalizione europea, non a caso l’avversario di Syriza è stato il Pasok e i socialisti spagnoli hanno

preferito Rajoy a Podemos e Izquierda Unida.

E non a caso l’avversario della Sinistra è il Pd?

Oggettivamente, sì. Ma lo è anche Salvini.


Ultimo aggiornamento: 22-04-2017 18:35

Commenti degli utenti Cita questo articolo nel tuo sito web Preferiti Stampa Invia ad un amico Salva in del.icio.us Articoli correlati Leggi tutto...
La posizione del PRC z3 su città Studi
(1 voto)
 

Scritto da Franco Calamida, 18-04-2017 11:10

Pagina vista : 135

Favoriti : 25

Pubblicato in : PRC Zona 3, PRC Zona 3


Contro lo spostamento dei Dipartimenti Scientifici dell’Università degli Studi di Milano nell’area ex-Expo!

Tre per uno!

Da alcuni mesi si discute molto del possibile trasferimento dei Dipartimenti Scientifici dell’Università degli Studi di Milano, dalla sede attuale di Città Studi all’area ex-Expo.

Noi crediamo che quest’argomento vada affrontato con la dovuta serietà, tenendo conto che tre sono i soggetti direttamente interessati dalla questione:

·       Gli Studenti dell’Università

·       I lavoratori dell’Università

·       I cittadini della Zona.

Gli studenti hanno già espresso tutta la loro contrarietà allo spostamento, con argomentazioni talmente ragionate e puntuali che basta leggerle per convincersi della loro serietà! La loro necessità primaria è quella di avere un’Università capace di rispondere sia alle loro aspettative e speranze sia alle necessità del paese. Un paese che da loro si deve aspettare un importante contributo per la costruzione di una società migliore.

E’ sotto gli occhi di tutti che queste necessità siano in aperto ed evidente contrasto con un progetto destinato a comprimere non solo gli spazi fisici, basti pensare alla drastica riduzione dei metri quadri a disposizione degli studenti prevista nell’area ex – Expo, ma anche le possibilità di avere una didattica al passo con i tempi ed una ricerca libera da condizionamenti esterni, quindi di base, come prevede una delle missioni proprie di una struttura universitaria pubblica. Oltretutto l’attuale sede dei Dipartimenti è certamente ancora in grado di rispondere ai bisogni degli studenti: basterebbe impiegare le risorse economiche per interventi sia di risanamento delle attuali strutture presenti in Città Studi che nel loro possibile ampliamento.

I lavoratori dell’Università, sia docenti che tecnici/amministrativi, sono l’altro aspetto della complessità universitaria, dei quali forse non si è parlato a sufficienza. Anche il loro trasferimento, al momento fondato più su promesse che su certezze, rappresenterebbe un immotivato sradicamento di una realtà, la comunità dei lavoratori dell’Università, che da decenni è parte integrante e integrata della Zona. Inoltre le strutture esistenti, come già scritto, sono certamente da sistemare e migliorare, prevendendo un progetto di espansione, basti pensare al possibile utilizzo di tutte le aree dismesse presenti in Zona,  così da renderle adeguate alla domanda che viene dagli studenti. L’impiego dei fondi disponibili e stanziati per il trasferimento, andrebbero invece utilizzati per ottimizzare l’esistente invece di spenderli in una operazione dall’incerto futuro.

I cittadini della Zona sono il terzo elemento del quale tener conto quando si parla di Università e Città Studi. E’ persino difficile dire se sia nata prima la Zona o l’Università, come per l’uovo e la gallina! Di certo sono le due facce di una situazione che ha visto negli anni consolidarsi un rapporto reciproco di convivenza e  vicinanza, che ha visto svilupparsi rapporti importanti fra i due soggetti. Cultura e vita quotidiana hanno marciato assieme e interrompere questo rapporto sarebbe veramente molto negativo. Certo vi è stato chi, negli anni, ha speculato sulle difficoltà abitative degli studenti, ma è altrettanto vero che i cittadini della Zona hanno saputo costruire una serie d’iniziative ed attività che sono risultate molto utili agli stessi studenti. Ora, a chi sostiene queste critiche, è risposto che la Zona manterrà la sua “vocazione universitaria”: a quest’affermazione è veramente difficile rispondere senza ridere! Se questa è veramente l’intenzione, non è più semplice fare quel che è richiesto e cioè lasciare dov’è chi oggi c’è e migliorarne le condizioni e la qualità della vita lavorativa e di studio? Non è che ci vogliono prendere in giro?

In conclusione, la complessità della vicenda, e la specificità dei diversi soggetti coinvolti, devono portare alla creazione di un fronte unitario, che rispetti le esigenze di tutti e faccia tesoro delle elaborazioni raggiunte da chi, in questo periodo, se ne è occupato; un fronte unitario che possa diventare l’interlocutore privilegiato nel confronto con chi sta perseguendo un progetto del quale gli aspetti negativi e la sostanziale inutilità sono state ampiamente illustrate. Gli studenti dovranno certamente essere l’elemento fondamentale di questo impegno comune di tutti contro lo spostamento dell’Università da Città Studi all’area ex- Expo; si dovranno prevedere momenti pubblici per portare la loro voce tra i cittadini della nostra Zona, per sensibilizzare tutta la cittadinanza su quello che potrebbe accadere e per spiegare la vera portata del problema.

Tre soggetti per un unico obiettivo! No al trasferimento dell’Università!

Circolo P. Impastato – Zona tre - Partito della Rifondazione Comunista


Ultimo aggiornamento: 18-04-2017 11:10

Commenti degli utenti Cita questo articolo nel tuo sito web Preferiti Stampa Invia ad un amico Salva in del.icio.us Articoli correlati Leggi tutto...
Intervista ad Acerbo segretario nazionale PRC
(1 voto)
 

Scritto da Franco Calamida, 05-04-2017 13:45

Pagina vista : 140

Favoriti : 28

Pubblicato in : PRC Zona 3, PRC Zona 3


Riportiamo questa intervista , la prima rilasciata dal segretario nazionale del PRC di recente eletto , che segnala problemi che riguardano tutta la sinistra alternativa .

Ultimo aggiornamento: 05-04-2017 13:47

Commenti degli utenti Cita questo articolo nel tuo sito web Preferiti Stampa Invia ad un amico Salva in del.icio.us Articoli correlati Leggi tutto...
Assemblea zona tre
(1 voto)
 

Scritto da Redazione, 09-02-2016 18:41

Pagina vista : 317

Favoriti : 92

Pubblicato in : PRC Zona 3, PRC Zona 3


Segnaliamo questa iniziativa in zona tre . Per un futuro governo della città di Milano.

Ultimo aggiornamento: 09-02-2016 18:41

Commenti degli utenti Cita questo articolo nel tuo sito web Preferiti Stampa Invia ad un amico Salva in del.icio.us Articoli correlati Leggi tutto...
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Pross. > Fine >>

Risultati 1 - 9 di 103