Contro le speculazioni edilizie in zona 3

Importante appello di molte associazioni di zona tre , e non solo , per opporsi alle speculazioni edilizie , per una città più bella , simpatica e gradevole da vivere.

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APPELLO CONTRO LE SPECULAZIONI EDILIZIE
IN CITTA’ STUDI E IN TUTTA LA ZONA 3 DI MILANO
 
Tutta la Zona 3, e in particolare l’area di Città Studi, è un paesaggio urbano di alto valore, dai delicati equilibri in cui ogni modifica può rappresentare una irreversibile perdita.
Il quadrante nord-est di Milano fu progettato alla fine dell’Ottocento in modo che alla Via Regia (oggi Corso Buenos Ayres) che da tempo immemorabile collegava Milano con Monza si affiancassero due ampi viali alberati e un sistema di piazze e raccordi con il vecchio tracciato urbano: in questo modo si preservava la memoria dell’antico, e si proiettava la città nel futuro.
Esiste su molte parti di Zona 3 un vincolo ambientale, che comprende spazi, edifici e le stesse piantumazioni, riconosciute come elemento fondamentale nella composizione urbana.
Questi vincoli tassativi, che hanno finora preservata la zona, oggi vengono aggirati sostenendo che essi obbligano solo a risistemare nei limiti del possibile ciò che si è distrutto. Usando questo grimaldello il Comune di Milano sta massacrando viali e piazze, ridotti a semplici coperture dei parcheggi interrati (e a Milano, a differenza di altre città europee, l’altezza della falda impone scavi poco profondi, e il principio di massimizzazione del profitto impone di lasciare poca terra sopra i parcheggi interrati). E’ un peccato perché gli abitanti da sempre apprezzano giardini e viali, considerati una ricchezza collettiva perché accrescono la qualità della vita e facilitano gli scambi sociali in una città altrimenti fredda.
Entro quest’area minacciata e sfregiata sorge la città universitaria: Città Studi ospita le storiche case popolari dell’Umanitaria e villette con giardini interni, i begli edifici otto-novecenteschi delle Facoltà di Medicina, Veterinaria, Matematica e Fisica e quelli del Politecnico, la moderna facoltà di Architettura, due grandi ospedali di fama internazionale, edifici tecnologici per la ricerca scientifica: è insomma un pezzo di città molto variegato ma con una intrinseca unitarietà che ne rispecchia la storia.
L’ultimo assalto speculativo a Città Studi indossa, come si usa in questi casi, la maschera del servizio pubblico: su un isolato destinato esclusivamente ad ospitare Istituti e servizi di pubblica utilità, una società privata, la GF1 Real Estate (dell’industriale Vittorio Farina), ha deciso di costruire un grattacielo alto almeno 16 piani fuori terra, e con quattro piani interrati per i box: dovrebbe essere un residence per studenti fuori sede, ma avrà rette da capogiro; anche i pochissimi posti letto convenzionati avranno comunque un prezzo troppo elevato, e forse anche per questo non c’è traccia di accordi o anche solo di interesse da parte delle Università.
Ma questa pseudo-offerta di servizi è bastata a giustificare l’approvazione, prima nella Commissione Edilizia/Tutela Beni Ambientali del Comune, poi – con i soli voti del PdL e dell’UDC – nel Consiglio di Zona 3. Ora basta che il prossimo 9 giugno il progetto riceva anche l’approvazione della Conferenza dei Servizi perché questo ecomostro – devastante per tutta la zona – possa essere realizzato, senza bisogno di altri passaggi, in patente violazione del Piano Regolatore, compromettendo da più punti di vista un intero quartiere della città. Grazie a questo intervento, infatti, l’area storica più antica di Città Studi perderà l’omogeneità urbanistica che ha fin qui permesso di difenderla e sarà abbandonata alla speculazione, che vi costruirà edifici sempre più alti, distruggendo le sue caratteristiche storiche e la sua vivibilità.
Non solo singoli cittadini e Comitati si oppongono compatti a questo progetto, ma si oppongono ad esso anche gli studenti universitari, che in teoria dovrebbero esserne i beneficiari, e che in più modi hanno manifestato il loro dissenso con interventi in Consiglio di Zona,con articoli sulla loro rivista «Campus», ed ora con nuove manifestazioni unitarie insieme ai cittadini. Infatti a Milano vi sono ben 80.000 appartamenti sfitti, la domanda di appartamenti è in genere diminuita del 20%, ancora più forte il calo – causa recessione economica – degli studenti fuorisede che nel prossimo futuro verranno a studiare a Milano, ove oltretutto Città Studi è già sovraffollata di residenze per loro, mentre nei luoghi più periferici ove si sono spostati e si stanno spostando molti insegnamenti ve ne sono molto meno, o non ve ne sono affatto.
Quale logica, quale «pubblica utilità» sta quindi dietro alla approvazione di un mega-edificio come questo, che deturpa irrimediabilmente un’area che dovrebbe essere vincolata per isuoi aspetti storici ed architettonici? Quale necessità giustifica questo edificio che per esser costruito prevede l’abbattimento di storici palazzi, legati alla cultura milanese? La pianificazione urbana di Milano è ormai fatta direttamente dagli speculatori: in pochi anni riusciranno a sperperare una eredità civile e urbanistica che ci è stata tramandata perché ne fossimo i custodi, e della quale stiamo derubando le generazioni future.
Noi chiediamo che vengano perciò immediatamente fermate le distruzioni in atto, anche bloccando i progetti già approvati, o almeno quelli non ancora operativi; chiediamo che la Zona 3 e Città Studi vengano efficacemente protette dalla speculazione,imponendo vincoli più stringenti, e che ne sia valorizzata la peculiare organizzazione urbanistica e sociale, in modo che diventino – come avverrebbe in qualsiasi altro paese – simboli di una storia e di un progetto dei quali la città è orgogliosa. Se non è chiedere troppo, chiediamo che la città sia affidata ad amministratori che dimostrino nei fatti di conoscerla e di amarla, e di non considerarla un semplice territorio da sfruttare.
Da fine maggio, in più iniziative, uniti, studenti e cittadini di più comitati manifesteranno davanti a Palazzo Marino, nella piazzetta di via Botticelli, e in altri luoghi della città.
 
Movimento studenti & cittadini, Comitato contro l’Elefante, Comitato Canaletto-Guardi, Comitato Largo Rio De Janeiro,Comitato Piazza Aspromonte, Comitato Piazza Bacone, Comitato Piazza Bernini, Comitato Piazza Leonardo Da Vinci, Comitato per la vivibilità di Città Studi, Comitato Via Bazzini, Comitato Via Botticelli, Rete Comitati Milanesi e seguono altri Comitati e firme.
 
 Per adesione inviare a: [email protected]
 

 
 

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