Riace riapre!


Dopo molta attesa è successo tutto in un giorno abbastanza anonimo, a metà settimana, nel mese di ottobre. Una mattina finalmente i laboratori a Riace sono stati aperti. Gli operatori si son messi a spazzare davanti alle porte, i vetri sono stati lavati, tolta la polvere accumulata in un anno di inattività, sistemati nuovamente gli oggetti di artigianato che costituivano il “patrimonio” di queste botteghe uscite da un presepe vivente. Con timidezza si sono compiuti gesti normali, tanta era stata l’irruenza, la violenza usata per chiudere le botteghe e fermare un progetto di accoglienza e interazione con i migranti. Nell’aria era rimasta la paura delle incursioni della finanza, visite ispettive nel borgo più criminalizzato e infangato d’Italia, attualmente sotto processo.

Intanto qualche pezzo di puzzle va a posto. Si fa strada la verità. È di una settimana fa la notizia che è caduta una delle accuse a Domenico Lucano per quanto riguarda la gestione nel 2011 dell’Emergenza Nord Africa. Per la gestione di quei progetti il Comune aveva applicato l’Iva del 4% così come avevano fatto tutti i Comuni d’Italia, ma nel 2016 le Fiamme Gialle avevano messo in discussione anche quello e chiesto un pagamento di 324 mila euro per recuperare la maggiorazione Iva che secondo loro doveva essere intesa fra il 20 e il 21%. Ma la Commissione Tributaria ha stabilito che non era così, ritenendo la richiesta “non esigibile ma neanche fondata” e ha condannato l’Agenzia delle Entrate a pagare 10 mila euro di spese al Comune di Riace.

Nei mesi scorsi l’obiettivo di distruggere il progetto di accoglienza conosciuto in tutto il mondo come un simbolo è purtroppo riuscito. La maggioranza dei migranti presenti in paese è stata trasferita oppure ha deciso di tentare la fortuna altrove. Gli operatori lasciati a casa, i laboratori chiusi. Riace trasformato in un paese fantasma, come uno dei tanti luoghi semiabbandonati delle aree interne non solo della Calabria. Il sindaco allontanato per un anno intero, in “esilio” fuori da Riace. Gli asini della fattoria didattica anche loro messi sotto sequestro, perché le stalle non hanno l’agibilità, e poco importa se la maggioranza degli uffici pubblici compreso il tribunale di Locri si trovano nella stessa situazione… La furia dello Stato è passata su Riace come uno tsunami trascinando tutto e tutti.

E tuttavia c’è stato, in questi mesi difficili, il sostegno di molti cittadini, di tante associazioni che hanno voluto caparbiamente continuare a credere nel progetto e nella sua rinascita (cosa che faticosamente sta avvenendo), portando linfa anche attraverso la raccolta fondi della Fondazione “È stato il Vento”. E ora la ripresa del progetto sta avvenendo.

Il nuovo sindaco si è premurato anche lui di fare pulizia e poco prima della festa patronale ha sostituito i cartelli che presentavano un “Paese solidale e accogliente” con l’immagine dei santi Cosma e Damiano, evento inaugurato da due solerti preti con l’abito talare, usciti da un film neorealista di De Sica. Poi è stata la volta del cartello di Peppino Impastato che parlava di bellezza: fatto sparire anche quello. Ma per la nuova giunta non sono tutte rose. Questi sono giorni di attesa sul futuro del neo eletto sindaco Trifoli dopo che il Ministero degli Interni e la Prefettura hanno scritto nero su bianco che non avrebbe potuto essere eletto in quanto dipendente del Comune, vigile urbano con un contratto a tempo determinato. Inoltre un amico della nuova giunta, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, è stato arrestato perché legato a una potente cosca della ‘ndrangheta.

Intanto Riace vive. Si continua a fare pulizia nei laboratori, è stato aperto un asilo parentale, sta andando avanti la ristrutturazione di Palazzo Pinnarò, storica sede di Città Futura dove verrà istituito anche un Centro di documentazione, in collaborazione con alcune Università, con lo scopo di raccogliere tesi di laurea su Riace (chi ha informazioni al riguardo le segnali a [email protected]). Ma la vera botta adrenalinica la sta dando il Frantoio di Comunità, una vera eccellenza, moderno all’avanguardia. Tutto il paese sta partecipando, una processione per assistere agli ultimi ritocchi poi quando sarà tutto a posto i proprietari degli ulivi porteranno il raccolto, e quest’anno sarà particolarmente buono.

nelle due fotografie: interno ed esterno del Frantoio di Riac

Questo articolo è stato pubblicato sul sito  Volere la luna .

3 Risposte

  1. Redazione ha detto:

    Si rimette in moto l’utopia di Lucano, di costruzione “UMANITA’ DEL VIVERE INSIEME” , concretizzatasi a Riace , in circa 20 anni, di impegno, passione, tenacia. Un sogno perseguito con la mitica “ Città Futura” , il sostegno costante della “Rete dei Riace.
    Comuni solidali” , una diffusa rete di associazioni italiane ed internazionali, migliaia di singole persone di ogni dove.
    L’attacco concentrico, a quel modello, è fallito!
    E’ fallito perché chi lo ha sferrato non aveva messo in conto né la tempra e la personalità di Lucano, né il fatto che quella Riace era, strada facendo, diventata una costruzione collettiva. L’emblema di una concezione alternativa di umanità ,di un’altra idea di “sviluppo” ,un nuovo orizzonte ideale di dimensione mondiale.
    Ed è questo il dato di maggior rilievo, che spiega meglio di ogni altra considerazione, l’ondata impensabile di solidarietà, prodotta in Italia, in Europa e non solo come risposta all’attacco a quel modello e tradottasi nella sottoscrizione promossa dalla Rete dei Comuni solidali che ha fruttato le risorse necessarie per resistere allo strangolamento messo in atto con il blocco dei fondi ministeriali destinati all’accoglienza, per servizi, peraltro, già resi e alla costituzione della Fondazione “E’ Stato Il Vento”, diventata nel giro di pochi mesi il motore della ripartenza.
    Una risposta che ha generato una costante partecipazione corale da più parti, e che unita alla forza e al carisma di Mimmo Lucano, ha consentito di superare difficoltà di ogni genere.
    Oggi mentre il processo contro Mimmo Lucano si trascina continuando a mostrare tutte le pecche di un’inchiesta debole e scricchiolante in ogni passaggio, già rilevate e note , la Fondazione riorganizza, anche dal punto di vista dei non semplici passaggi, anche burocratici, l’attività delle botteghe, dei Laboratori, salda vecchi conti ancora aperti, mette in funzione il Frantoio, acquista e sistema un piano di palazzo Pinnarò , sede storica di “Città Futura”, risistema le abitazioni per il turismo sociale, apre un asilo parentale, lavora per la rinascita e mostra al mondo che quel modello Riace ha la forza e la potenza per camminare da solo.
    Anche senza il sostegno dell’amministrazione pubblica, a cominciare da quella comunale, sulla quale pende la mannaia dello scioglimento per la riconosciuta, dalle istituzioni competenti , incandidabilità dell’attuale Sindaco.

    Tutto ciò è fondamentale, ma temo non basti per mantenere a lungo in vita un’esperienza che è diventata un simbolo, una bandiera, un orizzonte verso il quale tendere ed orientare la costruzione di un’altra umanità, in un momento epocale in cui il mondo è scosso dai venti tumultuosi e imponenti che abbattono diritti, principi di solidarietà e riconoscimento dell’altro, mercatizzano persino la vita, riducono le persone a “risorse umane” generano squilibri e disuguaglianze insostenibili, escludono tanta parte dell’umanità dal diritto stesso alla vita condannandola ad una misera sopravvivenza.
    Come procedere allora per salvare, mantenere e rilanciare Riace nel ruolo acquisito di emblema e paradigma della costruzione di una diversa umanità?
    Schematicamente e per titoli, a mio parere, occorre:
    mantenere in equilibrio sinergico il grande, prezioso lavoro della Fondazione, il fare, con la ripresa dello slancio ideale proprio della nascita e dei venti anni di vita della Riace di Lucano, costruzione collettiva che abbiamo conosciuto;
    rilanciare l’esperienza di Riace come emblema di un bisogno nuovo di umanità, di un desiderio di voler essere parte di una comunità planetaria, non solo in termini di strumenti e di applicazioni tecnologiche, ma di un vivere insieme non violento, pacifico, giusto, condiviso. La Terra è il luogo di vita comune, la nostra casa, di cui nessuno può pretendere di essere il padrone. La vita, ed i beni comuni essenziali per la vita, quali l’acqua, le sementi, la conoscenza, l’amicizia e solidarietà (la “res pubblica”) sono il valore dell’essere insieme che a Riace si in tanta parte è concretizzato.
    Affermare, e a Riace si è fatto concretamente, che prima di essere cinesi o afgani, russi o cileni, italiani o vietnamiti e prima di essere neri, bianchi, gialli, rossi, donne e uomini, siamo esseri viventi, abitanti della Terra. Per questo l’Agorà ha lanciato la carta di identità mondiale di abitante della terra di nessun valore legale, ma alto valore simbolico. In quanto abitanti della Terra vogliamo difendere e tutelare la vita del pianeta, rifiutando di entrare nella storia come le generazioni che hanno distrutto la vita della Terra perché considerata come una grande miniera di risorse da sfruttare negli interessi dei più forti.
    Provare a coniugare , quindi, questa visione con il grande movimento dei giovanissimi Friday For Future;
    Lavorare per dare vita ad un patto sociale mondiale per l’Umanità insieme con L’Agora degli Abitanti della terra, un movimento che è nato ufficialmente lo scorso dicembre a Serono Verona, su spinta di associazioni e persone provenienti da Europa, Asia, Africa ed America Latina, lo scorso 18 dicembre e che ha lanciato un interessante percorso verso la costruzione di una nuova umanità su precisi presupposti e principi. Uniti dalla convinzione che per salvare l’umanità ed il pianeta occorra pensare ed agire insieme in quanto Abitanti della Terra – e non solo come cittadini italiani o brasiliani, cinesi o russi, indiani o nigeriani – e dalla costatazione che l’Umanità in quanto tale è priva di rappresentanza e che questa rappresentanza va costruita in un lungo cammino. Esistono infatti gli organismi internazionali e/o regionali, ma sono tutti organi derivanti e dipendenti dagli stati nazionali piegati alle loro dinamiche in una logica in cui tu sei cittadino e titolare di diritti solo se sei anche italiano o cinese , russo o albanese, americano o…….etc…
    La Fondazione, le reti di comuni ( RECOSOL,in primis) i comitati , le associazioni che sostengono Riace per rilanciarne orizzonte e valore dovrebbero secondo me dar vita ad un “Comitato Costruttori di Umanità Italia”- da intestare a Mimmo Lucano- , aderente all’Agorà degli abitanti della Terra. Una sorta di confederazione tra i comitati, le associazioni, la fondazione, singoli, altre aggregazioni, che continueranno a seguire i loro percorsi con il massimo di sinergia possibile, che entro il prossimo febbraio dovrebbe darsi un leggero statuto e il prossimo 5 e 6 marzo partecipare a Lisbona, al secondo Agorà degli abitanti della Terra, ospitato dal Sindaco e dalla Municipalità di Lisbona.
    Contestualmente andrebbero rilanciate su iniziativa della fondazione e dei comitati esistenti, due iniziative a livello nazionale e una terza a livello Europeo:
    la prima per rivendicare la messa in onda della Fiction su Riace di Beppe Fiorello “ Tutto il mondo è Paese”;
    La seconda per chiedere che Riace venga riconosciuta bene comune dell’Umanità;
    La terza, quella a dimensione europea, che abbiamo in animo di lanciare da Berlino sulle politiche dell’immigrazione, da spingere nella discussione della prossima Conferenza sul futuro dell’Europa all’insegna dello slogan : sulle politiche dell’immigrazione L’Europa riparta da Riace.
    Solo in questo o in uno scenario simile, l’esperienza di Riace, a mio parere, può continuare a viver, ad emozionare ad essere un paradigma ed una bandiera.
    Mimmo Rizzuti
    Roma 30/10/2019

  2. Redazione ha detto:

    I contenuti e gli obiettivi , la visione del mondo, il valore della solidarietà , l importanza dell’ integrazione, oltre che dell accoglienza ( che è stata la cifra dell’ esperienza di Riace) , l aspirazione alla pace e all uguaglianza, la partecipazione alle lotte per la libertà dei popoli oppressi e per la giustizia sociale ovunque , sono sentire comune di molti compagni e compagne e qualificano l’ impegno di molte Associazioni e Ong. E’ certo utile pronunciarsi sulla proposta. Al momento sono orientato ad aderire all’ Agorà degli abitanti della terra, essendo Mimmo Lucano il primo ad aver fatto questa scelta e con lui altri compagni con i quali collaboro e condivido speranze, sogni e il “concreto agire “della Fondazione E’ stato il vento, intendo essere con loro partecipe.E’ una scelta personale. Personale è anche il mio giudizio che la costituzione di un nuovo comitato , ne esistono già molti e in molti ci sono gli stessi compagni, non sia lo strumeno più opportuno ed efficace per conseguire gli obiettivi. Ragioniamo sul modo di far crescere il movimento. Con un gruppo centrale promotore potrebbe mettersi in rete, cioè in rapporto con altri attivi su terreni non dissimili. Per quanto riguarda l’ idea dell’ “esperienza di Riace patrimonio dell’ umanità” da qualche tempo anch’io penso che potrebbe portare ad un livello più alto di opinione pubblica e politica lo scontro che riguarda il modello di società, perche di questo Riace è simbolo, con tutte le altre esperienze analoghe. Non deve, non può essere sconfitta.Ma una buona idea diventa politica se e quando molti/e la condividono. Occorre costruire un fronte ampio, senza steccati, se non i valori ispiratori, ricomponendo i rapporti del gruppo promotore della proposta Riace premio Nobel per la Pace, consultando le centinaia di associazioni che hanno sostenuto e sostengono Riace, trovando disponibilità tra quanti fanno opinione (buona opinione, ovviamente) , giornalisti in particolare, magistrati, scrittori , intellettuali ecc ecc. . E decisiva, almeno così mi pare, sarà la partecipazione della Fondazione, di Recosol, del Comitato 11 giugno e ovviamente , se condivide, di Mimmo Lucano. Se il fronte sarà ampio e convinto insieme, tutti insieme, potremo avanzare la proposta. Se necessario dovremo anche chiedere io sostegno a esponenti del governo . Molto cammino, pensiamo ai primi passi.
    franco calamida.

  3. Franco Calamida ha detto:

    Domenico Lucano condivide l ipotesi di verificare la praticabilità della proposta di candidatura dell esperienza di Riace e recosol a Patrimonio dell umanità. Noi la riteniamo tale. Sarà un successo se conquisteremo un riconoscimento ufficiale e si pronunceranno governo e forze politiche democratiche. Franco Calamida.

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