Politica e cultura: schegge di riflessioni

La politica può essere intesa:

  • – In senso stretto, come luoghi dove si decidono azioni e comportamenti. Questi luoghi sono istituzionali (Parlamento, Esecutivo, Giunte comunali ecc) e privati ( associazioni come i Partiti, i Sindacati, l'Arci, le Acli ecc)
  • – come "politica diffusa", ovvero come modi di pensare diffusi fra i cittadini: quali sono i valori (e le loro priorità), come ci si comporta con gli altri, cosa si preferisce perseguire, qual è il limite fra lecito e illecito ecc

 

Il secondo modo di intendere il termine "politica" è sinonimo di un certo modo di intendere la "cultura". Anche la cultura può essere intesa in modo restrittivo, considerandola il titolo generale di tutte le forme espressive: arti, teatro, cinema, letteratura ecc; includendovi settori ambigui, che fanno parte dell'espressione ma anche di altri campi: il giornalismo, la televisione, Internet. Se invece si intende per cultura il modo di vivere, quindi cosa e come si mangia e si beve, come si abita, come si lavora, come si intendono i rapporti familiari e sociali, si capisce che questo modo di intendere la cultura è identico al concetto di "politica diffusa".

Al politico in senso stretto interessano gli Ospedali; al cittadino "politico diffuso" interessa stare bene. Al primo interessa la Scuola come edifici e numero di operatori, la Cultura in senso stretto, il Lavoro come occupazione; al secondo interessa imparare, capire e divertirsi, avere un lavoro che gli dia da vivere dignitosamente e che gli piaccia.

Capita che il cittadino che fa politica di base -cioè chi realizza il "radicamento"- perda di vista il suo essere "politico diffuso" e si comporti come un politico in senso stretto: rinunciando così alla sua capacità di sensore inserito nella società, che può avvertire il politico di professione su terremoti e smottamenti sociali. La mancanza -l'insufficienza- di quei sensori e la decisione che la politica reale è solo quella dei professionisti ha reso difficile capire i cambiamenti radicali avvenuti in Italia fra la fine degli anni 70 e oggi.

Anche la ragione per cui appare difficile costruire da subito (dall'estate scorsa)il nuovo soggetto politico della Sinistra ha due aspetti:

  • – i dirigenti nazionali e locali dei Partiti sono legati ai loro organigrammi, per i quali la prospettiva di inserimento nel nuovo soggetto politico può apparire incerta; quindi è incerto il loro peso politico. Mi pare che il richiamo alla Falce e Martello del Pdci e il contrasto dentro Rifondazione comunista sia un "ritorno all'ordine": il tentativo di ricostituire uno zoccolo duro; ci si chiude nella cittadella, oggi ancora assediata dai controvalori del liberismo selvaggio, dell'individualismo; ma domani, forse, l'assedio sarà tolto, perché non interesserà più abbattere quella cittadella. Si pensa di convertire gli assedianti? O, come auspica Spartaco in una lettera pubblicata sul nostro sito, si preferisce morire combattendo?
  • – La base -quella che conosco io, direttamente o leggendo articoli e commenti-, formata da iscritti ai Partiti, da ex iscritti, da simpatizzanti, è, nel suo complesso, ambigua: da un lato ci sono i presbiti, che guardano i fatti e vedono solo lontano, verso l'Unità, e corrono senza accorgersi degli ostacoli. Dall'altro lato ci sono i miopi, che guardano i fatti e vedono solo vicino, attaccati alle appartenenze, e camminano sulle uova.

Che fare?

La politica sana è quella solidale con la collettività, quella che si considera un servizio e cerca unicamente di affrontare e risolvere i problemi, escludendo gli interessi personali e di gruppi. La questione morale -qualcuno ricorderà il compagno Berlinguer- è alla base della costruzione del nuovo soggetto politico. La democrazia interna (al posto di centralismi più o meno malcelati) è un altro elemento fondamentale: questo vuol dire che la formazione della "linea" risulterà dal rapporto stretto con iscritti e simpatizzanti (sarebbero auspicabili anche assemblee aperte) e sarà sempre controllata.

La forma-Partito: penso che, attualmente, la realtà della Sinistra è rappresentata meglio dai gruppi di base che dai Partiti. Di conseguenza, la prima forma-Partito del nuovo soggetto politico è l'organizzazione dei gruppi di base, cittadina, regionale, nazionale.

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