Ridurre di almeno il 55% entro il 2030 le emissioni di CO2

Care/cari

Il 2020 si è aperto con bagliori di guerra che vanno a sovrapporsi alle fiamme che da settimane stanno devastando l’Australia, a testimonianza, quest’ultima tragedia, di quali effetti tremendi

produca l’incapacità e l’impreparazione dei governi di fronte agli eventi estremi del global warming.

Siamo ben consapevoli di quanto un contesto di pace favorisca i rapporti tra gli uomini e il rapporto uomo-natura, ma abbiamo anche appreso, e praticato, la lezione di un agire “localmente”

coerente con la globalità dei problemi e delle crisi che l’umanità deve affrontare.

Abbiamo scelto di dedicare i prossimi mesi a una mobilitazione che spinga i cittadini a informarsi di più e meglio sulle conseguenze drammatiche del cambiamento

climatico e di che cosa è opportuno fare per combatterlo. Una mobilitazione essenziale per obbligare il Governo a sostituire con l’obiettivo del 55% quello, vergognoso, del 33%, che tale è

rimasto anche dopo la revisione, conseguente alla VAS, del Piano Integrato Energia e Clima.

La rete dei comitati “Almeno il 55%” si sta estendendo, ma ora è necessaria un’accelerazione. La settimana prossima la Cancelleria dell Cassazione, che ha già ricevuto la PdL d’iniziativa popolare e ci ha comunicato le modalità per la sua presentazione, indicherà la data. Dovrebbe essere entro la prima settimana di febbraio, e, dopo pochi giorni, l’uscita sulla Gazzetta Ufficiale (dalla quale decorreranno i sei mesi utili per la raccolta delle firme).

In questo periodo dobbiamo intensificare al massimo l’informazione sulla campagna “Almeno il 55%”, per garantire il miglior lancio per la raccolta delle firme. È allora più che opportuno che ognuno

da subito utilizzi tutti i social di cui ha l’account, postando periodicamente – con frequenza giornaliera! – sulla propria pagina Facebook, su Twitter, su Instagram un annuncio del tipo: “Battiamoci per 

ridurre di almeno il 55% entro il 2030 le emissioni di CO2!              Mario Agostinelli

Una risposta

  1. Franco Calamida ha detto:

    Ricordo ancora che è necessaria una azione decisa di molte Asociazioni affinchè venga varata la legge che garantisca efficacia alle proposte di legge di iniziativa popolare ( i contenuti furono indicati da Stefano Rodotà) . Le leggi di iniziativa popolare sono importantissimi strumenti di “semidemocrazia diretta”, quasi democrazia diretta. Sarebbero utilissime per i movimenti e le Associazioni, in particolare se convergessero su un numero limitato di proposte. Attulmente sono un beffa, del tutto prive di effetti pratici. Bisognerebbe evitare di far credere che servano a raggiungere gli obiettivi proposti. Perchè non è vero. Franco Calamida

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