25 marzo – Buenos Aires

Il 25 marzo , giornata della chiusura al traffico della città , sono organizzate prersenze importanti in Corso Buenos Aires : comitatoxmilanozona2 : gazebo in Piazza Loreto , comitatoxmilanozona3 : gazebo in Piazza Argentina e forse un secondo nella stessa Piazza, partiti della coalizione del centrosinistra : gazebo unitario in Piazza Oberdan  . Tra i molti temi che verranno proposti all’attenzione dei cittadini anche quello della chiusura domenicale di C.so Buenos Aires . Il CDZ ha deliberato la richiesta alla giunta , sebbene in via sperimentale e cominciando da una sola domenica al mese . Meglio che niente , ovvio , è un inizio .  Importante è l’attenzione di Comitati , partiti e cittadini e la partecipazione . Per farne un evento simbolo, ripetuto in più occasioni , della Milano che cambia …. e lo si vede , almeno la domenica. Per cominciare.

Di seguito un testo dal qule verrà ricavato un volantino prodotto dal Comitatoxmilanozona3.

Domenca 25 marzo – restituiamo Corso Buenos  Aires ai cittadini –

 

Il Corso è di tutti , è dei cittadini , è dei bambini .

Il programma della coalizione di zona tre per Giuliano Pisapia sindaco , propone che la domenica il Corso sia chiuso al traffico : per un giorno e libertà di passeggiare per grandi e piccoli . E promozione di eventi .

Il Consiglio di zona  tre ha deliberato la chiusura domenicale .

Il Corso verrà così , per un giorno , restituito ai cittadini.

In questa prima domenica di primavera , già la città pare un poco cambiata , più a dimensione d’uomo , più vivibile , più gentile. Come noi la vorremmo .

La chiusura domenicale del Corso  può rappresentare una importante occasione di cambiamento , qualcosa di nuovo , del quale sentiamo il bisogno .

Cosa ne è della cultura nella nostra città ? e della poesia ? e dei momenti di socialità e di incontro ?

La nostra città non è una somma di individui , ma un insieme di relazioni. Pensiamo vadano ricostruite .

La chiusura domenicale del Corso può essere un atto  innovativo , una vera svolta : può diventare luogo di cultura e incontro di diverse culture , ove  promuovere iniziative ed eventi , con la partecipazione dei cittadini .Dopo anni di grigiore , si torni , senza timore , a parlar di poesia e di arte e di  bellezza . Furono le nostre radici .

Nella città ammalata di traffico il Corso può essere il luogo ove si propone e si discute  insieme come la nostra zona deve cambiare in senso ambientalista e per un “miglior vivere” : le piste ciclabili , le aree verdi , le zone pedonali nella stessa proporzione del centro città , i quartieri senza auto e in generale la riduzione drastica del traffico  ; ove ragionare ed essere informati su cose di vita quotidiana , come il risparmio energetico e i comportamenti che ridono l’inquinamento  dell’aria . Perché la citta’ è di tutti. 

E andranno anche promosse giornate di svago , con musica , con valorizzazione di attività sportive considerate minori . Il Corso , per un giorno , andrebbe anche dedicato ai bimbi .

Potrebbe persino essere indetto un concorso nelle scuole per decidere quali iniziative organizzare.

Un libro dei sogni ?  Forse . Ma abbiamo perso la capacità di sognare ?  di sognare la nostra città , i confini della nostra vita ?

In realtà , sono cose realizzabili , non  impossibili .Per nulla .

Occorre che la gestione della chiusura del Corso e degli eventi sia pubblica , con un ruolo importante del Consiglio di zona , occorre che per le iniziative culturali l’uso del suolo sia gratuito , che vi sia l’attenzione e partecipazione di associazioni ,di comitati per le diverse attività ,di gruppi di cittadini interessati , insomma di tutte e di tutti.

Cerchiamo di tradurre il sogno in realtà , di restiture il Corso ai cittadini .

 

 

 

 

 

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