L’innovazione sui fondi per la ricerca

Questo Governo ha deluso molto la sinistra, però non si può dire che non si stia facendo proprio nulla.

La notizia sul fronte della ricerca, pertanto stiamo parlando del Ministro Mussi, è molto interessante.

Non tanto per la cifra, 81 milioni di euro distribuiti tra 160 ricercatori, ma per il metodo innovativo adottato.

Nella sostanza una  commissione  esaminerà  i progetti di ricerca più promettenti e affiderà una dote di mezzo milione di euro ai ricercatori selezionati, anche se precari, rigidamente sotto i 40 anni.

Sarà il ricercatore ad avere la responsabilità di  "spendere"  la dote per attrezzare la sua ricerca, scegliendo  la struttura universitaria che riterrà più adatta.

Nulla di speciale si dirà, così fanno nel mondo avanzato. Si, ma non in Italia dove i capi dei dipartimenti del CNR hanno una media di 68 anni e dove per avere i fondi da usarsi nella ricerca, più che al merito, ci si deve affidare alle lobby di potere.

L’entusiasmo di Rita Levi Montalcini per questa "rivoluzione" è ben riposto, visto che se il pubblico non sosterrà una sana ricerca il nostro futuro, in un mondo globalizzato, sarà sempre più difficile.

Gli scienziati giovani che hanno meriti potranno usare soldi pubblici e dimostrare il proprio valore, senza "attendere"  i favori di caste sclerotizzate.

E’ una svolta positiva…una buona notizia che, ogni tanto, ci vuole.

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