Assemblea di Cambiare si può – 14/12/12 – intervento di Calamida

Intervento di Franco Calamida , a nome di Adesso Basta! , all’assemblea promossa da  Cambiare si può . Camera del lavoro al gran completo , come nelle grandi occasioni , quando qualcosa di importante sta per accadere . Quando si riacccende la speranza che finalmente la “sinistra – sinistra ” sia capace di convergere su contenuti e obiettivi ,  che in questa occasione sia capace di promuovere una lista di alternativa alle elezioni politiche , quando questo accade la sinistra dell’alternativa ,milanese , fatta di movimenti , partiti , associazioni , sindacalisti,  delegati , comitati  e persone , c’è .

E’una belle assemblea , siamo in tanti , con alcuni dei presenti ho vissuto gli anni del 68/69 , della scalata al cielo , una storia comune . Ritrovo quei valori e speranze nell’appello  Cambiare si può . In meglio , ovviamente.  Molte cose da allora  son cambiate , ma in peggio : dalla “politica non è cosa di lorsignori” ,   alla odierna fuga dalla politica ; dalla democrazia che varca i cancelli delle fabbriche , ai cancelli chiusi per gli iscritti alla Fiom  ; dalla conquista dello Statuto dei lavoratori alla liquidazine di fatto dell’art. 18 , che deve restar così com’è , ha detto Bersani . E non nomina , e non solo lui, neppure il  famigerato art. 8 : voluto da Berlusconi   , viene oggi reso operativo dal Governo Monti .            Luciano Gallino ha definito l’art. 8 un mostro giuridico , che ci riporta al medio evo . Non è una esagerazione , è così .  E cresce la sofferenza sociale , la povertà diffusa , la solitudine ma anche la combattività operaia . La Fiom resiste .

 Dice l’appello   Cambiare si può  : occorre discontinuità con le politiche del Governo Monti , occorre dar vita ad una alternativa .  Giusto , senza questa saremo travolti .

Una alternativa fondata sul primato della politica dei contenuti , dei valori , dell’etica dei comportamenti. E’ giusto , Adesso Basta ! si riconosce in questa prospettiva . Lavoro , diritti , beni comuni , Costituzione . Dice Luigi Ferrajoli : la battaglia per i beni comuni , per la difesa dell’acqua e dell’aria , non è soltanto una difesa dei beni vitali , che non sarebbe poco , ma qualcosa di molto di più . E una battaglia diretta a rifondare la politica , a rifondare la sfera pubblica , a rifondare la democrazia  . Cresce la consapevolezza dei pericoli che corriamo , che corre il nostro paese , che corre l’umanità . Ebbene , questi pericoli hanno un nome : liberismo , la dittatura finaziaria, la legge delle banche e del dio danaro , che non è un buon dio , contro i diritti  dell’uamnità .  La gravità della situazione  , la stessa frammentazione sociale e della sinistra , la miriade di partiti , insensata , la separatezza e il setteriamo , l’incertezza diffusa , ci richiama tutti a regolare le nostre divergenze in rapporto al peso , ormai socialmente insostenibile ,   dell’aggressione cui sono soggetti i lavoratori , i giovani , gli studenti , che lottano ,  la società tutta . Se c’è coerenza nel praticare  il primato dei contenuti , su questi si può  costruire un collettivo credibile che dia vita , come primo passo, ad una lista elettorale in grado di affermarsi , coeso , capace di iniziativa che ridia passione politica , entusiamo a tutti noi .  Condivido le critiche alla forma partito , ormai  logora e   ai partiti.  Ma cambiare si può , e dunque anche i partiti   devono cambiare , senza rinvii   ; ciascuno di noi   deve cambiare . Perchè non vedo oggi praticabile democrazia senza i partiti e senza i sindacati della democrazia di mandato , e senza le molte forme aggregate della società e senza un democratico sentire comune e senza conflittualità sociale .Penso ad una società non somma di individui , spesso in competizione tra loro , ma una società  insieme di relazioni , solidali .L’estremismo ideologico del partito degli antipartito e ogni forma di presuntuosa autosufficienza e  di settarismo  , che creano barriere e steccati , non aiuta a dar vita ad un progetto forte e convincente . Oltre la stessa scadenza elettorale. Dobbiamo anche noi ricostruire relazioni . Troppi conflitti interni , dobbiamo ascoltarci di più , troppe certezze inossidabili ; l’unità sui contenuti va praticata e non solo annunciata . La cultura unitaria è rottura con un passato di scissioni. E’ nuova , difficile ,necessaria  . Dobbiamo  evitare la demagogia , dobbiamo affrontare la difficile realtà  con senso di modestia e con realismo . La politica è arte del possibile. 

Ai  promotori dell’appello , Adesso basta!    chiede di dare una  convincente  risposta alle aspettative  di un’area vasta della società  , di favorire un agire   collegiale , senza personalismi ,  fondato sulla partecipazione , che apra nuove prospettive .     Un obiettivo è di tutti : far vincere   la politica dei beni comuni , che non ha a che fare solo con l’eguaglianza , bene  universale , ma anche con il futuro , nostro e delle nuove generazioni e  con la nostra stessa soppravvivenza . Non vogliamo arrenderci .

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