Quale futuro per CostituzioneBeniComuni?

 

Tutti tutte conveniamo che siamo in una fase complessa, si estingue il vecchio mondo e non nasce il nuovo. Penso sia utile avviare anche in CBC una riflessione . Cosa conservare della nostra esperienza? Cosa cacellare ? Quale profonda innovazone di categorie di analisi e interpretative della realtà è necessaria? Ne abbiamo le capacità culturali e volontà politiche? In sintesi: quale futuro per Cbc e, in larga misura, per la storia collettiva di molti di noi? Non penso di poter rispondere, ovviamente. So che la riflessione avrà senso se sarà collettiva. E non è scontato che avvenga.

Cbc nasce nel 2013. I piccoli partiti della sinistra alternativa (utilizzo la definizione di allora) furono sconfitti, divisi come spesso accade, alle elezioni regionali. Tutti a casa? In effetti ci fu il silenzio di tutti, nessun bilancio, nessuna proposta di riflessione collettiva. Un numero assai ristretto di compagni di storia comune, diciamo mezza dozzina, si incontrò e decise che non si poteva fare come se nulla fosse successo. Occorreva prendere una qualche iniziativa. Convocammo una assemblea alla Camera del lavoro. Imprevista e straordinaria fu la partecipazione. Così nacque Cbc.

C’ era un aspettativa, un area di compagni e compagne non intendeva rinunciare alla propria storia ( per dirla in modo forse generico, ma così fu). Non demmo indicazioni, non proponemmo nulla. Tutti gli interventi ruotarono attorno ad un punto comune: “dobbiamo andare avanti”. Non c’era demoralizzazione o senso di rinuncia, ma esattamente l’ opposto.

Anche di recente, alle elezioni europee, abbiamo subito una sconfitta. Ben più grave di quella di allora e di tutte quelle, certo non poche, del passato recente.

Siamo indubbiamente in un altro contesto politico. E fortunatamente ne abbiamo piena percezione. Già si è scritto delle minacce per la democrazia, dell’oscurantismo salviniano…eppure, a differenza di allora, nessuno ( almeno a me non risulta) ha ritenuto di convocare “l’ area della sinistra alternativa” per un bilancio collettivo, almeno a livello cittadino. E questo fa la differenza.

Il sito “costituzionebenicomuni” riporta i vari passaggi del percorso di cbc e penso che una lettura sarebbe utile per ragionare insieme e non solo tra gli aderenti a CBc. Basta cliccare “chi siamo”.

Abbiamo cercato di ricomporre ciò che era stato frantumato; abbiamo indicato i terreni di impegno ( applicazione della Costituzione, lotta contro le diseguaglianze, difesa del pianeta, lavoro, immigrazione); siamo stati quelli dell’ “unità della sinistra “, con tenacia, in ogni occasione; e del “resistere, resistere resistere”, facendo opposizione e producendo iniziative e , per quel che potevamo, cultura politica alternativa.

Ci siamo conquistati una certa credibilità. Non è poco. Anzi, è importantissimo. Ogni nostra riflessione e decisione deve tener conto che questa area, a Milano ,esiste tuttora. Con quali aspettative? Questo è il punto. Non vorrei dare una risposta affrettata. Bisogna capire meglio e per quel che si può, ascoltare.

Abbiamo, necessariamente abbandonato l’ obiettivo dell’ unità della sinistra ( non solo è poco credibile ma   è anche aperta la discussione se la sinistra sia, o meno, estinta ) ee stato da me  proposta ( ma poco se ne è discusso, anzi nulla) la ricomposizione a partire dai contenuti. In concreto un nuovo modo di rapportarsi delle Associazioni, Comitati ecc ecc che superata la separatezza fossero in grado di assumersi sempre maggiori responsabilità .

Due significativi riferimenti politico culturali , l’elaborazione di Luigi Ferrajoli , in particolare Il Manifesto per l’ eguaglianza e l’ enciclica Laudato si’, sono stati e sono le nostre stelle polari. Non le sole, ovviamente, il firmamento è infinito.

L’ impegno di Cbc nel favorire il confronto tra Associazioni si è concretizzato anche nella recente assemblea delle Associazioni a sostegno de la Sinistra. Le elezioni sono state quel che sono state ( un disastro epocale) .

Proposi in quella sede che ogni specifico impegno su terreni molto diversi e molto importanti da parte delle Associazioni venisse considerato e vissuto come partecipe di un progetto comune, sociale e culturale, ma anche politico. Perché la gravità della situazione lo richiede.

Noi non possiamo svolgere alcun ruolo risolutivo ( è bene essere modesti) ma possiamo dare un contributo utile e significativo nella direzione della buona politica e a sostegno del movimento dei giovani , che non è solo speranza per il futuro ma anche , speriamo, forza per resistere all’ onda nera.

Anche al movimento che va crescendo attorno all’esperienza di Riace e di Lucano, Cbc ha dato un buon contributo concreto, dalla convocazione della prima grande assemblea, al lancio della campagna Nobel per la Pace, alla organizzazione del presidio dell’11 giugno ( dei 5 componenti milanesi il Comitato 11 giugno Milano, 4 sono aderenti a Cbc). Dettagli, però contano.Le cose che si fanno contano.

Sono solo pochi spunti, schematici e sintetici, ma spero utili ad avviare un confronto, con contributi ben più qualificati e impegnativi.  franco calamida.

 

 

 

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